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Grandi elettori Quirinale veleni tra Renzi e Bersani

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BERSANI, NON HO IMPEDITO ELEZIONE RENZI GRANDE ELETTORE – “Nella sequela di quotidiane molestie mi vedo oggi attribuiti non so quali giochini tesi ad impedire la nomina di Renzi a grande elettore per la Toscana. Smentisco dunque di aver deciso o anche solo suggerito, o anche solo pensato alcunché, a proposito di una scelta che riguarda unicamente il consiglio regionale Toscana”. Lo dice Bersani.

”Chiedete a Telecom, non ho fatto nessunissima telefonata e pregherei di credere che, con tutti i problemi che ci sono, l’ultimo problema e’ decidere dei 494 nostri grandi elettori chi sia l’uno o l’altro”. Cosi’ Pier Luigi Bersani, in un’intervista al Tg1, replica alle accuse di Matteo Renzi su uno stop da Roma per i grandi elettori.

“No, francamente, onestamente non mi sento responsabile per un banale motivo: io una proposta l’ho fatta: governo di cambiamento, convenzione a data certa per le riforme istituzionali, corresponsabilità in questo quadro di tutte le forze parlamentari. Mi hanno detto no”, ha poi detto Bersani, sempre al Tg1, sul ritardo per il mancato governo.

RENZI, SPERO SI VADA A ELEZIONI IL PRIMA POSSIBILE – “Spero si vada alle elezioni il prima possibile”. Lo dice Matteo Renzi a Trieste. “Se Bersani e Berlusconi riterranno più opportuna qualche forma di accordo nell’interesse del Paese, spero facciano il più veloce possibile”. “Se dovesse dipendere da me – ha aggiunto Renzi – tornerei alle elezioni domani mattina”. Il sindaco di Firenze è tornato ma con più insistenza rispetto ai giorni precedenti a chiedere il ritorno alle urne “perché il risultato delle politiche non ha dato una maggioranza”. L’eventuale accordo Bersani-Berlusconi, alternativamente, arrivi “il più veloce possibile – ha detto – ogni giorno che si perde é tempo perso per l’Italia”.

“Mi avevano detto vai avanti tranquillo ti votiamo, ma poi è arrivata qualche telefonata da Roma per fare il contrario”. Matteo Renzi commenta così la propria esclusione dai grandi elettori. “Mi avrebbe fatto piacere rappresentare la mia Regione”, ha detto a Trieste.

“Se ci sono nuove elezioni vedremo cosa accadrà. Ora sono fuori dai giochi della politica romana”, ha spiegato Firenze Matteo Renzi rispondendo a una domanda su un possibile incarico per formare un governo. “Ora – aggiunge – sto facendo il sindaco della mia città”.

ROSSI, NESSUNO MI HA TELEFONATO PER DIRE NO RENZI – “Devo intervenire ancora, dopo avere smentito le voci di pressioni da parte di Bersani e di Franceschini, negando in maniera assoluta che gli ‘emiliani’, tra cui Vladimiro Fiammenghi mi abbiano telefonato per negare il sostegno a Renzi come candidato a grande elettore della Toscana”. Lo afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. “Niente di tutto ciò è avvenuto e dopo le smentite di una pressione nazionale sono costretto a smentire una pressione regionale su di me e sul gruppo Pd della Toscana. Chi si intende un minimo dei rapporti che intercorrono tra le regioni ‘cugine’ sa bene che la Toscana non avrebbe certo ceduto a pressioni emiliane. Direi quasi per punto preso, ancor prima che per ogni altra considerazione razionale e politica”, rileva ancora Rossi. “Si tratta quindi – spiega il presidente toscano – di ricostruzioni di pura fantasia finalizzate a nascondere la verità: il gruppo del Pd ha votato in autonomia e così ha fatto il Consiglio regionale. Sarebbe stato meglio, anche a mio avviso, che la questione Renzi, una volta posta, avesse avuto un esito diverso. Così non è stato, ma non ne farei un dramma”. “Sempre a proposito di emiliani e per evitare un altro intervento, chiarisco preventivamente che anche il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, con cui ho parlato é stato fin dall’inizio pienamente convinto che la questione Renzi grande-elettore fosse di pertinenza esclusiva della nostra regione”, ha concluso Rossi.

“Oggi bisogna decidere velocemente il prossimo Presidente della Repubblica perché è una decisione fondamentale per il Paese. Nell’incontro di ieri, quindi, si è parlato giustamente della scelta di un metodo largamente condiviso e non di governo”. Lo ha detto Paolo Romani (Pdl) intervenendo ad Agorà, su Rai Tre. L’esponente del centrodestra ha poi dissentito con le proteste del M5S sul mancato avvio delle commissioni: “Ieri alle 22.30, tutti insieme, anche con il Movimento 5 Stelle, abbiamo trovato un’intesa su un provvedimento che oggi è in aula al Senato, cioé il decreto Balduzzi sulle staminali. Le Commissioni speciali stanno lavorando – ha aggiunto Romani – alla faccia di chi dice che il Parlamento è bloccato”. Infine Romani ha parlato dei rapporti con la Germania: “Io non accetto lezioni da Schulz e comincio ad essere stufo anche delle lezioni che ci danno i tedeschi. Con i tedeschi – ha concluso – dovremmo iniziare a parlare in maniera più seria”.

SERENI, BERSANI-BERLUSCONI IMPORTANTE – “Importante l’incontro tra Bersani e Berlusconi, speriamo che si trovi una soluzione che sia più condivisa possibile. Chiediamo alle altre forze politiche di consentire che parta un governo del cambiamento. In questo momento al paese non serve un governo bloccato tra opzioni contrapposte”. Queste le parole di Marina Sereni (Pd) a Tgcom24. Bersani al Colle? “Sui nomi – risponde – bisogna essere molto attenti, l’identikit del Presidente della Repubblica deve essere frutto di un lavoro attento e anche un po’ riservato. Vedo tanti nomi, molti autorevoli, ma la bussola da seguire è trovare una personalità che sia di garanzia”. Infine sul mancato ruolo di grande elettore per Renzi, osserva: “Penso che il ruolo di Renzi sul piano politico non dipenda dal fatto di essere o meno tra i grandi elettori. Poteva essere un’esperienza alla quale lui giustamente teneva ma non vorrei dare a questa scelta che deve fare il Consiglio Regionale della Toscana un significato nazionale”.

FASSINA, TENERE DISTINTA TRATTATIVA DA GOVERNO – “Occorre tenere distinti i due tavoli per il Quirinale e per il governo, perché riteniamo che per la riscrittura delle regole della Costituzione e per la scelta di chi quelle regole deve garantire, deve esserci la massima convergenza possibile. Rispetto al governo invece, riteniamo che le domande di cambiamento da affrontare non siano compatibili con la presenza del Pd e del Pdl”. Lo ha detto il responsabile economia del Pd Stefano Fassina al programma ‘La telefonata di Belpietro’ su Canale 5. “Non abbiamo bisogno di un qualunque governo – ha proseguito Fassina -. Le difficoltà del paese sono tante che abbiamo bisogno di un esecutivo di cambiamento. Se si fosse voluto fare un qualunque governo, a questo punto Bersani avrebbe accolto l’offerta di Berlusconi e sarebbe a palazzo Chigi. Riteniamo non ci siano condizioni per fare un esecutivo di cambiamento con Pdl. Mentre sul Capo dello stato proviamo a costruire una soluzione condivisa”. A Belpietro che citava l’obiezioni di Matteo Renzi (“perché trattativa col Pdl sul Capo dello Stato e non sul governo?”), Fassina ha risposto “le regole del gioco e la presidenza della Repubblica che le garantisce devono essere condivise da tutti in democrazia. Il programma di governo no. Rimane fondamentale la differenza fra sinistra e destra”. “Riteniamo Berlusconi non affidabile – ha concluso Fassina -. E’ uno che, a detta del diretto interessato, ha comprato un senatore o più senatori per far cambiare la maggioranza. In questo paese discutiamo tanto di moralità della vita pubblica. Non possiamo affrontare questi problemi con chi ha piegato le regole a suo uso e consumo”.

CRIMI, INCONTRO CON IL PD DOPO SCELTA ON LINE – “I capigruppo del Partito Democratico di Camera e Senato Roberto Speranza e Luigi Zanda, mi hanno contattato per gli incontri di prassi su questioni metodologiche legate all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Ho ringraziato gentilmente i due parlamentari, chiedendo che l’incontro venga almeno rinviato a dopo l’11 aprile. Dopo quella data, tutte le cittadine ed i cittadini iscritti online al Movimento 5 Stelle al 31 dicembre 2012 e certificati con un documento entro il 30 marzo 2013, avranno scelto democraticamente con votazione elettronica la rosa finale dei 10 candidati alla Presidenza della Repubblica”. Lo dice il capogruppo del M5S al Senato Vito Crimi. “E’ tra questi 10 nomi che verrà poi scelto, sempre democraticamente e con votazione online degli iscritti al M5S , il candidato Presidente della Repubblica che sarà votato in Parlamento dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Auspichiamo che anche le altre forze politiche, per una scelta così importante, consultino direttamente i loro iscritti”.

MARONI, DOMANI ALLE 11 INCONTRO LEGA-BERSANI – Il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, ed una delegazione del Carroccio, incontrerà domani mattina, alle 11 a Roma, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Lo ha spiegato Maroni conversando con i giornalisti al termine di un incontro a Milano.

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