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«E l’amore, che cos’è l’amore? » …lo chiediamo ai più piccoli.

GIUSY PANARELLA PER RADIO PIAZZA NEWS

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Ci sono domande a cui tutti riescono a rispondere, del tipo “Quanti gradi ci sono oggi?” oppure “Quando scade il latte in frigo?”. Poi ci sono domande che mettono in difficoltà i bambini ma a cui i grandi riescono a rispondere facilmente… domande come “Chi ha scritto I Promessi Sposi?” o “Quanto fa 10×10?”.
Infine, ci sono quelle domande in cui gli adulti sono in difetto, balbettano, si contraddicono ma nelle quali, fortunatamente, ci pensano i bambini ad intervenire.
Mi è capitato di trovarmi in una scuola primaria e, quel giorno, in classe si parlava dei diritti dei bambini, la fratellanza, l’amore. Osservando quei piccoli faccini vivaci e pimpanti mi chiedevo “Chissà cosa ne pensano, loro, dell’amore” …e così, senza troppi giri di parole, glielo chiesi.
Ne uscirono fuori spunti interessanti, che ho deciso di riportare nella speranza di suscitare un sorriso e, allo stesso tempo, qualche riflessione.
<<E per te, cos’è l’amore?>>

– <<Per me l’amore è non sgonfiare un pallone. Come perché? Perché se tu sei metà amico (sic) con un bambino, e lui ti butta un pallone contro una pianta di spine… tu non ti arrabbi?>> (Carmine, 6 anni)
– << Per me è quando il semaforo è rosso e la macchina può passare. Scusa, se è rosso quello non si deve fermare per far trovare bene l’altro?>> (Aurora, 6 anni)
– <<E’ non parlare con il boccone in bocca. Dio ti ha fatto nascere… e se poi ti affoghi?>> (Ivan, 6 anni)
– <<A me piace quando le persone devono ascoltare e chiudere la bocca. Se tutti parliamo insieme non si capisce mai niente! E l’amore è pure questo, no?” (Luigi, 7 anni)
– << Non buttare la bottiglia in mezzo alla strada, sennò si sporca!>> (Michele, 6 anni)
– <<Quando fa freddo  e mamma viene a mettermi la coperta calda.>> (Juri, 5 anni)
– <<L’amore è quando c’è l’ultimo Ferrero Rocher nel frigorifero, e pure se nonno e nonna ne vanno pazzi, nonno glielo lascia.>> (Giulia, 6 anni)
I bambini lo presero come un gioco e, nonostante mi avessero già risposto, prima che me ne andassi mi dissero “Quando torni a farci il gioco della domanda?”
Il gioco della domanda… forse è questo il motivo per cui loro ci riescono e noi no.
A volte ci si applica così tanto per spiegare questioni complicate con termini altrettanto complicati e, quando tali termini non ci vengono in mente o andiamo a scomodare qualche poeta eccelso o, più semplicemente, li cerchiamo in una di quelle frasi fatte che spopolano su Facebook.
Ma spesso le risposte che cerchiamo sono davanti ai nostri occhi e non ce ne accorgiamo neppure; ingenuamente (e forse anche inconsciamente), con la spontaneità e la leggerezza che un gioco richiede, i bambini dietro le bottiglie per strada, i semafori rossi e i palloni sgonfiati mi hanno parlato di rispetto, capacità di ascolto, condivisione con gli altri, riconoscenza, gratitudine…
e non è forse anche questo, l’amore?

Giusy Panarella

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