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Forconi, il 18 a Roma. Manette per Casapound

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Studenti a Torino, centri sociali a Venezia, Forconi pronti a convogliare su Roma. E’ sempre più eterogenea la protesta che attraversa l’Italia. Un’ondata di rabbia sul cui fuoco è bene “non gettare benzina”, avverte il presidente della Camera Laura Boldrini. Ma non è facile. Gli stessi Forconi suscitano reazioni contrastanti. Tra i sindacati c’è diffidenza: ci sono “piazze piene di lavoratori che dicono cosa vogliono” e “altre dove si protesta in cui non si capisce che cosa vogliano”, attacca la numero uno della Cgil Susanna Camusso. Anche Raffaele Bonanni, leader Cisl, non fa sconti: “I forconi rappresentano obiettivi e interessi particolari”. Sul fronte opposto Silvio Berlusconi, dopo aver annunciato nei giorni scorsi un incontro con i Forconi annullato per evitare strumentalizzazioni, torna in campo: “Questa rivolta – avverte il leader di Forza Italia – è un sintomo grave di una crisi vera” con “ragioni profonde”. La questione, quindi, si fa sempre più delicata e anche il governo si interroga su come muoversi. Ma a Torino oggi a tenere la scena non sono stati i Forconi, ma gli studenti che manifestavano contro la Legge di Stabilità e per il diritto allo studio: a piazza Castello – dove poco prima era terminata senza incidenti la manifestazione di Cgil-Cisl-Uil – davanti al Palazzo della Regione, è partito un lancio di palloncini pieni di vernice. Le forze dell’ordine sono intervenute, c’è stato qualche momento di tensione. “Gli agenti ci hanno caricato”, accusano i giovani di Rete della conoscenza. Rifondazione Comunista parla di “reazione sproporzionata”. “I ragazzi non avevano intenzione violente”, dice in piazza un consigliere comunale di Sel, Marco Grimaldi, rivolto ai funzionari della Digos. Ma questi ultimi rispondono che il lancio era contro gli agenti. Bilancio finale: due contusi tra le forze dell’ordine e due tra i manifestanti; sette i denunciati. Cifre contenute, ma inserite in un clima generale surriscaldato. A Venezia, piazzale Roma, dove erano in programma due manifestazioni contrapposte, una delle realtà antagoniste, l’altra di Forza Nuova, è stato scontro: la polizia ha reagito con cariche e lacrimogeni a fumogeni, bombe carta, sassi lanciati dai giovani dei centri sociali. Il ponte di Calatrava è stato chiuso. Due esponenti dell’area antagonista sono stati fermati, una decina di agenti ha riportato leggere ferite, così come alcuni manifestanti: la situazione più seria, quella del vice dirigente della Digos di Venezia, ferito alla testa. Nel resto del Veneto – dove per alcune ore è stata chiusa la tangenziale sud di Vicenza – continuano i presidi dei Forconi, come anche in altre regioni. Ma il movimento guarda ormai a Roma: un presidio con delle tende sarà montato mercoledì alle 15 e proseguirà “ad oltranza” in piazza del Popolo, ha annunciato uno dei leader, Mariano Ferro. “Niente manifestazioni o marce su Roma per non dare pretesti ai violenti”, assicura. Ma, aggiunge, “vogliamo le dimissioni del governo”. Nella Capitale, tra l’altro, oggi è stato arrestato Simone Di Stefano, vice presidente di Casapound, organizzazione di estrema destra che dice di appoggiare i Forconi: durante un blitz di fronte alla sede dell’Ue ha tentato di rimuovere la bandiera. In giornata circola anche la voce di un incontro tra Forconi e governo. “Il governo ci ha convocati, rigettiamo l’invito e qualsiasi trattativa”, scrive su facebook Danilo Calvani, altro portavoce della protesta. Il sottosegretario ai Trasporti Rocco Girlanda fa chiarezza e spiega che ieri sera c’è stata una telefonata con i leader del movimento: per ora non c’è un incontro in vista, ma “una prima, informale apertura al dialogo” c’è. E in serata Girlanda ha visto Maurizio Longo, segretario di Trasportounito: un incontro tutto centrato sulla vertenza degli autotrasportatori, che d’altra parte si intreccia con le rivendicazioni dei Forconi

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