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Grecia, il voto atteso nella notte

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Roma, 16 lug. – Tensione ieri sera davanti al Parlamento di Atene prima del voto sulle riforme di austerita’ imposte dall’Eurogruppo.Tafferugli tra polizia e manifestantisi sono verificati nei pressi di piazza Syntagma.

Un gruppo di dimostranti incappucciati ha scagliato bombe molotov contro gli agenti in tenuta anti-sommossa che hanno risposto con il lancio di gas lacrimogeni.

La manifestazione ha coinvolto circa 12.500 persone. Le forze dell’ordine hanno arrestato circa 40 persone. 

 “Altra austerita’ e’ inaccettabile”, ha scandito Stavros Koutsioubelis, portavoce del sindacato del settore pubblico, Adedy che ha chiesto ai parlamentari di non approvare le riforme. “Quello che votate oggi e’ contro il popolo, contro i lavoratori, e’ barbaro”, ha urlato uno dei manifestanti. Alla protesta hanno partecipato oltre 12mila persone, ma gli scontri si sono verificati quando alcuni gruppi di persone incappucciate si sono staccati dal corteo pacifico

OGGI EUROGRUPPO IN TELECONFERENZA– La discussione del Parlamento greco sul piano di riforme concordato lunedi’ da Tsipras con Bruxelles ha gia’ superato il limite della mezzanotte ora locale. Stamane alle 10 e’ prevista una teleconferenza dell’Eurogruppo, che approvera’ il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, in caso di un voto postivo da parte del Parlamento di Atene. Syriza, il partito del premier Tsipras, appare spaccato. A favore delle riforme dovrebbero pero’ votare i socialisti del Pasok e i centristi di Nea Demokratia e di To Potami. Stamane i ministri delle Finanze dei 19 paesi euro si riuniranno in teleconferenza alle 10.

Nella stessa occasione i ministri discuteranno anche del prestito ponte da 7 miliardi, che dovra’ pero’ essere discusso e approvato a maggioranza anche dai 9 paesi che non fanno parte della moneta unica. Questo via libera dovrebbe avvenire entro venerdi’ con una procedura scritta, che non richiede la riunione dei 28 ministri ma solo l’accordo degli “sherpa” del Comitato economico e finanziario.

TSIPRAS AL PARLAMENTO – “Sono orgoglioso perche’ abbiamo lottato per il nostro popolo”, ha affermato il premier greco, Alexis Tsipras, parlando al Parlamento greco. “Abbiamo dato una lezione di dignita’ a tutto il mondo”.

Tsipras ai suoi, “votate si’ o me ne vado” –   Rivolgendosi ai deputati del suo partito, riuniti prima del voto cruciale sul piano di riforme imposto dall’Eurogruppo, il premier Alexis Tsipras ha detto: “Sono primo ministro perche’ ho un gruppo parlamentare che mi supporta. Se non ho questo supporto sara’ difficile per me essere primo ministro domani”.

“Chiunque abbia una soluzione alternativa dovrebbe venire qui e dirmelo”, ha aggiunto il premier. Ad abbracciarlo per prima sarebbe stata la presidente del Parlamento e rappresentante dell’ala radicale del partito, Zoe Konstantopoulou, che in mattinata aveva invitato i colleghi a bocciare l’accordo.
  La presidente del Parlamento ha rivolto un appello ai colleghi deputati a votare “no” al piano di austerita’, parlando di un “ricatto dei creditori” nei confronti della Grecia. Si e’ aperta cosi’ la seduta piu’ dolorosa per il Parlamento greco. Il premier e’ a caccia di voti, dopo la spaccatura nel suo partito suggellata dalla dichiarazione di Constantopoulou, tra i maggiori esponenti dell’area radicale di Syriza.

“Questo Parlamento non deve accettare il ricatto dei creditori”, ha scandito Constantopoulou, “nella piena consapevolezza di quanto sia cruciale il momento, penso sia dovere del Parlamento non consentire che si realizzi questo ricatto”, ha avvertito, ricordando che i creditori devono rispettare le procedure parlamentari e non possono imporre scadenze per l’approvazione di leggi.

I PUNTI DELLA RIFORMA – Rriforme del lavoro, delle pensioni, l’aumento dell’Iva e l’introduzione di altre imposte: misure di austerita’ respinte nel referendum del 5 luglio. Dopo l’addio di Yanis Varoufakis, il governo Tsipras continua a perdere pezzi: ha lasciato il vice-ministro delle Finanze, Nadia Valavani, e hanno annunciato di votare contro il piano diversi rappresentanti di Syriza e del governo, guidati dal ministro dell’Enetgia, Panagiotis Lafazanis.

Oltre la meta’ della direzione del partito Syriza sarebbe intenzionata a votare contro le misure concordate con le istituzioni in cambio del salvataggio della Grecia, ha riportato il sito online del quotidiano ellenico Kathimerini spiegando che su 201 membri del comitato centrale del partito, 109 sarebbero contro l’intesa

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