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Donnarumma, storia di un predestinato, da Castellammare al Milan, in A a 16 anni

Doveva andare all'Inter, scelse la squadra in cui aveva giocato il fratello, ora terzo del Genoa: col suo esordio batterà Buffon e Peruzzi, ma tale Pacchiarotti fece ancor meglio, 35 anni fa

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Sedici anni e otto mesi, giusto oggi: se – come ormai è certo- contro il Sassuolo Gianluigi Donnarumma giocherà la sua prima gara in serie A, farà una piccola impresa. Senza però entrare nel libro dei record, non dalla porta principale almeno: Maldini ha esordito a 16 anni, 6 mesi e 25 giorni, il suo primato è salvo. Stava per batterlo Mastour nell’ultima partita del campionato 2013-14 e della gestione Seedorf: aveva 15 anni e 11 mesi, tutti si aspettavano il suo esordio, magari nel finale, poi il tecnico olandese decise di risparmiargli una pressione psicologica che avrebbe potuto schiacciarlo. Era unMilan-Sassuolo, proprio come oggi, tutto il resto è diverso: Mastour avrebbe debuttato giusto per stabilire un record e mettersi in luce, Donnarumma – che con l’italo-marocchino ha condiviso il pensionato e tante gare con gli Allievi – giocherà per fare punti, perché Mihajlovic ritiene che quel ragazzino-ragazzone di 16 anni e 197 centimetri possa dargli più garanzie di un Diego Lopez che sembra lontano parente dell’ottimo portiere ammirato la scorsa stagione.
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Con l’esordio di oggi Donnarumma farà meglio di Buffon e Peruzzi (per entrambi esordio a 17 anni, 9 mesi e spicci), non di Gianluca Pacchiarotti, secondo portiere della Primavera del Pescara, che per una serie di circostanze fortunate si ritrovò a giocare dieci minuti a Perugia, prima e unica presenza in serie A il 9 marzo dell’80, a 16 anni, 6 mesi e 10 giorni. Trentacinque anni dopo, Donnarumma ha rischiato seriamente di battere anche lui: Inzaghi, che lo portò in prima squadra a 15 anni – servì deroga e certificato medico – convocandolo come terzo per l’infortunio di Agazzi, meditò di lanciarlo dal primo minuto contro l’Atalanta, in quella che sapeva – senza ammetterlo – essere la sua ultima partita da tecnico del Milan. C’era Abbiati che non aveva rinnovato il contratto e stava ancora valutando se continuare a giocare o no, alla fine quella partita la giocò lui, e Inzaghi si limitò a far esordire un altro Primavera poi adottato da Mihajlovic, Davide Calabria.

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