Quotidiano di informazione campano

Emilia Alfinito, Crocifissi in stucco del Vallo di Dian

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L’intervento sarà dedicato ad illustrare alcuni crocifissi in stucco presenti nel Cilento e in particolare nel Museo Diocesano di Teggiano-Policastro. Una recente campagna di restauro, infatti ha restituito alla comunità ben tre Crocifissi, realizzati in malta e altre materie poverissime, ma che, per l’eccellenza dell’esecuzione  possono a pieno  titolo essere annoverati tra le più interessanti opere d’arte del territorio. Lo studio delle opere consentirà anche un excursus sull’iconografia del Cristo crocifisso, argomento fondante per l’intera comunità cristiana e, di conseguenza, largamente utilizzato in tutte le manifestazioni artistiche
Francesco Abbate, Il gotico “campano-lucano”
La relazione intende illustrare la cultura pittorica propriamente locale che, a cominciare dall’ultimo quarto del XV secolo e ancora all’inizio del XVI, accomunerà il Cilento, il Vallo di Diano ed il Potentino, una cultura pittorica che per le sue caratteristiche può essere definita gotico campano-lucano
Gerardo Pecci, Il tabernacolo eucaristicorinascimentale di Eredita e altri noti
Il tabernacolo eucaristico rinascimentale marmoreo, conservato nella chiesa di San Giovanni Battista a Eredita, frazione di Ogliastro Cilento, è di tipo a edicola con frontale architettonico incassato a parete, con figure e decorazioni scultoree in bassorilievo. La decorazione plastico-scultorea che troviamo sulle lesene che inquadrano lo spazio prospettico dello scomparto centrale, con i tradizionali angeli adoranti, a differenza dei tabernacoli in alcune chiese del territorio tra il Cilento e gli Alburni, presenta i simboli del martirio di Cristo e altri elementi che rimandano ai Vangeli. Il tabernacolo verrà messo a confronto con gli altri esemplari di Postiglione, Serre ed Eboli.
Stefano De Mieri, Leonardo da Pistoia, Antonio e Costantino Stabile tra Napoli e la Lucania occidentale
L’intervento si propone di sondare i legami tra Leonardo da Pistoia, fra i protagonisti della pittura a Napoli intorno al 1550, e la Lucania. Contesto nel quale sembrerebbe essersi conservato almeno un suo dipinto, la Natività in San Francesco a Potenza, modello di cui viene resa nota una versione di bottega ora nel Museo Diocesano di Vallo della Lucania. Il rapporto tra il pittore toscano e la Lucania viene confermato da nuovi documenti che ne attestano l’operato per Tricarico e da una maggiore messa a fuoco del suo allievo Antonio Stabile, pittore potentino spesso associato al fratello Costantino. Dei due si rendono noti documenti inediti e 4 pale d’altare distribuite fra Teggiano, Sant’Angelo a Fasanella e Caggiano fin qui ignorate dagli studi.

 

 

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