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Guerriglia taxi e scioperi nel ‘martedi’ nero’ di Parigi

ESTERO DA RADIO PIAZZA NEWS

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Parigi – Parigi paralizzata, stamane, per una raffica di scioperi simultanei nei trasporti aerei, negli ospedali e nelle scuole. Nel ‘martedi’ nero’ della capitale francese, inoltre, circa 1500 tassisti hanno messo a ferro e fuoco la citta’, bloccando gli accessi agli aeroporti di Charles De Gaulle e Orly (gia’ funzionanti a singhiozzo per l’astensione dal lavoro dei controllori di volo) e scatenando una guerriglia urbana con lanci di molotov e pneumatici bruciati.

La situazione e’ stata particolarmente tesa a Porte Maillot, nel 16esimo arrondissement, dove la polizia e’ dovuta intervenire con i lacrimogeni e ha fermato 20 persone; nello scalo di Orly, inoltre, un tassista che non aveva aderito allo sciopero e’ stato aggredito dai colleghi ed e’ rimasto ferito. Disordini e blocchi anche in altre citta’, soprattutto Marsiglia, Lille e Tolosa. La categoria e’ scesa in piazza per la concorrenza – ritenuta sleale – delle auto a noleggio con conducente e di Uber; e dopo ore di tensioni, e’ riuscita ad ottenere un incontro col premier, Manuel Valls, che avverra’ in tarda mattinata. “La nostra sopravvivenza e’ in pericolo, stiamo stufi di incontri e negoziati”, ha pero’ dichiarato Ibrahim Sylla, portavoce del sindacato Taxis de France.

A rendere piu’ caotica la situazione si sono aggiunti una serie di scioperi simultanei, a partire da quello dei controllori di volo che ha causato la cancellazione di un volo su cinque. A causa dei blocchi dei taxi, inoltre, l’accesso dei passeggeri ai due scali francesi ma anche agli aeroporti di altre citta’ risulta fortemente compromesso. Air France ha fatto sapere che operera’ tutti i suoi voli a lunga tratta e piu’ dell’80% di quelli a media e breve tratta, sia nazionali che europei; tuttavia “non si possono escludere cancellazioni e ritardi dell’ultimo minuto”. Easyjet ha reso noto di aver gia’ cancellato 35 voli, per la maggior parte interni; ma i disagi hanno interessato anche i collegamenti con Svizzera, Italia e Spagna. Sempre oggi in tutta la Francia incrociano le braccia circa 5,6 milioni di lavoratori pubblici, ospedali compresi, in polemica con la riforma del lavoro annunciata dal governo a settembre e che intacca stipendi e avanzamenti di carriera. Fermi anche molti asili e scuole elementari dove gli insegnanti reclamano aumenti di stipendio; la percentuale di adesione allo sciopero di questi ultimi, a Parigi, e’ stimata dai sindacati intorno al 45%. Secondo il sindacato di sinistra Fo, i dipendenti pubblici hanno subito un erosione del potere di acquisto dell’8% a causa del congelamento dell’indicizzazione dei salari. Sul punto, tuttavia, il ministro della Funzione Pubblica, Marylise Lebranchu, ha gia’ replicato che “siamo in una situazione difficile” e non e’ possibile aspettarsi grandi cambiamenti.

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