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Giro d’Italia – La tattica di accerchiamento dell’Astana che fa discutere

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Il momento chiave dell’ottava tappa del Giro d’Italia 2015 è a 4.5 km dall’arrivo. La carovana è impegnata nella salita di Campitello Matese (13 km, pendenza media del 6.9% con punte anche al 10-12): dopo il lavoro dell’Astana, davanti sono rimasti in pochissimi. Si attendono le mosse dei big. Ad aprire le danze è Fabio Aru, fin qui il principale avversario di Alberto Contador. Il suo scatto è violento, ma il Pistolero non molla un metro. Subito sui pedali, nonostante la spalla sinistra gli dia ancora fastidio per la caduta di qualche giorno fa.

Chi punta alla maglia rosa di Milano è lì. Con Aru e Contador ci sono infatti anche Porte e Uran, che dopo un inizio di Giro sottotono sta ritrovando adesso la gamba migliore. Ci si aspetta una serie di attacchi dello scalatore sardo, e invece l’Astana decide di far partire lo spagnolo Mikel Landa, alla partenza da Fiuggi 8° in classifica a 1’01’’. Lo spagnolo riprende Reichenbach e chiude a 20’’ da il vincitore di giornata, Benat Intxausti.

Dietro, i quattro moschettieri di questo Giro si guardano e si annusano per qualche chilometro. Poi – a circa 1200 metri dall’arrivo – a ripartire è ancora Aru. Che però non riesce a fare la differenza e che chiuderà insieme a Contador, Porte, Uran e Cataldo, a 35’’ da Intxausti. La generale vede lo spagnolo sempre in rosa: a 4’’ c’è Aru, a 22 Porte. Poi Cataldo, a 30’’, e Landa, nuovo 5°, a 42. Tre corridori Astana nelle prime cinque posizioni della generale. Niente male. Un risultato che renderà di sicuro ancor più avvincenti le prossime tappe della Corsa Rosa.

Adesso Contador non dovrà più guardarsi solo da Aru, ma anche da Landa – scalatore purissimo – e Cataldo – attenzione, a cronometro va molto forte. La tattica dell’Astana è sicuramente interessante, ma sono in molti a credere che sia stato un errore dare via libera a Landa sulla salita finale. Se lo spagnolo avesse continuato a fare l’andatura nel gruppetto dei migliori, i big della classifica avrebbero certamente ripreso Reichenbach (e forse anche Intxausti) e si sarebbero giocati allo sprint gli abbuoni per il secondo posto. Aru è il più veloce e probabilmente avrebbe vinto la volata ristretta. Il suo distacco da Contador era (è) di 4’’, ma con i 6 di abbuono avrebbe potuto superare lo spagnolo della Tinkoff-Saxo proprio a Campitello Matese. Landa è rientrato in classifica, e ora l’Astana avrà una freccia in più al proprio arco, ma Aru – e questo è innegabile – ha gettato al vento la possibilità di vestire la maglia rosa. Le prossime tappe ci diranno se la tattica di accerchiamento dei kazaki sarà stata indovinata oppure no.

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