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Grecia, vertice straordinario nelle prossime ore. Atene non paga 1,6 miliardi al Fmi

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Domani la Grecia non pagherà il prestito di 1,6 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale. Lo riferisce un funzionario dell’esecutivo ellenico. La conferenza dei capigruppo Ue ha approvato a larghissima maggioranza, astensione del solo Ppe, la richiesta avanzata da Gianni Pittella (S&D) a Jean Claude Juncker, di tenere nelle prossime ore un Eurosummit straordinario.”Chiedo al popolo greco di votare sì al referendum: si tratta di un piano che pone basi serie per lo sviluppo”. Dopo Juncker, anche il Presidente dell’Europarlamento Martin Schulz si schiera a favore del si. “Sono pronto a spendermi perchè la Grecia rimanga nell’Ue”, ha concluso. Con la proposta presentata la scorsa settimana alla Grecia dalle istituzioni “abbiamo mosso montagne”: e questo, ha spiegato il presidente Jean Claude Juncker in una conferenza stampa a Bruxelles, è stato fatto “fino all’ultimo momento, quando la Grecia ha chiuso la porta”. 
Per questa ragione, Juncker ha smentito le indiscrezioni di stampa e le attese che si erano precedentemente create dopo alcune dichiarazioni del commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici. “Non c’è bisogno di fare nessuna nuova proposta” da parte delle istituzioni, ha sottolineato Juncker. Tuttavia, “la nostra porta resta aperta e siamo pronti a lottare fino all’ultimo minuto per trovare una intesa”. Con la Grecia “non c’è una partita a poker, dove si bluffa, non c’è uno che vince e uno che perde: o vinciamo tutti o perdiamo tutti”. Nella zona euro “ci sono 19 democrazie e non una democrazia contro 18, un voto è un voto e un cittadino è un cittadino”, ha spiegato ancora Juncker. “Chiederò al popolo greco di votare sì, indipendentemente dal quesito. Potrebbe darsi che il quesito cambierà nei prossimi giorni. Se il popolo greco votasse sì vorrebbe dire che la Grecia vuole restare con gli altri”, riferendosi al referendum indetto dal parlamento di Atene per domenica prossima. “Dirò ai greci, che amo profondamente, che non bisogna suicidarsi perché si ha paura di morire. Bisogna votare sì indipendentemente dalla domanda posta”, ha aggiunto il presidente della Commissione Ue. Tuttavia, “è assolutamente giusto in una democrazia chiedere ai cittadini cosa ne pensano, ma bisogna che i cittadini sappiano” quale è la proposta che la Commissione Ue, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale hanno fatto ad Atene. La nostra proposta non prevede “nessun taglio alle pensioni. Include maggior inclusione sociale, crescita e trasparenza. In Commissione Ue abbiamo insistito sull’equità, ci aspettavamo che il governo di Atene accettasse. Alcune delle misure certo avrebbero provocato danni nel breve termine” ma avrebbero fatto crescere il Paese. “Ho provato a mettermi dalla parte dei greci in modo da spianare la strada per un accordo favorevole. Le nostre offerte sono sempre state nel pieno spirito di negoziazione, mai prendere o lasciare” ma nessuno sforzo di questo tipo c’e’ stato da parte di Atene. I dibattiti sono sempre “stati portati avanti a livello politico quanto io sono stato eletto dal Parlamento europeo. Mai a livello tecnico”, ha aggiunto Juncker, spiegando che Alexis Tsipras “mi ha deluso a livello politico e umano”. “Nelle 20 ore di incontro che ho avito con lui”, prima che rompesse le trattative “Tsipras non mi ha mai detto che avrebbe chiesto referendum” sulle proposte dell’Ue, su cui peraltro il negoziato non si era concluso. “E’ ovviamente un suo diritto, ma è stata una sorpresa per me. Non penso che sarebbe saggio lamentarmi oggi del suo comportamento – ha detto Juncker -. Ma sono stato deluso a livello politico e umano”. Juncker ha però aggiunto: “Sono rattristato dallo spettacolo che si è dato in Ue, la buona volontà è evaporata, egoismi e giochi tattici o populisti hanno avuto la meglio dopo tutti gli sforzi fatti, mi sento tradito perché non si prende in considerazione gli sforzi personali e degli altri”: lo ha detto il presidente della Commissione Ue.

La borsa di Atene chiusa fino al 7 luglio. Tsipras chiede proproga del programma di aiuti. Il governo greco ha confermato di aver dato l’ordine che le banche restino chiuse fino a lunedì 6 luglio (il giorno dopo il referendum sulla proposta dei creditori) mentre i bancomat riapriranno domani pomeriggio con un limite di ritiro massimo 60 euro, tranne che per gli stranieri o per chi sia in possesso di carte di credito emesse da istituti non ellenici. Dal limite di 60 euro per i greci sarà escluso il ritiro delle pensioni. 
Anche la borsa di Atene resterà chiusa fino a martedì 7 luglio.
Dopo essere schizzato in avvio a 197 punti base sui timori di un possibile default della Grecia, lo spread tra i Btp decennali e i corrispettivi Bund tedeschi è tornato a scendere a quota 150.
“I tentativi di cancellare il processo democratico sono un insulto e una vergogna per le tradizione democratiche in Europa”, è l’accusa di Alexis Tsipras, che ha invitato la popolazione alla calma sottolineando che “i depositi dei greci sono al sicuro”. Se i partner dell’Eurozona vogliono, afferma ancora, “possono dare alla Bce la libertà di ripristinare la liquidità delle banche anche stanotte stessa”. 
Tsipras ha scritto una lettera ai capi di Stato e di governo dell’Eurozona, nella quale chiede di rivedere la decisione di dire no alla proroga del programma di aiuti fino al referendum annunciato dai greci il 5 luglio: «Vi chiedo di rivalutare la vostra posizione sulla questione», si legge nella lettera, inviata domenica.
La Banca centrale europea ha infine deciso nelle ultime ore di mantenere invariato a circa 89 miliardi di euro il tetto alla liquidità di emergenza (Ela) alle banche elleniche, riservandosi però la possibilità di riunirsi ancora in caso di necessità.

Merkel e Rajoy convocano vertice di emergenza. La Cancelliera: se l’euro fallisce, l’Europa fallisce. Si è svolto in cancelleria a Berlino il vertice di emergenza convocato da Angela Merkel, in seguito alla interruzione del negoziato con Atene, per ottenere il parere dei leader di partiti tedeschi. Nelle scorse settimane, i vistosi tentativi della cancelliera di trovare un compromesso con Alexis Tsipras avevano trovato molta resistenza interna, soprattutto fra i conservatori della sua Unione. “Se l’euro fallisce, l’Europa fallisce”, ha detto la Cancelliera tedesca, che sulla Grecia auspica “un compromesso”. Merkel ha spiegato che il fallimento dell’euro sarebbe il fallimento dell’Europa e ha dunque chiesto di arrivare a un compromesso sulla Grecia. La cancelliera ha parlato davanti ai rappresentanti del partito conservatore, all’indomani della rottura delle trattative con Atene. “Se perdiamo la capacità di trovare dei compromessi – ha aggiunto – allora l’Europa si perde”. Gli sforzi per arrivare a un accordo con la Grecia “continueranno ma se i principi europei non saranno rispettati allora l’euro fallirà, e questo non è quello che vogliamo”, ha affermato il cancelliere tedesco Angela Merkel spiegando che “siamo pronti a dare aiuti alla Grecia, ne abbiamo discusso con gli altri leader nel corso di un dibattito in Parlamento”.
Anche il premier spagnolo Mariano Rajoy ha convocato una riunione straordinaria della commissione affari economici del governo per analizzare la situazione della Grecia e gli effetti sul Paese. Mentre il Presidente francese François Hollande ha riunito all’Eliseo il Comitato ristretto sulla situazione greca. Presente anche il premier Manuel Valls.

Varoufakis: Merkel ha le chiavi per evitare fine terribile. “I vertici dell’Ue a Bruxelles non sono in grado di adottare iniziative politiche. I capi di governo devono agire. E tra loro è la cancelliera Merkel, in quanto rappresentante del Paese più importante, ad avere in mano le chiavi per evitare una fine terribile di questa crisi. Spero che le usi”. Lo dice il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, in un’intervista alla Bild riportata dal quotidiano La Repubblica.
Varoufakis si definisce un “eterno ottimista” e afferma che “l’Europa ha dimostrato di continuo di saper curare le sue ferite e di essere capace di superare i suoi litigi. Si tratta soltanto di far valere quello che ci accomuna”.

Patuelli (Abi), l’esposizione delle banche italiane limitata. “Le banche italiane sono esposte” verso la Grecia “in misura limitata. Tutto il mondo bancario è esposto per meno di 1 mld di euro, una cifra assolutamente contenuta che non dà problemi di stabilità”. Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente Abi, a Class Cnbc. “I problemi – ha ricordato il presidente dell’Abi – sono le sorprese di questo fine settimana che otto giorni fa appariva come il momento in cui sarebbero dovute concludersi le trattative”. Mentre le misure adottate da Atene come “la chiusura per 6 giorni degli sportelli bancari” sono “da economia in uno stato emergenziale e non normale”. “Adesso – ha sottolineato in chiusura Patuelli – bisogna capire quale sarà il quesito” puntuale “nel referendum” proposto dal premier greco Alexis Tsipras sulle misure dei creditori internazionali.

Panerai: Italia in prima linea in caso di default di Atene. “Le banche italiane sono impegnate sulla Grecia solo per 1 miliardo di euro, come ha detto poco fa Antonio Patuelli, ma in realtà stanno scendendo moltissimo” a Piazza affari “perché sono la parte sensibile del sistema in virtù del fatto che l’Italia andrebbe in prima linea nel caso in cui Atene fallisse”. Lo ha detto Paolo Panerai, a.d. e vicepresidente di Class E., a Class Cnbc, sottolineando che il calo del mercato finanziario italiano non dipende “certo dalla consistenza dell’economia ellenica”.
“Intesa Sanpaolo”, ha poi spiegato Panerai, “è crollata a Piazza Affari perché risente della crisi greca. In particolare l’attacco alla Ca’ de Sass indica che con il fallimento di Atene l’Italia sarebbe in prima linea tra i Paesi a rischio”. Panerai ha infatti sottolineato come “il fatto che Intesa Sanpaolo, che è la banca più solida d’Europa, perda il 7%” a Piazza affari è un indice chiaro di cosa pensa il mercato in direzione di un avanzamento in prima linea del rischio dell’Italia” da un eventuale fallimento di Atene.

Padoan, la speculazione non danneggerà l’Italia. Il precipitare della crisi greca non danneggerà l’Italia, perché “abbiamo armi contro le speculazioni”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ricordando che “la Bce puo’ intervenire tramite il Qe per stabilizzare lo spread. Non siamo nel 2011: oggi le istituzioni sono più solide, come la nostra economia”.
A proposito della possibilità che un attacco speculativo possa indebolire l’Italia abbassando il rating del debito e impedendo l’accesso al Qe, Padoan spiega che “non mi sembra ci siano le condizioni per tale scenario. E comunque vale il ‘whatever it takes’ di Draghi. Ci sono vari strumenti messi in campo dalla Bce, tra cui l’acquisto illimitato di titoli”, l’Omt, che “richiede un programma di riforme strutturali per irrobustire i fondamentali che, nel caso dell’Italia, c’è già. Non abbiamo bisogno di un Omt: abbiamo una tenuta dei conti tra le migliori d’Europa”.
“Non ci sono piani segreti sull’Italia. Ci sono gli strumenti della Bce”, prosegue Padoan, spiegando che “il Def è stato scritto con ipotesi conservative sui tassi d’interesse, sapendo che si alzeranno per questioni diverse dalla Grecia. E poi stiamo utilizzando i tassi bassi per finanziare il debito con emissioni a prezzi vantaggiosi per il Tesoro. Anche se i tassi aumentassero, non credo che implicherebbe una revisione degli obiettivi del Def”.
Padoan assicura infine che “disinnescheremo l’aumento dell’Iva delle clausole di salvaguardia riducendo le spese. L’ulteriore diminuzione” della pressione fiscale “è un obiettivo cui lavoreremo cercando di utilizzare tutti i margini di flessibilità di bilancio”.
Jerusalmi, c’è volatilità ma il mercato non è preoccupato. “No, credo di no. È già stato fatto molto per mettere tutto in sicurezza. C’è volatilità sul mercato perché la notizia” del referendum greco – arrivata nel week end – era inattesa”. Così Raffaele Jerusalmi, a.d. di Borsa Italiana, ha risposto, a margine del convegno “Mercati e innovazione nella filiera agroalimentare”, ha risposto a chi gli chiedeva se il mercato fosse preoccupato per la crisi greca. “Credo che ci sia tempo per un accordo”, ha detto ancora Jerusalmi.
Parlando nel dettaglio dell’apertura al ribasso di Piazza Affari di questa mattina, il top manager ha precisato che “il mercato reagisce in modo emotivo a notizie inattese. I mercati europei sono saliti molto negli ultimi 7-8 giorni. Questa la chiamerei più una pausa di riflessione che era naturale che arrivasse. È arrivata ora con la questione della Grecia. Ma non mi preoccuperei”.
A chi gli chiedeva infine se la crisi greca potesse determinare un rallentamento delle Ipo, Jerusalmi ha spiegato che “non c’è alcun rischio di rallentamento perché ormai le aziende hanno capito che se hanno una buona storia da raccontare, possono raccogliere capitali anche con un mercato difficile. Non è il nostro caso, non c’è nulla di cui preoccuparsi”.

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