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Guerra di cifre M5s-Lega sul reddito di cittadinanza 

POLITICA ITALIANA Balletto di cifre tra i due vicepremier

Guerra di cifre M5s-Lega sul reddito di cittadinanza mentre l’Ue fa sapere di attendere la lettera italiana con i numeri della legge di bilancio e qualcosa si dovrebbe capire di più stasera quando – come annunciato dal sottosegretario all’Economia Laura Castelli – il Def dovrebbe approdare alle Camere. La crescita del Pil indicata nella nota di aggiornamento al Def – spiega il vicepremier Luigi Di Maio interpellato al Senato – “si dovrebbe attestare attorno a un numero che ci permette di stare attorno agli standard di una manovra che viene presentata in Europa quindi non oltre l’1,5%-1,6% ma quando partiranno” le misure della manovra “il Pil potrà crescere anche oltre quelle stime”.

Non mando in pensione tutti l’anno prossimo, l’obiettivo finale è quota 41” anni di contributi, ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervistato al programma ‘W l’Italia, oggi e domani’ su Rete4.

Di Maio spiega che verrà previsto il carcere fino a sei anni per chi dovesse imbrogliare sul reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza – dice – “non da un solo euro a chi sta sul divano, perché avranno tutta la giornata impegnata per la formazione e lavori pubblica utilità e non avranno il tempo di lavorare in nero e se imbrogliano si beccano 6 anni di galera per dichiarazioni non conformi alla legge”. Di Maio ha fatto sapere di avere inserito “una serie di misure che contrastano i furbi”.

Intanto continua tra Lega e M5s il balletto delle cifre sulle risorse a disposizione del reddito di cittadinanza. Dopo le varie precisazioni della mattinata dei due vicepremier, fonti M5s ribadiscono che per il reddito di cittadinanza le risorse sono pari a 10 mld, 9 per il reddito e 1 per i centri per l’impiego e non 8 come aveva detto questa mattina il ministro dell’Interno Matteo Salvini. E, ospite di Mattino 5, anche il sottosegretario Stefano Buffagni ribadisce lo stesso concetto commentando: “Ho qui la tabella. Salvini? Era mattino presto forse era confuso…”. Non si fa attendere la risposta della Lega:”Dispiace che esponenti degli alleati di governo vadano in giro con tabelle non ufficiali e che sono mere simulazioni. Confermiamo che la quota 100 per le pensioni partirà al massimo entro il mese di febbraio, anche se faremo di tutto per renderla operativa già dal 1 gennaio 2019, e che prevede una spesa di 7 miliardi di euro per il prossimo anno” precisa il viceministro all’economia Massimo Garavaglia.

Ci saranno i 10 miliardi per il reddito di cittadinanza, i 7 miliardi per la legge Fornero, il miliardo e mezzo per i truffati delle banche. Ci saranno tutte le misure e i soldi per realizzare tutte le misure che abbiamo promesso. Ce ne saranno così tanti che addirittura ripaghiamo i debiti che ci hanno lasciato i governi del Pd e infatti l’Iva non aumenterà. Facciamo quello che abbiamo promesso”, dice nel pomeriggio Luigi Di Maio.

Il reddito di cittadinanza “contribuirà a sollevare dalla soglia della povertà oltre 5 milioni di persone”, dice il premier Giuseppe Conte ad Assisi dove ha elencato gli obiettivi della misura contenuta nella manovra: “contribuirà a offrire un’opportunità di lavoro ai giovani costretti al dilemma: se fuggire dalla propria terra oppure rassegnarsi a non avere un lavoro e un’indipendenza economica” e “contribuirà a offrire un sostegno a quei genitori che non riescono a garantire gli studi ai figli e a chi non hanno i soldi per curarsi o comprare le medicine”.

La sponda resta comunque l’Unione europea. “In Europa ci sono delle regole che sono state sottoscritte. Se ci sono, ci sono. Si possono non rispettare alcune, ma se qualcuno dice che sono state violate non ci si può offendere. Bisogna spiegare quali sono le ragioni di questo e quali sono gli obiettivi. Su questo si gioca il futuro”. E’ quanto ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria al convegno dell’Asvis a proposito della manovra e di come discuterne in Europa.

Le prossime tappe – Dopo la lettera con i numeri aggiornati del Def, la Commissione ricomincerà la trattativa sul deficit, sperando che l’Italia inserisca un segnale di buona volontà in manovra. La bozza dovrebbe arrivare alla Ue entro il 15, ma è plausibile che, se la trattativa proseguirà, sarà lo stesso premier Conte a chiuderla al vertice europeo del 17 e 18 ottobre a Bruxelles. Dopo la consegna ufficiale, la Ue può avviare un primo scambio informale lettere con il Governo, chiedendo modifiche per evitare che si arrivi ad un rigetto formale. Se i suoi appelli cadranno nel vuoto, entro due settimane può bocciarla e chiederne una nuova. La tempistica è, però, quantomai rischiosa sui mercati, perché si intreccia con il giudizio di Standard&Poor’s in arrivo il 26 ottobre.

“Continuiamo a rivolgerci a Salvini e alla Lega perché i programmi di centrodestra e M5S sommandosi non possono portare ad altro che all’esplosione del bilancio“. Lo dice Silvio Berlusconi, a margine di una riunione di Fi. “Auspichiamo la fine prossima di questo governo e che il centrodestra si ripresenti agli elettori unito per vincere”, aggiunge. “Abbiamo paura che l’Italia possa avviarsi verso un baratro non solo economico ma di democrazia e libertà”. POLITICA ITALIANA LA GAZZETTA CAMPANA

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