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Giovedì 12 aprile inaugurazione mostra di Marco Cecioni “Mitologie urbane”al Frame

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La tradizione mediterranea della ceramica rinnovata attraverso la personalità eclettica dell’artista Marco Cecioni. Le sue originali “Mitologie urbane” in mostra allo spazio Frame Ars Artes di Napoli dal 12 al 15 aprile, a cura di Paola Pozzi.

Napoli, 9 aprile 2018 – I colori forti, mediterranei, sono un tratto distintivo di Marco Cecioni, eclettico artista napoletano, musicista e cantante della storica band Il Balletto di Bronzo, ceramista molto apprezzato in Europa, soprattutto nei paesi nordici, dove da tempo si è trasferito.

L’energia del Mediterraneo, con la sua cultura millenaria intrisa di fascino, mistero e miti, non ha mai abbandonato l’artista, che torna allo spazio Frame Ars Artes di Napoli, (corso Vittorio Emanuele, 423) con la personale “Mitologie urbane”, a cura di Paola Pozzi, da giovedì 12 (inaugurazione ore 19.30) a domenica 15 aprile. Venti i pezzi d’arte in esposizione, nella sezione Desart (Arte e design) della galleria, soprattutto ceramiche, ma anche dipinti e grafiche, con cui Cecioni approfondisce il suo percorso artistico di contaminazioni tra arte e artigianato, promuovendo oggetti, pezzi d’arte e di design in perfetta sintesi tra tradizione a innovazione. Esemplare il vaso di ceramica di “Mitologie Urbane”: l’oggetto e la sua materia evocano la tradizione vietrese, mediterranea, ma mutano funzione accogliendo fuoco e aria al posto dell’acqua.

Già ospite di Frame Ars Artes con le mostre “Private Viewing”, “Art on the roof”, “Gecus loci” e “The kiss”, Marco Cecioni espone in Svezia, Finlandia, Norvegia, Polonia, e le sue opere sono presenti in molte collezioni pubbliche e private a Londra,  a Stoccolma –dove vive e lavora– a Helsinki, ma anche a Madrid, Barcellona, Roma.

Scrive della sua arte il direttore del Museo Espoo di Helsinki, Markuu Valkonen: «L’arte di Marco Cecioni è una mistura straordinariamente elegante di espressione figurativa attuale e tradizione classica. Crea l’illusione –ma è anche un fatto– che il passato del Mediterraneo, il Rinascimento ed epoche ancor più lontane continuino a vivere nelle sue pitture e nelle sue opere ceramiche, le quali non conducono tuttavia a ritroso nel tempo, ma sono proiettate al di là del presente, ad un futuro galattico».

Marco Cecioni

Nato a Napoli, dopo il Liceo Artistico, Marco Cecioni asseconda il suo talento musicale fondando la band “Il Balletto di Bronzo” che ebbe un buon successo negli anni Settanta ed i cui brani sono annoverati tra le migliori composizioni dell’epoca.

Conclusa l’avventura della band dopo i primi successi, Cecioni si trasferisce a Stoccolma dove ben presto divenne conosciuto come pittore e grafico. Ha collaborato a progetti pubblici con grandi nomi dell’architettura nordica, in particolare lo Studio Kaisa Blomstedt e Paivi Bergroth; è entrato nelle case e negli edifici pubblici svedesi e finlandesi con i suoi “baccanali urbani” su vetro, ceramica, tela, accentuando ed esaltando, nella profusione di colori e forme mediterranee, il minimalismo e l’essenzialità del progetto.

All’inizio degli anni Novanta viene chiamato dalla Volvo per disegnare il motivo grafico di una serie di prodotti per il lancio della nuova Volvo. Invitato dal critico Massimo Bignardi a partecipare alla Mostra Arteceramica nelle Scuderie del Palazzo Reale di Napoli, riscopre la ceramica vietrese ed inizia una duratura collaborazione con il maestro ceramista Vincenzo Sartoriello. Nel 2009 Marco Ancora e Barbara Martusciello sono curatori di una sua Personale “Energia della ceramica” presso il Museo Pietro Canonica di Villa Borghese a Roma. Il consolidato rapporto con la ceramica vietrese lo riporta periodicamente a Napoli per mostre (Positano, Vietri, Museo degli Arsenali di Amalfi), ma soprattutto alle atmosfere e ai temi della sua anima mediterranea.

 

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