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GENNARO SAVIO CRITICA ASPRAMENTE L’ONOREVOLE GIOSI FERRANDINO

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Cosa non si fa in campagna elettorale pur di disorientare gli elettori e accalappiare qualche voto. Oggi, Primo Maggio 2019, nella ricorrenza della festa dei lavoratori, non è passato certamente inosservato il post con cui, sul suo profilo FaceBook, l’ex sindaco di Ischia e attuale parlamentare europeo Giosi Ferrandino, ha formulato gli auguri ai lavoratori. “No questi auguri per il Primo Maggio io non li faccio a tutti. Li faccio a chi ogni giorno la dignità del lavoro la incarna davvero, e lo fa vivendo la fatica, la difficoltà, l’imperfezione che sempre ci accompagna. Li faccio a chi con fantasia, nella correttezza, si arrangia in tutti i modi per tirare a campare la famiglia…”. A leggere alcune frasi del post, c’è chi potrebbe pensare che a scriverlo possa essere stato qualche difensore strenuo della classe lavoratrice, e non un esponente di quel Partito Democratico che quando è stato al governo del paese ha letteralmente falcidiato i diritti dei lavoratori italiani. Diritti conquistati dalle lavoratrici e dai lavoratori del nostro Paese negli anni ’50, ’60 e ’70, con decenni di lotte e di sangue, di manifestazioni e di scioperi generali e cancellati in pochi istanti dal governo guidato dal piddino Matteo Renzi con l’approvazione del famigerato Job Act, quella vergognosa controriforma del lavoro con cui, tra l’altro, si è cancellato l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e dimezzata l’indennità di disoccupazione ai lavoratori stagionali impoverendo, così, oltre 400.000 stagionali italiani e 10.000 isolani. Si, avete capito bene. Un esponente politico di livello nazionale di quel Partito Democratico che ha ulteriormente reso indifeso e attaccabile lo già sfruttato ed umiliato mondo del lavoro italiano, oggi esprime i suoi auguri ai lavoratori: da non credere! Altro che auguri. Voi e i partiti di tutto l’arco costituzionale di oggi e degli ultimi decenni, dovreste solo chiedere umilmente scusa alla classe lavoratrice italiana per averle ulteriormente negato i diritti sindacali e per averla maggiormente impoverita. Cosa aggiungere. Nell’infame sistema capitalistico dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dei diritti negati e delle discriminazioni economiche e sociali, solo col supporto di un forte e coerente Partito Comunista di ispirazione marxista-leninista e con un sindacato di classe e rivoluzionario i lavoratori possono essere difesi dalla disumanità dello sfruttamento padronale da cui sono quotidianamente aggrediti sui luoghi di lavoro e solo con la costruzione del socialismo, e con la successiva edificazione del comunismo, possono essere definitivamente liberati dalle catene dello sfruttamento che i padroni esercitano dove si appropriano dei mezzi di produzione. Diversamente i lavoratori continueranno ad essere in balia dei loro aguzzini assetati di affari e guadagni.  A dimostrarcelo c’è la storia del movimento operaio di tutto il mondo. E non a caso i lavoratori italiani sono riusciti ad ottenere  le loro maggiori conquiste sociali e sindacali proprio negli anni in cui in parlamento, all’opposizione, era forte e coesa la presenza degli esponenti dell’ex PCI ancor prima che la sua linea degenerasse nel revisionismo. Anche per questo, personalmente, sono orgoglioso di potermi da sempre definire comunista e di essere un Dirigente del PCIM-L guidato dal Segretario generale Domenico Savio, Partito a cui i lavoratori isolani e quelli italiani dovrebbero dare il necessario sostegno di crescita per poter difendere i propri diritti. Diversamente, sarà inutile imprecare e lamentarsi nel mentre, semmai, si continuerà a votare, a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, esponenti politici di centro, centrodestra e centrosinistra o del movimento 5 stelle dalla cultura borghese e capitalistica di sostegno all’attuale sistema di sfruttamento dell’uomo sull’uomo. In questo modo saremo solo destinati a continuare ad essere considerati degli schiavi da premere come un limoni nelle aziende del turismo dell’isola d’Ischia e nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro del nostro bel Paese.

Gennaro Savio

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