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Ieri la legge elettorale passa lla camera375 sì e 215 no, ora al Senato

Politica italiana ORA AL SENATO stamattina anche per le cartelle

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Dopo tre votazioni di fiducia, il testo viene approvato con voto segreto superando la barriera dei franchi tiratori. Lo attende il vaglio del Senato, con una possibile nuova fiducia. Intanto, il tour de force alla Camera lascia il segno con un carico di polemiche in cui a tenere banco sono state le proteste in piazza del Movimento Cinque Stelle e della sinistra. Con lo strascico della norma definita dai 5 stelle e da Mdp ‘salva- Verdini’ che consente a chi è residente in Italia di potersi candidare anche nelle circoscrizioni estere.

Il Rosatellum crea ulteriori spaccature nel centrodestra, con Lega e Forza Italia a sostegno della legge ed Fdi posizionato sul fronte del no. Pur senza entrare nei dettagli, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni guarda con attenzione all’approvazione della legge: “Non e’ il tempo dell’irresponsabilità – osserva il premier – al di la’ di ogni comprensibile tensione politica dobbiamo mettere al primo posto l’Italia. Per quanto riguarda il governo si farà ogni sforzo per giungere ad una conclusione ordinata della legislatura”.

L’aula della Camera si trasforma subito dopo il via libera al Rosatellum. Da tesa e silenziosa si divide a metà: esultanza nei banchi del Pd e palese delusione dalle parti della sinistra e del Movimento 5 Stelle. Dopo aver applaudito a lungo, il capogruppo Ettore Rosato che a questa riforma ha dato il suo nome, i Dem si sono alzati in piedi battendo le mani e gridando di esultanza. Sguardi bassi e nessun commento soprattutto tra i 5 Stelle, alcuni dei quali restano seduti al proprio posto mentre l’emiciclo comincia a svuotarsi. Capannelli tra i Dem che si fanno i complimenti a vicenda e vanno ad abbracciare Rosato che resta in piedi vicino al suo scranno sorridente come non mai.

Rosato cita Iotti, dura lex sed lex – Il capogruppo Pd alla camera Ettore Rosato, nel suo intervento alla Camera, cita Nilde Iotti che, nella Seduta del 24 gennaio 1990, disse: “Finchè il regolamento è questo, anche se posso comprendere ed in una certa misura condividere le preoccupazioni che sono state manifestate da molte parti (…), vale l’antico principio ‘dura lex, sed lex’, al quale non possono esservi eccezioni”.

Brunetta, grande soddisfazione, ok buona legge” -Grande soddisfazione per il via libera della Camera dei deputati al Rosatellum bis. Il gruppo di Forza Italia è stato leale e coerente, abbiamo mantenuto gli impegni presi con gi altri gruppi parlamentari che hanno sostenuto questa legge elettorale”. Lo afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Abbiamo sempre sottolineato la necessità – aggiunge – che le norme sul voto fossero una prerogativa del Parlamento e oggi abbiamo adempiuto, in modo responsabile, al nostro dovere di legislatori. Un ringraziamento a tutti i deputati azzurri e in particolare al nostro capogruppo in Commissione affari costituzionali Francesco Paolo Sisto, agli altri membri Annagrazia Calabria, Elena Centemero, Laura Ravetto, che insieme a Roberto Occhiuto (che per Forza Italia ha seguito questo delicato dossier) e a Gregorio Fontana hanno contribuito in maniera determinante, con il loro lavoro, alla buona riuscita di questo delicato iter parlamentare”. “L’Aula di Montecitorio – conclude l’esponente azzurro – ha approvato una buona legge, frutto di un compromesso, la migliore possibile nella situazione attuale. Adesso auspichiamo che il testo venga approvato in tempi rapidi anche dal Senato”.

Di Maio: ‘Non ci fermano, protesta anche al Colle’ – “Il corso della storia non si ferma con una legge. Andatevi a riposare perché vi dovete preparare per portare la protesta la prossima settimana in Senato”. Lo afferma Luigi Di Maio dal palco della protesta M5S in piazza annunciando anche manifestazioni davanti “al Quirinale” per chiedere che il presidente Sergio Mattarella non firmi la legge. “La percezione degli italiani è chiara, provano a fermarci ma il consenso per il M5S aumenta”, attacca Di Maio.

Ok Camera, piazza M5s grida vergogna  – “Vergogna, vergogna”. La Camera approva la legge elettorale e la piazza M5S urla vari slogan. “Maledetti, maledetti. Buffoni, massoni”, i più ricorrenti

M5s e sinistra continuano nella loro battaglia. In piazza Montecitorio ci sono i sostenitori dei cinque stelle.

Meloni, è scempio, Fdi vota no – “Fratelli d’Italia voterà convintamente ‘no’ ” al Rosatellum 2.0. Lo ha detto in Aula Giorgia Meloni che ha annunciato il voto contrario degli 11 deputati di Fdi contro “questo scempio”. “E’ una legge – ha affermato – che impedisce di sapere la sera delle elezioni chi governerà; è una legge fatta per far nascere nel Palazzo un governo tra partiti che durante la campagna elettorale si sono insultati” “E’ una legge che fa rimanere la melassa che ci sta governando, e noi non ci stiamo”.

Lupi, buona legge, parola a cittadini – Il Rosatellum 2.0 “non è la legge migliore ma è una buona legge”. Lo ha detto in Aula Maurizio Lupi annunciando in Aula il si’ dei 22 deputati di AP. “Abbiamo lavorato insieme a una buona legge elettorale – ha detto – che mette insieme diversi valori. Il collegio uninominale è positivo sul piano del rapporto tra eletto e elettore; il secondo elemento che chiedevamo era la corretta rappresentanza della volontà degli elettori attraverso il proporzionale”, cosa che è stata accettata. “Noi chiedevamo la preferenza – ha ricordato – ma il fatto che i nomi del listino è scritto sulla scheda è un passo avanti. Il problema passa alla responsabilità dei partiti”. Infine è positivo che vi siano coalizioni che non sono però “uno strumento coercitivo, ma una scelta consapevole della politica”. “Nessuna legge elettorale è fatta contro – ha concluso – e nessuna garantisce un risultato. Il popolo è sovrano e l’intelligenza dei cittadini è legata alla serietà della proposta”.

Speranza, pagina nera per Parlamento – “Questa è una pagina nera della storia del nostro Parlamento. E’ evidente che l’approvazione della legge piu’ importante con la fiducia scalfisce la qualità della nostra democrazia e consegna questa legislatura a una dinamica non positiva”. Lo ha detto Roberto Speranza annunciando in Aula il No di Mdp al Rosatellum 2.0. Speranza ha ricordato che sulla fiducia sull’Italicum nel 2015 si dimise da capogruppo del Pd. “Abbiamo fatto bene allora e facciamo bene ora a difendere la dignità del Parlamento. Perché di questo si parla”. “Siamo a pochi mesi dallo scioglimento delle Camere – ha aggiunto – e si costruisce un precedente pericoloso: cambiare le regole a colpi di fiducia a pochi mesi dal voto”. Con la fiducia sul Rosatellum 2.0 “evapora la discontinuità tra il Governo Gentiloni con quello Renzi, ed evapora così anche il nostro vincolo di fiducia”, ha concluso.

Parisi, sì da Ala-sc, bene parte maggioritaria – Gli 11 deputati di Ala-Sc voteranno a favore del Rosatellum 2.0 pur non essendo “completamente soddisfatti” della legge. Lo ha detto Massimo Parisi in AUla. “Rivendichiamo la nostra coerenza – ha detto – Volevano una legge omogenea tra Camera e Senato e l’abbiamo avuto, volevamo una legge maggioritaria, e almeno una parte ve ne è e siamo contenti che Fi abbia accettato”.

Il film della giornata di mercoledì – A Montecitorio arrivano i primi due sì sulla legge elettorale. L’articolo uno del Rosatellum, sulle quali il governo aveva posto la fiducia. La prima passa con 307 sì, 90 contrari e nove astenuti. Subito dopo la proclamazione del risultato sull’articolo uno (che contiene il sistema elettorale della Camera) l’assemblea di Montecitorio ha dato il via alle dichiarazioni di voto sulla seconda fiducia , quella sull’articolo 2 del disegno di legge (sistema elettorale del Senato), che ha ottenuto 308 voti favorevoli, 81 i contrari, otto gli astenuti.

Fuori dal palazzo nel pomeriggio si è tenuta la manifestazione della sinistra, con manifestazioni in piazza Montecitorio e al Pantheon. “Gentiloni aveva detto che non sarebbe intervenuto. Ha perso credibilità” ha detto ha detto Pier Luigi Bersani arrivando alla manifestazione.

Sotto l’obelisco di Montecitorio, i cinque stelle hanno continuato a martellare l’alleanza che ha sostiene la nuova legge elettorale. Alessandro Di Battista ha messo nel mirino la Lega Nord: “Salvini si è venduto per qualche voto in più cedendo lo scettro di comando a Berlusconi”, ha detto. Il sì al Rosatellum ha provocato divisioni e imbarazzi nel centrodestra. A Montecitorio la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha preso le distanze dai suoi alleati: “E’ una legge vergognosa, non non potevamo starci e ci dispiace che altri si siano resi disponibili”

“Per la seconda volta nella stessa legislatura – commenta l’ex premier Massimo D’Alema – abbiamo una legge inaccettabile, segno di irresponsabilità del gruppo dirigente del Pd che logora la democrazia e apre la strada al populismo, spezzando il legame già fragile tra cittadini e istituzioni”.

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