Quotidiano di informazione campano

Fermo, l’addio a Emmanuel, la compagna sviene durante il funerale. Don Vinicio, anche l’aggressore è una vittima. Il messaggio del Papa

0

Chinyere, la compagna di Emmanuel, il migrante ucciso a Fermo è svenuta durante la cerimonia funebre. La donna si è sentita male proprio mentre in Chiesa ci si scambiava il segno della pace. E’ stata dunque soccorsa e trasportata fuori dal duomo.

Migrante ucciso: arcivescovo, siamo noi i ‘disperati’ – “Bisogna alimentare la speranza di chi tra mille peripezie arriva tra noi. E mi dà fastidio quando sento i media definirli ‘disperati’, ma dove? Ma quando? Loro disperati? Semmai noi lo siamo, con la nostra vita spesso inutile e insensata”. Lo ha detto nell’omelia, durante le esequie di Emmanuel Chuidi Namdi, l’arcivescovo di Fermo, monsignor Luigi Conti. “Se loro sono qui – ha aggiunto – è perché davvero” i migranti “nutrono la speranza e noi rischiamo di ucciderla questa speranza, ma invece è la divisione che uccide”, ha concluso.

Boldrini, noi non vi lasceremo soli – “Noi non vi lasceremo soli, noi non lo permetteremo, noi istituzioni abbiamo il dovere di stare accanto a tutti i cittadini e dunque di dire loro che siamo qui perché li vogliamo proteggere da questo virus che sta cercando di insinuarsi”. Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, entrando nella chiesa prima del funerale del migrante ucciso, Enmmanuel Chidi Namdi.

Il Duomo di Fermo, dove sono appena iniziati i funerali del giovane migrante ucciso, è pieno di fedeli. In prima fila, in un lato della chiesa, siede la compagna di Emmanuel. SEmpre in prima fila nella navata centrale siedono il presidente della Camera, Laura Boldrini, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e il vice presidente del Parlamento europeo David Sassoli. In chiesa ci sono molti rappresentanti del’associazionismo ma anche tanta gente comune e molti anziani. TRa i banchi spicca la comunità nigeriana che indossa vestiti rossi e neri e fasce rosse sulla fronte in segno di lutto.

Black lives matter’ è la scritta fatta con il gessetto sul luogo della colluttazione costata la vita a Emmanuel Chidi Namdi da qualcuno che collega così idealmente la morte del 36/enne migrante nigeriano colpito dall’ultrà di destra Amedeo Mancini all’hashtag di protesta per l’uccisione degli afroamericani da parte degli agenti di polizia, 10 luglio 2016. La scritta è comparsa stamattina sul luogo della colluttazione, diventato un piccolo memoriale a cielo aperto con mazzi di fiori, cartelli di solidarietà, piccoli oggetti.

La bara con la salma di Emmanuel Chidi Nnamdi, il migrante ucciso a Fermo, è stata trasportata, con grande anticipo rispetto all’ora dei funerali fissati per le 18, nel Duomo della città. Ad accompagnare il feretro c’era don Vinicio Albanesi, il sacerdote che aveva accolto nella sua comunità Emmanuel e la sua compagna e che concelebrerà il funerale insieme all’arcivescovo mons. Luigi Conti.

Don Vinicio,anche aggressore è vittima – Anche l’aggressore di Emmanuel Chidi Nnamdi “è una vittima e se qualcuno lo avesse aiutato a controllare la sua istintività, la sua aggressività avrebbe fatto bene”. Lo ha detto monsignor Vinicio Albanesi parlando con i giornalisti di Amedeo Mancini, il 39enne ultrà fermato per omicidio preterintenzionale. Ai giornalisti, che al suo arrivo al duomo di Fermo per il funerale del giovane nigeriano, che gli hanno chiesto se intendesse perdonare Mancini, “noi perdoniamo tutti – ha risposto – noi accogliamo tutti”.

 Il messaggio di Papa Francesco – “Alla fine saremo giudicati sulle opere di misericordia. Il Signore potrà dirci: ma tu, ti ricordi quella volta sulla strada da Gerusalemme a Gerico? Quell’uomo trovato mezzo morto ero io. Ti ricordi? Quel bambino affamato ero io. Ti ricordi? Quel migrante che tanti vogliono cacciare ero io. Quei nonni soli, abbandonati nelle case di riposo, ero io. Quell’ammalato solo in ospedale, che nessuno va a trovare, ero io”. Lo ha detto Papa Francesco all’Angelus.

‘Emmanuel ucciso a botte’. Oggi i funerali nel Duomo di Fermo

Migrante ucciso: in tanti alla camera mortuaria  – “Era venuto per vivere in pace, ha trovato la morte. Che dal cielo ci liberi dalle cattiverie umane”. E’ la scritta sul manifesto funebre di Emmanuel Chidi Nnamdi, affisso all’ingresso della camera mortuaria, dove si trova la bara del giovane migrante in attesa di essere portata al duomo di Fermo per il funerale che si svolgerà alle 18. Il manifesto fa anche chiarezza su come va scritto il nome del 36enne, morto dopo una colluttazione con un ultrà di destra. “Lo ricordano con infinito amore – si legge ancora – la moglie Chinyere, gli amici del seminario, la Fondazione Caritas in veritate, le Piccole Sorelle Jesu Caritas, la comunità di Capodarco e quanti gli hanno voluto bene”. Sulla bara di legno chiaro, oltre una foto sorridente di Emmanuel, una rosa bianca, una rosa rossa circondata di spighe ed un’orchidea, fiori portati dalle tante persone che sono venute a visitare la camera mortuaria.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.