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Giallo Milano: uccide madre e tenta suicidio, “basta con questa vita di stenti”

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 Giallo a Milano: nella notte all’hotel Hermitage in via Messina, nella ‘chinatown milanese’, una donna e’ stata trovata morta e il figlio, al suo fianco, in fin di vita. Entrambi con le vene dei polsi tagliati. Secondo una prima ricostruzione, il giovane, Dario Biolcati di 31 anni, ha prima colpito la madre, di 60 anni, con un coltello e poi si e’ ferito al braccio e ai polsi. Prima di perdere i sensi ha pero’ telefonato al padre che vive a Torino spiegando in modo confuso il gesto. L’uomo ha avvisato la questura piemontese che ha contattato quella di Milano, che ha a sua volta rintracciato l’omicida tramite il telefonino. All’arrivo degli agenti la donna era a terra con tagli profondi a entrambi i polsi, accanto il figlio agonizzante ma vivo.

Trasportato all’ospedale di Niguarda, il 31enne e’ in stato d’arresto con l’ipotesi di omicidio. Nei primi colloqui con gli investigatori l’uomo avrebbe poi negato di aver ucciso la madre. “Volevamo suicidarci insieme”, avrebbe raccontato. Gli inquirenti avrebbero poi ipotizzato l’aggravante della premeditazione a carico di Dario Biolcati, trovato semi cosciente nella camera di un albergo di Milano, a pochi passi dal cadavere della madre, Elena Monni. L’uomo e’ ricoverato all’ospedale Niguarda con una prognosi di 30 giorni. Aveva lavorato con Valeria Marini: sarebbe stato assistente della showgirl per sette anni, fino al 2012. Il nome della soubrette compare come datore di lavoro anche sul profilo facebook del Pr, tra diverse foto della soubrette. Proprio la Marini gli avrebbe affibbiato quel soprannome con cui era conosciuto nell’ambiente, ovvero ‘Topostar’. Sul suo profilo facebook, Biolcati ha ‘postato’ un ultimo messaggio ieri sera: “Arrivederci….”. Il 18 marzo invece sul social network diceva di aver affittato una stanza.
 

Un vero e prioprio giallo. L’unica cosa certa sembrerebbe per ora il movente: gli stenti economici in cui madre e figlio versavano. Proprio questa, secondo una lettera trovata, dovrebbe la causa del dramma familiare scoperto dalla polizia presso l’hotel Hermitage di via Messina. I due avevano preso una stanza attorno alle 20 di ieri sera e gli agenti, verso mezzanotte, hanno trovato il corpo della donna nel salottino con accanto numerose bottiglie di alcolici, medicine e cocaina.
  La vittima presentava un profondo taglio al polso destro e c’era una busta di plastica vicino al suo corpo. Il figlio, invece, si era chiuso in bagno ed era in stato di semi incoscienza. I poliziotti, una volta sfondata la porta, lo hanno trovato riverso sul lavandino, in una pozza di acqua e sangue. L’uomo ha cercato di rifiutare le cure e ha chiesto di assumere altra sostanza stupefacente. E’ stato quindi ricoverato all’ospedale di Niguarda, con una prognosi di 30 giorni, e arrestato per l’omicidio della madre.

Anche se, come attesta una lettera rinvenuta nella camera, entrambi hanno scritto che avevano intenzione di uccidersi perche’ non ne potevano piu’ della loro vita di stenti. L’uomo e’ celibe, non ha precedenti, e terrebbe saltuariamente le pubbliche relazioni per alcuni avvenimenti. Ad avvertire la polizia e’ stato il padre dell’arrestato, che vive a Torino, dopo aver ricevuto una telefonata in cui il figlio confusamente spiegava che la madre era morta e che lui voleva togliersi la vita. La polizia e’ andata in un primo momento nell’appartamento dove madre e figlio vivevano a Milano ma non ha trovato nessuno. Hanno quindi localizzato il cellulare del ragazzo che li ha portati nell’hotel di via Messina. La donna trovata morta in un hotel di Milano assieme al figlio, ferito e semi incosciente, e’ un’ex commerciante afflitta da gravi problemi di salute, dovuti anche ai suoi trascorsi da alcolista. Il figlio, invece, ha provato a lavorare nelle pubbliche relazioni, a quanto pare senza grandi risultati. I due vivevano a Milano in via Senato con un altro inquilino, un italiano di origine bielorussa di 24 anni. Il marito della donna, invece, e’ un ex tassista separato da diverso tempo.

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