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Ebola, il medico di Emergency: non sono eroe ma nemmeno untore

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“Non credo di essere un ‘eroe’, ma so per certo di non essere un ‘untore’: sono solo un soldato che si è ferito nella lotta contro un nemico spietato”. Sono queste le prime parole pronunciate dal medico italiano di Emergency colpito dal virus Ebola ed attualmente ricoverato in convalescenza all’istituto Spallanzani di Roma. Parole contenute in un messaggio che la Ong Emergency ha deciso di rendere noto. Dal suo reparto di totale isolamento, il medico italiano racconta, per la prima volta, la sua esperienza: le sensazioni e la paura provate nei momenti bui, ma anche il senso di sollievo nel sentire che le sue condizioni stanno migliorando. Non si sente un “eroe”, il medico italiano che rappresenta il paziente ‘Zero’ del virus Ebola nel nostro paese; ma rivendica di non essere un “untore” ed il suo pensiero va subito, dice, “ai miei colleghi di Emergency che, anche in questi giorni, sono in Sierra Leone cercando di fare sempre di più e sempre meglio per curare i malati di Ebola”.

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