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Ecco la formula per essere felici nell’epoca liquida

Presentato ieri a Roma al Festival "Insieme" il folgorante esordio intitolato "La formula per la felicità" di Alessandro Epifani. Un viaggio affascinante ed originale ed una guida pratica per la contemporaneità, tra neuorscienze, tecnologia e una nuova proposta etica.

La pandemia Covid-19 ha solo rivelato un malessere che era già presente nella società contemporanea, definita dai sociologi non a caso “liquida”. Alessandro Epifani, pur non essendo uno specialista in materia, nel suo libro edito da Armando Editore, in uscita dal 7 ottobre, riesce a sintetizzare le risultanze di numerosi studi sul cervello umano e sulla naturale tendenza sia alla prevaricazione che a porsi interrogativi metafisici.

L’approdo è sorprendentemente pragmatico in quanto, pur partendo dalla consapevolezza che siamo una specie fragile e dominata da pulsioni inconsce e da ormoni, lancia al lettore una sfida a far sbocciare sè stesso, uscendo dalle abitudini, liberandosi da paure spesso immotivate e da comportamenti paradossali dettati dal dominante principio di prestazione, che ci rende tutti schiavi di consumi e riti sociali.

“Si rende necessario, anche alla luce degli ultimi eventi storici, familiarizzare con la caotica successione di accadimenti che in pochi anni ci hanno visto testimoni di svolte epocali come un Papa che abdica , un Presidente USA di colore ed una zoonosi di dimensioni planetarie. Urge – dice l’autore Alessandro Epifani, 46enne tarantino al suo esordio letterario- un cambio di passo  e soprattutto un cambio di prospettiva. Anzitutto siamo esseri fragili e animali dominati da una biologica tendenza al trascendente, risultata utile e cioè vincente per la nostra specie , quando è riuscita a superare la preminenza della individualità  per attuarsi in una dimensione corale e quindi utile sia al singolo, sia alla specie. E’ il momento della responsabilità e cioè di un ritorno alla etica, opportunamente rinnovata, per uscire dalla anestetica dominante”.

Una nuova etica per una nuova specie. Forse non dobbiamo temere questa rinascita soggettiva , ma favorirla attraverso un vero e proprio “kit per la ipermodernità” , costituito da alcune virtù minori, come la sobrietà , la discrezione , la clemenza,  sommate ad un nuovo mindset e declinate ai dilemmi morali e comportamentali della quotidianità. In tutto questo la macchina, l’algoritmo dominante , non va nè temuto nè idolatrato: esso è un partner che può affiancare l’uomo del Terzo Millennio dove homo sapiens ,anzichè rinunciare a Dio o a farsi Dio , si costruisce un Dio/partner immensamente potente , ma sempre da educare a qualcosa di più utile alla specie e quindi ad una cooperazione fattiva e consapevole. Un libro denso di esempi pratici e di osservazioni sociologiche e filosofiche molto originali.

 

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