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IERI IL NAPOLI -INTER 1.1 COPPA ITALIA

È cambiato tanto, non tutto: i nerazzurri di Conte giocano meglio, passano in vantaggio, a tratti dominano, ma sprecano, e buttano via l’ennesima partita decisiva dell’anno. Il Napoli difende, segna in contropiede, strappa l’1-1: quanto basta

Come secondo pronostico, perché dopo lo 0-1 di San Siro si diceva che il Napoli avesse un piede e mezzo in finale , e adesso li ha tutti e due. Ma non come se nulla fosse successo. Il clima surreale delle porte chiuse, il fattore campo azzerato, Eriksen nel cuore dell’Inter e Mertens di nuovo con il Napoli nel cuore, di cui da oggi è ufficialmente nella storia, come miglior marcatore di tutti i tempi. È cambiato tanto, non tutto: i nerazzurri di Conte giocano meglio, passano in vantaggio, a tratti dominano, ma sprecano, e buttano via l’ennesima partita decisiva dell’anno. Il Napoli difende, segna in contropiede, strappa l’1-1: quanto basta per guadagnarsi la finale di Coppa Italia, per la decima volta.

A ben vedere, il risultato dell’andata in realtà è pesato, è grazie a quello che Gattuso si qualifica. In campo però non si è visto. Non solo perché sono passati tre mesi, di mezzo c’è stata una pandemia mondiale che ha annullato stati d’animo, sensazioni, condizioni, tutto. Neanche perché con le porte chiuse, gli spalti vuoti, le misure imposte dal coronavirus, il fattore casa non esiste più (oggi non ha inciso per la qualificazione, ma su questo bisognerà ragionare). Almeno all’inizio, ciò che restava del gol di Fabian Ruiz a San Siro lo ha cancellato subito un calcio d’angolo di Eriksen dopo una manciata di minuti, forse deviato impercettibilmente da Di Lorenzo, che si infila tra le gambe di Ospina e beffa il portiere azzurro.

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