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GOVERNO, RIMPASTO SÌ I RIMPASTO NO; I MINISTRI TONINELLI, LEZZA E TRENTA OSSERVATI SPECIALI

Secondo indiscrezioni o retroscenisti della carta stampata vi potrebbe essere un rimpasto politico a Gennaio nel governo giallo-verde. Al momento sia Conte che scarica la palla a Salvini a DI Maio, che lo stesso leader leghista sembrano smentire l’indiscrezione e dice ai giornalisti “squadra che vince non si cambia”. L’unico a non pronunciarsi e Luigi Di Maio, leader politico del cinquestelle il quale deve fronteggiare la fronte interna al movimento con il mal di pancia emerso dopo l’approvazione del decreto Sicurezza e il ritorno dal Guatemala di Alessandro Di Battista che andrebbe in ‘ritiro’ proprio con DI MAIO per studiare, si dice, le strategia per le Europee di Maggio e regionali. Ma altre voci parlano di un insistente ritorno ai vertici del Movimento di Di Battista che figurerebbe  un ruolo secondario e marginale di Di Maio dopo le vicende del padre che assumeva operai edili in nero, la casa di famiglia condonata e il manufatto abusivo con rifiuti ferrosi sequestrato dai Vigili urbani a Mariglianella per il quale Antonio Di Maio, papá del ministro pentastellato è indagato dalla Procura di Nola. Sembra che Di Battista il cui ritorno è ben visto da Beppe Grillo potrebbe risollevare il movimento che secondo i sondaggi perde molti punti, precipitando dal 30 al 26% mentre la Lega arriverebbe al 33.
Tra i ministri nel mirino di un eventuale rimpasto vi sarebbero due grillini e un tecnico; TONINELLI per le Infrastrutture e trasporti e Barbara LEZZI per il Sud, poi abbiamo un tecnico, ex militare prestato alla politica, Elisabetta TRENTA alle Difesa. Poi c’e il caso permanente da alcuni mesi di Giovanni TRIA i cui rapporti sia con l grillini e la Lega non sono idilliaci dopo i vari scontri sulla Manovra e l rapporti con L’Europa. TRIA ha sempre sostenuto una posizione più morbida per cui non bisognava andare oltre 1,9% del deficit mentre Salvini usava frasi al vetriolo come “Non me ne frega” o “aspetti la letterina di Babbo Natale” a proposito della lettera della Commissione Europea che minacciava la procedura d’infrazione da rimaneva il 2,4% e quindi alla fine si è arrivati al 2,04% che avrebbe convinto  Juncker e Moscovici e sarà un benestare ma siamo sempre osservato speciali.
Tornando ai ministri che secondo indiscrezioni dovrebbero lasciare, Toninelli finisce nel mirino per la sua gestione al ministero dopo la vicenda del crollo del Ponte Morando a Genova in cui si registrano gaffe e dismisura e l cattivi rapporti con la città ligure e la Regione in cui si sarebbe perso troppo tempo per la nomina del commissario e le lungaggini per l’abbattimento del Ponte. E qui vi è la posizione di Autostrade che non è disposta a metterci un euro già che per decreto è stata estromessa proprio per volere di Toninelli e dei Cinquestelle, perchè ritenuti responsabili morali del crollo. Vicenda non  ben vista dalla Lega, dal sindaco di Genova e commissario è dal Governatore Ligure Toti che erano favorevoli che il compito di ricostruzione del Ponte venisse affidato ad Autostrade. Il ministro Barbara Lezzi, salentine è accusata dai comitati No-Tup di Melendugno dove la Lezzi ha una casa di proprietà di aver fatto durante le proteste la ‘barricadero’ per poi fare dietrofront una volta diventato ministro dicendo che se sarebbero stati revocati i lavori lo Stato avrebbe dovuto pagare una penale che il governo non si può permettere. Il ministro Trenta invece sarebbe nel mirino di Salvini e della Lega sulla vicenda MIGRANTI. Vi sarebbe in conflitto di competenze tra la Difesa e gli Interni sulla vicenda di navi militari che Salvini non vorrebbe far sbarcare nei porti italiani se questi portano migranti. Sembra che Salvini vada d’accordo con Toninelli ma non con la Trenta.

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