Quotidiano di informazione campano

Giuseppe Civati e Alessandro Cattaneo sulle diatribe del PD e Lega

Giuseppe Civati e Alessandro Cattaneo espongono il loro pensiero senza lasciare indietro dubbi sul loro modo di intendere la politica.

0

PIPPO CIVATI

“Renzi è una presenza ingombrante: abbiamo collaborato per qualche tempo poi la sua personalità aveva bisogno di più spazio. I politici agli italiani hanno rubato un sacco di soldi ma anche il senso delle istituzioni. Ormai si entra in politica per diventare ricchi. Bisogna avere coraggio, secondo me Mario Monti è stato uno di questi”. Così Giuseppe Civati ai microfoni di Radio Club 91 nel programma “I Radioattivi” condotto da Ettore Petraroli e Rosario Verde.

“Sulla c omunicazione credo serva l’umiltà, dovremo sembrare normali non fare esibizionismo. Le primarie per i candidati? Mi convincono ma se ci si confronta sulle scelte da fare, bisogna puntare su cosa si dice e non su quanti voti si porta”. “Non sempre voto con molto entusiasmo ultimamente. Con Renzi ho condiviso la prima Leopolda, le cose poi si sono compromesse quasi subito e lo dico con molto rammarico. Non ci siamo trovati, un limite che ancora adesso vediamo. Il Pd in larga misura sta con Renzi, a parte qualche disguido sul fatto di mandarlo a Palazzo Chigi al posto di Letta. Il problema è che io vedo un disegno che non mi piace perché penso che la sinistra debba fare altre cose quando sale al governo” E sulla riforma del lavoro:”Con questa legge non ci saranno nuove assunzioni ma anzi i lavoratori saranno ancora più fragili. Non ci sono le risorse per assicurare questi sussidi di cui parla Renzi, sono pochissimi i soldi mobilitati su questo obiettivo. Si gioca sul filo del rasoio dicendo che l’Art. 18 non è importante però, intanto, lo si toglie. Non si chiarisce quanti contratti precari non ci saranno più, perché in realtà il precariato ci sarà ancora, al posto del contratto a tempo indeterminato ci sarà un contratto a tutele crescenti di cui ancora non si sa nulla. Per il momento io vedo solo maggior libertà nel licenziamento ma non c’è motivo per pensare che ci saranno nuove assunzioni, anche perché il lavoro per essere più sicuro e più certo deve essere basato su più qualità e non su meno diritti.

Scissione? Se Renzi vuole andare al voto con questo programma io non mi candiderò col Pd. Io penso che ci sia uno spazio politico a sinistra che abbia bisogno di una rappresentanza e voglio dare il mio contributo. Io però spero ancora che il Pd voglia ripensarci su un momento. Compagni di viaggio? Non lo so, ma penso che ci voglia qualcosa di nuovo. Nel Pd, o fuori da esso, ci vuole un protagonismo di forze nuove che adesso non sono rappresentate, se iniziamo a fare una somma degli scontenti viene solo fuori un pasticcio.Secondo me le ricette che stiamo seguendo in questi anni in Italia, non sono Renzi, non faranno uscire il paese dalla crisi. Non si creano occasioni di crescita, ogni governo che sale sembra che si ricominci sempre da capo nella direzione sbagliata. Essere di sinistra per me significa ruotare intorno al concetto di uguaglianza, soltanto così si torna a crescere, quando i cittadini stanno meglio si torna ad avere tranquillità e benessere”

ALESSANDRO CATTANEO

“Entrai in politica per inseguire un sogno. E mi prenderei Napoli. Oggi le parti sono invertite, il simbolo fa fatica e la differenza devono farla le persone, la faccia che uno ci mette, oggi si viene votati non per il simbolo ma se si dimostra con i fatti di essere seri e per la storia personale, anche politica, di ognuno. Così Alessandro Cattaneo ex sindaco di Pavia e leader dei formattatori Aai microfoni di Radio Club 91 nel programma “I Radioattivi” condotto da Ettore Petraroli e Rosario Verde. “Cerco sempre di essere serio, nel 2009 sono diventato sindaco di Pavia, il Pdl a quell’elezione ottenne il 33 per cento dei voti. Rottamare Forza Italia? E’ un po’ più complicato rispetto alle altre parti ma ci stiamo arrivando, io dico da sempre che un robusto rinnovamento servirebbe. Io credo che dovremmo aprire una stagione drasticamente nuova e farlo con coraggio, solo così il centrodestra potrà tornare ad avere la maggioranza. Io non sono disfattista, non penso che sia così scontato che Salvini, ed i partiti alla Le Pen, prendano ottengano facilmente tante preferenze. Io credo che gli italiani siano dotati di molto buon senso”.

“Preferenze e primarie? Io sulle primarie sono favorevole, però credo che Forza Italia sia molto indietro. Non riusciamo a dare un senso d’appartenenza diffuso alla nostra gente, dobbiamo far tornare la gente vicina alla nostra idea politica, sentire che parliamo di cose concrete. Sulle preferenze, invece, ho molti dubbi perché troppe volte ho visto un legame insano tra il politico e la logica delle preferenze. Anche con la vicenda di Roma, troppe volte ci sono dei rapporti non sani. Io il Renzi del centrodestra? Non bisogna mai rincorrere nessuno, Renzi ha fatto sempre la sua parte ed anche grandi cose nella prima parte della sua vita politica, io con grande coscienza l’ho sempre riconosciuto. Abbiamo idee diverse ma prendo con simpatia questo paragone.
Se dovessi scendere a Napoli tra il posto di De Luca a Salerno e quello di De Magistris a Napoli, per simpatia, preferirei prendere quello di Napoli”.

Francesca Cicatelli

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi.