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Eterologa, ministero Salute: a settembre nuovo tavolo

Ma centri fecondazione partiranno a settembre,SALUTE DA RADIO PIAZZA NEWS

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Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a settembre proporrà un nuovo tavolo sulla fecondazione eterologa per un ‘approfondimento giuridico’, se possibile anche con la partecipazione della Corte Costituzionale. Lo si apprende da fonti del ministero.

Il tavolo potrebbe cercare una via normativa che sistemi almeno alcuni punti lasciati in sospeso dalla sentenza della Consulta in attesa della legge del Parlamento. Tra i problemi da risolvere ci sono l’istituzione di un registro centrale delle donazioni dei gameti, la fissazione di un tetto massimo al numero di gravidanze generate da uno stesso donatore e il recepimento di una direttiva europea sulle autorizzazioni per i centri per la procreazione assistita.

 

Centri pronti a partire

I centri per la fecondazione assistita che fanno parte dell’associazione Cecos Italia che operano in Toscana a settembre inizieranno con le prime fecondazioni eterologhe. Lo afferma Elisabetta Coccia, presidente dell’associazione, secondo cui l’esempio potrebbe essere seguito anche da quelli delle altre regioni. ”I centri toscani partiranno – spiega Coccia – e stiamo valutando alcuni aspetti a livello normativo per capire se fare lo stesso anche altrove. Per gli ovuli utilizzeremo intanto l”egg sharing’, quelli cioè in sovrannumero ottenuti dalle donne che si sottopongono a stimolazione ovarica, e poi vedremo come andare avanti, ricorrendo a donatrici volontarie. Per gli spermatozoi invece riapriremo le banche, e richiameremo i giovani tra 18 e 40 anni a cui faremo uno screening di eleggibilità, verificando poi con i test del caso la presenza di malattie infettive”.

Secondo Coccia non c’è il timore per gli annunciati controlli dei Nas. ”Premetto che la tecnica non è nuova per noi, la facevamo prima della legge 40 – sottolinea -. I centri per la fertilità hanno recepito la legge 40, le direttive europee sull’argomento e sono stati già ispezionati dalla Regione e dal Centro Nazionale Trapianti. Se vengono i Nas non troveranno niente, perchè seguiamo delle procedure ispirate alle migliori linee guida internazionali”.

 

Ginecologo, difficile partire per problemi tecnici

Partire con la fecondazione eterologa subito non è possibile, prima bisogna sistemare alcuni aspetti pratici. Lo afferma Filippo Maria Ubaldi, Direttore Clinico Centri Genera di Medicina della Riproduzione. ”Sul piano formale dopo la sentenza della Corte Costituzionale non c’è nulla che impedisca di partire – spiega Ubaldi – ma poi ci si scontra con alcuni problemi tecnici quali come andare a prendere gli ovociti  necessari a soddisfare la richiesta. Si pensi poi alle cliniche pubbliche, che devono poter fare l’eterologa altrimenti rimane la disparità tra chi può permettersi i trattamenti e chi no. Supponiamo che arrivi una donatrice, che ha diritto a un rimborso spese. Chi tira fuori i soldi?”.

Proprio l’approvvigionamento dei gameti è l’altro grande problema. ”Il 95% delle richieste di gameti per l’eterologa riguarda quelli femminili – sottolinea l’esperto – e dove si possono trovare? Qualcuno dice che risolverà il problema con l’egg sharing, usando cioè gli ovuli in sovrannumero delle donne che si sottopongono a stimolazione ovarica per se stesse, ma nei centri internazionali questo basta appena per il 7% del fabbisogno e inoltre l’età media è 37 anni, un’età non idonea per fare eterologa in maniera corretta. Poi si suggerisce che è possibile importarli dall’estero, ma al momento ci sono difficoltà nell’utilizzare le procedure europee per farlo”.

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