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 ESAMI DI STATO 2015 – RIFLESSIONI DI UN PADRE

Riceviamo e pubblichiamo - All’orale, abbiamo assistito a diverse interrogazioni, non sono stati applicati, ancora una volta, gli stessi criteri per tutti: se si alza la media per qualcuno lo si fa per tutti, c’erano gli amici di classe presenti, ma questa volta eravamo presenti anche mia moglie ed io.

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Poche righe rispetto alle modalità con cui si sono svolti gli esami di Stato. Premetto che ho tre figli che contemporaneamente hanno sostenuto gli esami nello stesso Istituto di Nola, tre indirizzi di studio diversi. Ho constatato che ci sono state delle incoerenze e che qualcuno dovrebbe cercare di far applicare qualche modifica (Ministero, Dirigenti, Ispettori, Docenti). Conoscendo l’andamento scolastico dei miei figli, ed essendo stati mia moglie, mia cognata (che ha il figlio in classe con uno dei miei figli) ed io, rappresentanti di classe componente genitori per 5 anni dei nostri figli, conosco anche l’andamento delle classi e molti amici di classe (in particolare quella dove sono rappresentante).

Anche se in modo limitato, ho notato dei comportamenti e delle mancanze, sicuramente da parte degli alunni, ma anche dei docenti. Solitamente si assiste ad episodi in cui i membri interni aumentano i voti a dismisura, favoriscono come possono i propri alunni, li aiutano durante le prove scritte, svolgono loro un compito o forniscono in anticipo indicazioni rispetto la terza prova. Sicuramente è sbagliatissimo! I candidati dovrebbero essere esaminati e presentati all’esame con una valutazione oggettiva ed equilibrata. I membri interni dovrebbero utilizzare comunque tutta la loro professionalità…

Quest’anno ho assistito ad esami in cui i commissari esterni hanno dovuto richiamare qualche membro interno per l’interrogazione troppo prolungata al candidato, non per aiutarlo a mettere in mostra la propria “scienza” ma è sembrato quasi per metterlo in difficoltà! Ho assistito inoltre a correzioni e relativi voti, a parità di elaborato (all’uscita di ogni prova ero fuori scuola ed ho ascoltato i commenti dei ragazzi), aumentati o se vogliamo diminuiti, ad alcuni studenti che avevano svolto la seconda e la terza prova scritte uguali a loro compagni di classe…?!? In particolare, leggendo il voto finale di una delle mie figlie, che per altro lo conosceva ancora prima che gli esami iniziassero, (sarebbe bello poter “azzeccare” un risultato con tale certezza!), ho assistito alla “realizzazione del progetto” perseguito durante gli anni scolastici da alcuni docenti, di voler dimostrare che la valutazione della classe avrebbe poi dovuto rispecchiare completamente il risultato finale?!?

Non pensavo fosse così semplice valutare una classe, infatti non è andata per tutti e tre figli così ed anche nella classe ci sono comunque state delle ingiustizie. Sono certo che il colloquio non corrisponda alla reale preparazione degli studenti ma che se ne debba comunque tener conto, eppure… Nella scuola come dappertutto si dovrebbe cercare di essere quanto più possibile giusti ed obiettivi invece… A quanto sopra detto aggiungo poi che da un paio di anni a questa parte, purtroppo, mi ritrovo a combattere con una crescente demotivazione allo studio di uno dei miei figli. Il suo desiderio di apprendere è stato sempre alto sin dalle elementari, ma la sua sensibilità, unita alla testardaggine, mi fanno essere molto preoccupato. Ha avuto qualche discussione con un suo professore e, adesso, non ha più fiducia nell’Istituzione scuola.

La beffa è che di tutte le materie scolastiche, quella di cui conosce tutto il programma è proprio una di quelle di questo docente; ciò nonostante, una sufficienza striminsita è tutto ciò che ha ottenuto. l’esame viene anche chiamato di “maturità”… ma di chi?!? Si parla spesso di meritocrazia, io non sono stato certo in classe, ma ben dodici compagni di classe con i quali ho spesso parlato, mi hanno confermato che il voto finale di qualche loro docente, per mia figlia non è stato raggiunto basandosi su interrogazioni ma atteggiamenti e che spesso, nonostante mia figlia avesse studiato con altri amici di classe poi o non ha avuto modo di conferire per quanto e come avesse studiato o non ha conferito, perché nel frattempo era successo qualcosa con la docente che aveva scaturito pianti o, in questo ultimo anno, risposte sgarbate; in quest’ ultimo caso mia figlia ha sbagliato a prescindere, ma al liceo non mi risulta che si insegni psicologia… Sono infine arrivati: a) la “ciliegina sulla torta”; b) l’”amaro”. a) Le tre prove scritte (in particolare la seconda e la terza), non potevano certo essere valutate in base a come erano state svolte, hanno dovuto bensì rispecchiare l’andamento scolastico, ma anche qui non è stata applicata la stessa regola per tutti, compreso l’altra classe presente allo scritto… (Dichiarazioni non soltanto mie ma anche di alunni e genitori della classe che ho incontrato). b) All’orale, abbiamo assistito a diverse interrogazioni, non sono stati applicati, ancora una volta, gli stessi criteri per tutti: se si alza la media per qualcuno lo si fa per tutti, c’erano gli amici di classe presenti, ma questa volta eravamo presenti anche mia moglie ed io.

Sono amareggiato e sconvolto per quanto è capitato. Spero si raggiunga un equilibrio e spero che coloro i quali mi hanno parlato di correttezza, giustizia, professionalità, uguaglianza non facciano prevalere le questioni di principio e differenze relative anche al “casato” di appartenenza, in futuro?!? Spero inoltre che mia figlia reagisca a quanto le è capitato riuscendo a superare questo momento di crisi in cui non vuole sentir parlare di tutto quello che riguarda lo studio, la scuola, i risultati degli esami o quant’altro la possa collegare all’esperienza scolastica.

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