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“Ho accettato l’incarico di redigere il parere per la società Fiber 4.0 quando non ancora ero stato designato Presidente del Consiglio”

POLITICA ITALIANA SEMPRE PEGGIO

“Ho accettato l’incarico di redigere il parere per la società Fiber 4.0 quando non ancora ero stato designato Presidente del Consiglio”. A chiarirlo è il premier Giuseppe Conte che, nella sua informativa alla Camera, ripercorre le tappe della vicenda che lo lega a Fiber 4.0, la società di un fondo di investimento che sarebbe al centro di un’indagine del Vaticano. E precisa: “Io stesso non potevo immaginare che di lì a poco sarebbe nato un esecutivo da me presieduto, che poi sarebbe stato chiamato a decidere sull’esercizio o meno della c.d. Golden Power con riguardo all’operazione Retelit”. In Aula scoppia la bagarre, con  Anna Macina del M5S che ricorda: “Salvini venne convocato in Antimafia sul caso Arata e non si presentò, diversamente da come fa oggi il presidente Conte”. Dopo la provocazione, i deputati della Lega hanno iniziato a fischiare e a rumoreggiare e poi hanno cantato in coro: ‘Elezioni, elezioni’.

Conte, sul caso Fiber, ha spiegato quanto già detto in precedenza: “Ho esaminato i documenti che mi sono stati inviati, senza mai incontrare gli amministratori o gli azionisti della Società. Non ero dunque a conoscenza – né ero tenuto a conoscere – che tra gli investitori vi fosse il sig. Raffaele Mincione o che parte degli investimenti risalissero, come è stato ipotizzato da alcuni organi di stampa, alle finanze vaticane”.

Nel suo intervento, il premier ha quindi ripercorso i giorni di maggio 2018, al centro della vicenda, sottolineando soprattutto le distanze temporali tra la sua consulenza e l’arrivo a Palazzo Chigi: “Nei primi giorni del maggio 2018, quando ancora svolgevo la professione di avvocato e non ero stato ancora designato Presidente del Consiglio (il primo incarico gli fu conferito il 23 maggio, ndr), ho ricevuto dalla società Fiber 4.0 l’incarico di redigere un parere giuridico pro-veritate circa l’applicabilità della disciplina della c.d. Golden Power e dei conseguenti obblighi di notifica, con riferimento alle operazioni compiute nei confronti della società Retelit”. E ha precisato: “Questo è stato l’unico contatto professionale avuto con la società”.

Conte ha chiarito anche i tempi di un incontro avventuo con Salvini e Di Maio prima che si formasse il primo esecutivo guidato da lui. “Alcuni organi di stampa riferiscono di un incontro avvenuto a Milano, nella serata del 13 maggio”. Secondo il premier, il meeting sarebbe avvenuto “a distanza di giorni” dall’accettazione dell’incarico per Fiber “e quando l’attività di studio della questione giuridica e di elaborazione del parere era ormai terminata”.

Poi, sul suo ruolo nella vicenda da quando è diventato premier, Conte ha sottolineato: per “evitare ogni possibile forma di conflitto di interessi, anche solo indiretto, una volta investito della carica di Presidente del Consiglio, mi sono astenuto da qualsivoglia attività o da qualsivoglia forma di coinvolgimento, formale e sostanziale, riguardanti la decisione circa l’esercizio della Golden Power nell’operazione Retelit”. E ha di nuovo evidenziato di non essere stato presente ai due Cdm che si sono occupati della vicenda e che sono stati presieduti invece da Matteo Salvini. A conferma di tutto ciò, ha fatto riferimento a due lettere inviate al Segretario generale pro tempore, con la prima protocollata in data 6 giugno 2018, “con la quale lo informavo della mia determinazione ad astenermi da qualsiasi atto e, comunque, dalla partecipazione in qualsiasi forma a questo procedimento”.

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