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A Gaza e’ strage di bambini Onu, fermatevi e parlate

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“Smettete di combattere e cominciate a parlare”: cosi’ il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon si e’ rivolto a israeliani e palestinesi parlando al fianco del premier israeliano Benjamin Netanyahu in una conferenza stampa a Tel Aviv. Parole che sanno di disperato appello quelle del numero uno di Palazzo di Vetro, volato in Israele nel tentativo di fermare un conflitto che in 15 giorni ha causato 609 morti tra i palestinesi, tra cui 154 bambini (121 per l’Unicef), 58 donne e 38 anziani. E 3.720 feriti, secondo fonti palestinesi. Il bilancio delle perdite israeliane e’ invece di 29 morti: 27 soldati e due civili. Un conflitto che ha spinto le compagnie aeree Usa, la tedesca Lufthansa e Air France-Klm a sospendere i voli da e per Israele dopo che un razzo e’ caduto vicino all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Anche Alitalia ha deciso di cancellare i voli di stanotte per Tel Aviv mentre quello di domani mattina dovrebbe essere posticipato alle 19 alla luce dell’evoluzione degli eventi. L’Enac sta preparando una comunicazione alle aviolinee raccomandando di non sorvolare quella zona aerea. Iniziativa gia adotatta da Easa, l’autorita’ europea per la sicurezza al volo. Israele ha criticato le decisioni, definendole immotivate.
Ma Israele per ora non cede: nessun cessate-il-fuoco immediato, ha ‘sentenziato’ il ministro della Giustizia Tzipi Livni, sottolineando che prima di un’eventuale tregua il suo Paese intende comunque completare l’annientamento delle gallerie sotterranee utilizzate dai miliziani di Hamas per attaccare al di la’ dei confini dell’enclave. Inoltre, ha aggiunto la signora Livni, non saranno in alcun caso accolte le richieste formulate dal gruppo radicale palestinese per sospendere le ostilita’. L’esercito israeliano ha bombardato oggi una scuola delle Nazioni Unite dove si erano rifugiate circa 1.000 persone. Secondo il governo di Hamas, in tutta la Striscia 50 moschee sono state parzialmente o totalmente distrutte. Il segretario di Stato Usa John Kerry, dopo una serie di colloqui al Cairo, resta convinto che l’iniziativa di mediazione lanciata dall’Egitto, basata su un cessate-il-fuoco, e’ la chiave per fermare il conflitto. Intanto i 28 ministri degli Esteri del paesi Ue hanno condannato il lancio indiscriminato di razzi contro Israele e hano chiesto ad Hamas di “mettere immediatamente fine a questo tipo di azioni e di rinunciare alla violenza. Tutti i gruppi terroristici nella Striscia di Gaza – si legge nelle conclusioni del Consiglio affari esteri nella parte dedicata al Medio Oriente – devono essere disarmati”. I 28 inoltre “condannano con forza la richiesta alla popolazione di Gaza di fare da scudi umani”, da parte di Hamas e le altre organizzazioni attive a Gaza”. La situazione a Gaza e’ “particolarmente drammatica” e “il numero delle vittime, anche bambini, e’ insostenibile”. Per questo l’Europa ha voluto oggi mandare “un messaggio chiaro”, ha spiegato al termine del Consiglio Affari Esteri Federica Mogherini nella sua prima conferenza stampa da ministro degli Esteri presidente del semestre europeo. “Abbiamo condiviso – ha aggiunto – la necessita’ di aumentare gli sforzi internazionali per fare accettare una proposta di cessate il fuoco immediata alle parti, a Israele e ai gruppi che dentro la stessa striscia di Gaza stanno resistendo anche all’invito del presidente Abu Mazen di accettare la tregua immediata per il bene della popolazione palestinese che vive nella striscia”.

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