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La farsa “Zitto, zitto, sotto ‘o lietto” di Graziano Cecconi in scena all’auditorium di Piazzolla di Nola

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Domenica 14 settembre prossimo, presso l’auditorium del centro Socio/Religioso della parrocchia Immacolata di Piazzolla, in via XX Settembre, la Bottega teatrale “Cecconi” presenterà la farsa comica in due atti “Zitto, zitto, sotto ‘o lietto”, del maestro di teatro nolano Graziano Cecconi.

Gli interpreti e relativi personaggi – Mario Corcione, Pasquale; Anna Rastiello, Nunziatina; Gisella Palo, Gisella; Gianluca Sirignano, Roberto; Gianni Onorato; Maria Riccio, medico – racconteranno in modo divertente ed esilarante le vicissitudini di una famiglia non proprio ideale

I personaggi comici e grotteschi, mettono in risalto le varie problematiche di oggi fra anziani e giovani, fra ricchezza e povertà, tra chi ha conservato una fortuna, magari eccedendo in avarizia, e chi cerca di sperperarla maldestramente.

Ed anche che le persone anziane, benché impoverite  fisicamente del sesso, lo arricchiscono con  sfrenate fantasie, con la cosiddetta “rattimma”, rendendo oltremodo comica la presenza del personaggio maschile principale, a contatto con gli altri protagonisti.

Il nipote della coppia,  Roberto, è un personaggio comune ai tempi d’oggi;  fanfarone, donnaiolo, sbruffone, perditempo, pieno di debiti  che cerca solo soldi ai nonni. Per questo le prova tutte per spedirli all’altro mondo,  procurando ai poveri vecchi un forte spavento, con fantasmi in casa e il movimento del letto a tempo.

Tante saranno le sorprese che non stiamo a rivelarvi. Anticipiamo solo che si tratta di un’opera che ricalca i canoni fondamentali della farsa napoletana, traendone  i contenuti più tipici e spettacolari, riversati dalla bravura e dall’esperienza del maestro Graziano Cecconi, nel tentativo di elevare questo genere teatrale/operistico, spesso considerato di secondo ordine.

Il regista e commediografo nolano Cecconi, è in grado di creare suspense, curiosità ed interesse nello spettatore, anche con numerose gag che fanno l’occhiolino alla millenaria tradizione partenopea e all’originalità dell’ingegno dell’ideatore dell’opera.

Erika Sito

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