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GENNARO SAVIO: “ISCHIA PIANGE ANTONIO MELLUSI, PER TUTTI ‘SPADAVECCHIA’, ECCELLENTE CHEF D’ALTRI TEMPI. CARO ANTONIO, CHE LA TERRA TI SIA LIEVE”

LUTTO DALLA GAZZETTA CAMPANA CONDOGLIANZE

Aall’età di 87  anni, è venuto a mancare Antonio Mellusi, per tutti “Spadavecchia”. Eccellente chef isolano, con le sue prelibatezze ha deliziato il palato di numerose generazioni di isolani e non e di milioni di clienti, turisti e residenti, che hanno avuto la fortuna di degustare le sue prelibatezze. Personalmente l’ho conosciuto al Ristorante da “Cecilia”, lo storico locale di via Edgardo Cortese in pieno centro storico a Ischia gestito con grande professionalità ed umanità dalla signora Cecilia Esposito. Eravamo a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta. Io, all’epoca un giovane alle sue prime esperienze lavorative, nel ristorante di Ceciclia facevo il cameriere. Con Antonio instaurai immediatamente uno straordinario  rapporto amichevole che è andato avanti negli anni a seguire, anche dopo che le nostre strade lavorative si sono divise. Era sempre un immenso piacere incontrarlo nella sua Ischia Ponte, il borgo antico in cui rappresentava una vera e propria istituzione, e scambiare con lui aneddoti e ricordi degli anni lavorativi trascorsi insieme. E quelli per me sono stati tra gli anni di lavoro più belli in assoluto. Anni d’oro, in cui da “Cecilia” Antonio “Spadavecchia”, assieme alla sua brigata formata dagli chef Franco Di Frenna, Franco Buono, Leonardo Monti e la stessa Cecilia Esposito, e dai valenti collaboratori Angelina Iacono e Pasquale Lombardo, sono arrivati a dare da mangiare in un solo giorno anche ad oltre mille clienti, tutti esigenti e al termine del pranzo, o della cena, tutti, ma proprio tutti, entusiasti delle pietanze degustate. Chef stellato non da guide e riviste specializzate, ma dall’incredibile successo che ha riscosso durante la sua lunghissima carriera di cuoco, da “Cecilia” ha svolto la sua attività professionale per circa trent’anni. Una vita intera, praticamente.  Ma Antonio Mellusi, oltre ad essere un maestro tra i fornelli, è stato anche un apprezzato contadino. Per lui non esisteva il riposo. Lavoratore instancabile, uscito dal ristorante  anziché andarsi a riposare, si recava a zappare il suo terreno. Caro Antonio, grazie infinite per avermi concesso la tua sincera amicizia e per aver rappresentato, per me giovane apprendista, un grande esempio di onesto e instancabile lavoratore. Ti ricorderò per sempre allegro e sorridente. Che la terra ti sia lieve. Giungano sincere, alla famiglia Mellusi, le mie più sentite condoglianze.

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