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DOPO ISCHIA L’INCHIESTA SULLA METANIZZAZIONE TRAVOLGE ANCHE L’ISOLA DI PROCIDA: AVVISO DI GARANZIA PER LUIGI MURO CHE RINUNCIA ALLA CANDIDATUA A SINDACO

Gennaro Savio per radio piazza newsNell’Italia della corruzione dilagante, centrodestra e centrosinistra sono uniti nei programmi, nel malgoverno e nelle disavventure giudiziarie

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Dopo i primi interrogatori, si allarga l’inchiesta sulla metanizzazione dell’isola Verde che nei giorni scorsi ha visto l’arresto del sindaco di Ischia del Partito Democratico Giosi Ferrandino, del fratello e del Capo dell’Ufficio Tecnico. Infatti in queste ore l’attenzione degli investigatori si è spostata sulla vicina isola di Procida dove, così come riportato dall’Ansa, l’ex sindaco ed ex parlamentare di Alleanza Nazionale Luigi Muro è indagato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per la realizzazione della rete di distribuzione del metano sull’isola di Graziella. Per l’avviso di garanzia ricevuto, Muro, per le prossime amministrative, ha ritirato la sua candidatura a Primo cittadino di Procida dove, negli ultimi anni, l’opposizione all’amministrazione di Vincenzo Capezzuto è stata rappresentata solo dal PCIML guidato da Domenico Savio che seppur non presente in Consiglio comunale, ha dato vita ad una dura opposizione sociale con l’organizzazione di imponenti manifestazioni di piazza contro gli abbattimenti delle case di necessità e contro la presenza delle antenne di telefonia mobile nei centri abitati tanto per citarne alcune. L’indagine che vede la lente d’ingrandimento della Magistratura puntata sugli appalti per le opere di metanizzazione delle due isole del Golfo di Napoli, nel comune di Ischia coinvolge al momento il Sindaco del Partito Democratico Giosi Ferrandino mentre sull’isola di Procida l’ex Sindaco del centrodestra Luigi Muro a dimostrazione che ormai in Italia il centrodestra e il cosiddetto centrosinistra, alleati come accade in Parlamento tra il Nuovo Centro Destra di Alfano e il PD di Matteo Renzi, sono partiti totalmente affini non solo nei programmi politici ed elettorali e nella gestione del potere, ma anche nelle disavventure giudiziarie che vedono coinvolti loro dirigenti in inchieste sparse un po’ ovunque in Italia, dove la corruzione dilaga in maniera sempre più repentina: che vergogna!

 

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