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Emergenza adolescenti, come al solito, nelle mani solo della Psichiatria.

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Si è convinti, ma solo se lo chiedi a un non addetto ai lavori, che il neurologo va bene per la depressione di tutti, e che lo psichiatra va bene per tutte le pazzie, comprese quelle dei ragazzi, degli adolescenti che spesso, come capita, vanno a finire nei manuali diagnostici di salute mentale n. 4, 5, 5bis, 608 per inserimento in comunità terapeutiche, il tutto condito dal l’affermazione” ma tanto prima o poi diventa pazzo”.

A seguire farmaci su farmaci su farmaci che, sicuro, velocizzano il passo, pochi in Campania, figli di basaglia che credono ancora sui ragazzi e si chiedono: ma aspetta, forse è il caso di guardarli sotto una luce diversa, forse se fanno i matti tutti questi ragazzi magari non è il caso di trattarli con farmaci, o almeno non per sempre. 

Ecco. Questo concetto ” il non per sempre” è solo di un professionista che, pochi conoscono nello specifico per l’adolescenza, il cui nome è neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza.

Cavolo! Sembrerebbe un esperto di neurologia, pediatria, psichiatria, psicoterapia, attenzione Evolutiva….che non è mica un’offesa? Oh no! È un modo di agire, un modo di accogliere la patologia o dir si voglia disabilità, disagio psichico del minore adolescente. E non basta mica guardare che delira il giovane per prescrivere subito HALDOL? No! 

Il Npia è l’esperto per eccellenza nel sistema complesso rete familiare del giovane adolescente, è un sarto…Uno che tende a sbrigliare le maglie della rete, ha contatti con la scuola, con lo sport del giovane, con i genitori, con i parenti, con i servizi sociali, persino con gli amici… È insomma uno che perde tempo a guardare a fondo prima di dare un farmaco all’adolescente.

Pensa te! Invece, che strano, il npi allora è quello che non sa dare il farmaco, avrebbe addirittura paura di darli ( capito mio caro distretto di salute mentale che ti fai garante della prescrizione farmacologica?)

E non importa che nell’anonimato questo “fantasma” così oculato riesca nel tempo a ridurre i farmaci prescritti, a rimetterli in gioco, a credere che invece molto della psicopatologia dell’adolescenza sia una vera e propria sfida in un terremoto che colpisce tutti i grandi che girano intorno agli adolescenti.

Per cui vedi gli psichiatri alleati dei genitori che chiedono mandatemelo in comunità! Ok, sarà fatto. Oppure dategli qualcosa per calmarlo! Ok sarà fatto. 

Ecco la risposta di sdegno del povero fiammiferaio che allora ha solo perso tempo nel tempo a cercare di rimettere in sesto una comunicazione intra familiare distorta.

E’ da poco la notizia con delibera aziendale e suo allegato che nella Asl Na2 Nord sono stati attivati due poli per la psicopatologia dell’adolescenza composta da 3 Npi e 3 psichiatri, ma nulla è cambiato. La leadership è la Psichiatria sia nelle decisioni, sia nelle prescrizioni, per i programmi invece, beh, lì ci sono i npi a sgobbare.

Triste ma vero.

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