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Genova: Il dopo crollo

Sottotitolo Punto di vista dei genovesi intervistati

A distanza di 3 settimane dal crollo del viadotto Morandi sul fiume polcevere i genovesi composti migliorano la viabilità usando metrò e navette messe a disposizione gratuitamente su molte tratte dall’area del ponte al centro di Genova e terminal traghetti. Difficoltà per i mezzi pesanti ma buona la viabilità per tutti gli altri mezzi. Molti cittadini che hanno perso la casa già hanno avuto una casa sostitutiva e altri sistemati da amici e parenti hanno ricevuto un incentivo a partire da 8000€ per i single fino a 12.000€ per le famiglie. La città non molla anche nello sport anche se il Genoa crolla a Sassuolo per 5-1 la Sampdoria al Marassi contro il grande Napoli vince 3-0 purtroppo per i partenopei lasciando la yuventus sola in testa a punteggio pieno. Ma tornando al dopo disastro del ponte Morandi, moltissimi lavoratori della zona rossa tornano a lavoro mentre altri sono ancora in ferie forzate. Molti negozi hanno difficoltà a ricevere tutte le merci da vendere e si notano anche alcuni incrementi di prezzi sui prodotti ma non ancora eccessivi. Tirando le somme fino ad oggi le cose si muovono rapidamente Genova tornerà più Forte di prima dopo la toccante festa della Madonna Nostra Signora della guardia su al santuario con numeri di presenza straordinari, ora si spera che entro un mese come promesso tutti abbiamo una casa vengano demoliti i resti del viadotto e assegnate tutte le case mancanti agli sfollati.  A breve inizierà la costruzione di un nuovo ponte più sicuro e più duraturo i Genovesi non accetteranno altri disastri in vista di un anno lungo e travagliato.

Grazie Anna Santeramo per l’aiuto che mi hai dato anzi che ci hai dato a noi negozianti di via Rossini

“Non lasciateci soli, in questa città tagliata in due, città interrotta, ferita e scossa ci siamo anche noi.
I commercianti della Val Polcevera. Noi che combattiamo da decenni per mantenere in vita le nostre piccole attività.
Noi che per sopravvivere non possiamo contare solo sugli abitanti del quartiere, ma che abbiamo tra i nostri clienti amici, persone che arrivano da Albaro, Nervi, Savona o Chiavari.
Clienti che troveranno più difficile raggiungerci e che, forse rinunceranno.
Ogni volta che un negozio storico chiude tutti si addolorano, perché è un pezzo della nostra storia locale che se ne va.
Il mio è un negozio che ha cento anni, ma senza il sostegno della comunità che ci circonda, questa volta, in questa bolla silenziosa, in questo silenzio irreale, rischia di non farcela.
Così vi chiedo per me e per tutti i commerciante di Via Rossini e della zona, fate un piccolo sforzo, se ogni abitante del quartier facesse anche un solo acquisto quotidiano nella nostri negozi, potremmo salvarci tutti e questa ferita che portiamo nel cuore potrebbe essere la spinta che ci fa stringere intorno al nostro quartiere e riscoprire che insieme ce la possiamo fare.
Non sarà facile continuare ma siamo genovesi, forti e testardi e se riusciremo a tenerci per mano ritrovando quello spirito di comunità che in fondo ai nostri cuori c’è , forse un po’ assopito ma c’è, potremo ritrovarci più uniti e vicini. Ringrazio Anna Santeramo che mi è di supporto da tanti anni ed ha scritto queste bellissime parole sicuramente dettate dal cuore, perché diciamo la verità la cosa più importante per noi negozianti è il supporto degli abitanti della zona. Si dovrebbe sensibilizzare di più il piccolo ma continuo vostro piccolo acquisto. Grazie davvero di cuore Gloria”

Massimiliano Napolitano da Genova

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