Quotidiano di informazione campano

Francesco il ribelle. Il linguaggio, i gesti e i luoghi di un uomo che ha segnato il corso della storia

Rassegna di incontri letterari ideata e condotta da FLAVIO PAGANO

rnazionale come straordinaria interprete, in particolare del repertorio verdiano, la cantante sarà accompagnata dal tenore spagnolo Ignacio Encinas e la Grande Orchestra Sinfonica Russa della Repubblica

di Udmurtia diretta per l’occasione dal  Leonardo Quadrini.

Attesissima presenza giovedì 9 Sui Sentieri degli Dèiquella di Erri De Luca. In Incontro con uno scrittore di passaggio, flusso di pensieri e parole autobiografico, l’eclettico giornalista, poeta, nonché traduttore di testi biblici, racconta la sua vita da scrittore. Un mestiere che nel suo caso non proviene dai libri letti, ma dall’ascolto di storie di guerre, emigrazioni, terremoti, fantasmi che si raccontavano gli adulti, dai loro toni di voce che trasmettevano la Storia maiuscola e le storie minuscole.

Testimone di una carriera di successo nel teatro, nel cinema e nella televisione, venerdì 10, il popolare attore comico Biagio Izzo torna al suo pubblico di Agerola in un monologo esilarante sui “peccati” dal titolo Che peccato è peccato. Uno spettacolo che fa sorridere, ma anche pensare, con uno spassoso coinvolgimento diretto del pubblico in sala. In un ingorgo rutilante di comicità si confessa l’inconfessabile, bugie diventano verità, si mente spudoratamente su dogmi assoluti. Senza schemi, Che peccato, è peccato procede attraverso le cose della vita osservate dal punto focale di un comico che ne sa una più del diavolo. Al termine della serata Biagio Izzo sarà insignito del Premio Roberto Bracco, “prestigioso riconoscimento ad un rappresentante autentico della cultura partenopea”, come si legge nella dedica.

Domenica 12 protagonista dei pomeriggi letterari di Libri in corte, ideati e condotti da Flavio Pagano, sarà Padre Enzo Fortunato, giornalista e direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi che presenterà il suo ultimo libro Francesco il ribelle. Il linguaggio, i gesti e i luoghi di un uomo che ha segnato il corso della storia, edito da Mondadori. Si tratta di una nuova biografia del Santo di Assisi con la prefazione del Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin.

San Francesco è oggi più che mai uno dei personaggi chiave per comprendere come si vada configurando il cristianesimo in questo inizio di terzo millennio, a partire dalle parole con cui papa Bergoglio ha spiegato la scelta del suo nome: «Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! Per questo mi chiamo Francesco, come Francesco da Assisi». Con la semplicità, la mitezza e l’intenso fuoco interiore che hanno contraddistinto la sua vita, ancora dopo otto secoli attrae nel santuario di Assisi migliaia di persone ogni anno. Spiega nella Prefazione il cardinale Parolin: Si tratta di una lettura ecclesiale del santo di Assisi. Padre Enzo Fortunato ha voluto mostrarci tutta l’attualità del pensiero e dell’azione di Francesco, mentre la Chiesa cerca ogni giorno di compiere quel cammino in “uscita” chiestole da papa Francesco, di non essere cioè chiusa nelle sue istituzioni, ma povera e aperta all’incontro, capace di proporre il Vangelo con la parola e con la vita. In queste pagine, ricche di testimonianze letterarie e pittoriche, si delineano così i luoghi che ha visitato, gli incontri che ha fatto, i gesti e le parole con cui ha formulato il suo messaggio, esplicitando quelli che sono stati il suo percorso personale ma anche la sua rivoluzione culturale, per spiegarne il «segreto».

Francesco è l’uomo moderno, come moderna è la lingua che usa sia per la poesia sia per la predicazione. Era un ribelle, certo, ma un ribelle obbediente. Un uomo obbediente, certo, ma un obbediente sempre libero, continua il cardinale Parolin. Come non leggere in controluce, nelle pagine di questo libro e nell’umanità di Francesco d’Assisi, il progetto evangelico che papa Francesco sta portando avanti per tutta la Chiesa? Il merito forse maggiore di questo libro è allora «quello di condurci a riflettere sul “ribelle” Francesco, ma anche quello di farci intravedere il volto del cristianesimo delle prossime generazioni.

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