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Elezioni Umbria, trionfa il centrodestra con più di 20 punti di vantaggio

POLITICA ITALIANA VOTAZIONI DI IERI

La nuova governatrice è Donatella Tesei: con i 58% ha battuto Vincenzo Bianconi, il candidato dei dem e dai grillini. Le liste: exploit Fdi, male i 5 stelle, reggono i dem. La destra esulta. Salvini: “Italiani vogliono votare”. Meloni: “Conte si dimetta”. 5 stelle: “Esperimento fallito, noi terza via solo oltre i due poli”. Zingaretti: “Non hanno aiutato caos e polemiche su manovra”. I renziani contro la foto di Nanni

Dopo 50 anni l’Umbria non è più una regione rossa. Il centrodestra ha stravinto le elezioni e per la prima volta dal 1970 la regione non sarà amministrata dalla sinistra. Anzi: come già era successo alle europee, gli umbri si sono riscoperti leghisti. Il partito di Matteo Salvini – quando lo spoglio è a metà e sono state diffuse diverse proiezioni su dati reali – è di gran lunga la prima forza in regione con più di 37 punti percentuali. Anche la nuova governatrice è leghista: si chiama Donatella Tesei, è senatrice del Carroccio e presidente della commissione Difesa di Palazzo Madama. Ha preso il 57%, un paio di punti in meno rispetto alla sua coalizione, ma venti in più rispetto a Vincenzo Bianconi, candidato del Pd e del M5s al 37%. Con la Lega prima partito, fa registrare un vero e proprio exploit anche Fratelli d’Italia, che sfiora i dieci punti: con Forza Italia al 5,3% e le altre liste civiche, la coalizione raggiunge il 59%. Più di ventitré punti di vantaggio rispetto ai voti presi dalla cosiddetta alleanza civica composta da Pd e M5s.

M5s sotto il 10% – Tra le liste che sostengono Bianconi, i dem non vanno neanche malissimo: sono stati travolti dallo scandalo sulla sanità, hanno subito la scissione di Matteo Renzi, eppure superano il 21%. Per i 5 stelle, invece, è uno dei peggiori risultati di sempre: con l’8,2% sono addirittura la quarta forza, dimezzando quasi i voti presi alle europee di quattro mesi fa. “L’esperimento non ha funzionato. Il Movimento nella sua storia non aveva mai provato una strada simile. E questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti“, recita il comunicato pubblicato su facebook dai grillini. Come dire: in attesa di capire cosa succedere dentro al Movimento, si può dire che l’alleanza con i dem molto difficilmente sarà replicata altrove. O forse no. Ma andiamo con ordine.

Affluenza al 64% – A votare è andato il 64,66% degli aventi diritto: otto punti percentuali in più rispetto al dato di cinque anni fa. Un’affluenza in crescita che ha premiato il centrodestra ed è probabilmente legata alll’inchiesta sui concorsi truccati nella sanità che tre mesi fa ha travolto il centrosinistra in Umbria. La stessa ex presidente dem, Catiuscia Marini, è stata costretta alle dimissioni dopo essere finita sotto indagine. È anche per questo motivo che il voto in Umbria a questo giro aveva un significato particolare.

Il centrodestra pensa a Roma – Anche perché si trattava del primo voto dopo la caduta del governo gialloverde e la nascita di quello giallorosso. E infatti le dichiarazioni dei leader del centrodestra hanno avuto poco a che fare con il futuro dell’Umbria, sia durante la campagna elettorale che dopo, a vittoria acquisita. “Questo sonoro ceffone al governo rossogiallo la dice lunga su quello che gli italiani pensano. Fossi in Conte domattina rassegnerei le dimissioni”, dice chiaramente Giorgia Meloni. “Gli umbri hanno dimostrato che gli italiani hanno voglia di votare”, ripete più volte Salvini, che ha attaccato direttamente il premier Giuseppe Conte. “Un presidente del consiglio che dice che il voto degli umbri conta poco o nulla come quello dei leccesi, è un omino”.

Foto di Narni sotto accusa. Renzi mina vagante – Il concetto espresso da Conte, per la verità, è diverso. Il premier lo ripete anche al Corriere della Sera: “Sarebbe un errore interrompere questo esperimento per via di una Regione che ha il 2% della popolazione nazionale”. Conte nega di essere andato in Umbria per fare campagna elettorale: “Se avessi voluto farla avrei girato porta a porta un mese, 24 ore al giorno”. Sotto accusa c’è soprattutto la foto di Narni, con il candidato Bianconi, Nicola ZingarettiLuigi Di Maio e Roberto Speranza. Un’istantanea in cui spiccava l’assenza di Matteo Renzi, vera mina vagante del governo. I renziani non commentano ufficialmente ma fanno sapere di non avere gradito la foto dei tre leader. E non hanno gradito neanche le parole di Nicola Zingaretti, che è stato il primo leader ad ammettere la sconfitta ma ha negato una perdita di voti per il Pd a causa di scissioni. Zingaretti, tra l’altro, ha considerato la vittoria del centrodestra agevolata “dal caos di polemiche che ha accompagnato la manovra economica del Governo”: cioè le dichiarazioni di Renzi. I 5 stelle da parte loro commentano la sconfitta con dieci righe pubblicate su facebook: “Dalla formazione del primo esecutivo – scrivono – ci è stato subito chiaro che stare al Governo con un’altra forza politica – che sia la Lega o che sia il Pd – sacrifica il

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