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Ieri la legge e passata addio testamento

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Nessun politico, nessun industriale, nessun ospite indesiderato. Solo familiari e circa 200 collaboratori, i più stretti, per i funerali di Bernardo Caprotti, proprio come aveva disposto il fondatore dell’Esselunga. Il feretro del «Dottore» arriva alle nove nella piccola chiesa di San Giuseppe, accanto alla Scala, portato a spalla dalle sue guardie giurate.

 «Il dolore va vissuto con serenità», declama monsignor Giuseppe Maggioni. E lo dice di fronte a una famiglia lacerata dalle contese interne e dagli affetti spezzati. Ci sono tutti, nel giorno dell’addio. Nei banchi di sinistra siede la seconda moglie Giuliana Albera con la figlia Marina Sylvia. A destra ci sono Giuseppe e Violetta, i figli di primo letto cui il padre, all’improvviso, nel 2011 aveva tolto tutte le azioni della Supermarkets Italiani lo girate nel ’96. Ma Violetta, che aveva raggiunto il padre alla clinica Capitanio poco prima che spirasse, consegna al celebrante un biglietto che il monsignore legge ad alta voce al termine della funzione: «Grazie papà per avermi aspettato, mi hai fatto capire l’enorme amore che c’era tra di noi. Rimarrai sempre nel mio cuore». Tra i presenti c’è anche Carlo Marchetti, il notaio cui è stato affidato il testamento, che sarebbe pubblico e non olografo. E che, quindi, in linea teorica non richiederebbe particolari procedure per la sua apertura e lettura. Ieri, in più, è arrivato l’estratto per riassunto dell’atto di morte, quello che burocraticamente dà il via libera al notaio per passare le ultime volontà agli atti «intra vivos», quelli che decidono le cose dei vivi. In questo caso si parla del destino di un gruppo, Esselunga, del valore di circa 6 miliardi, che ha un fatturato da 7,3 miliardi e 22 mila dipendenti in 151 negozi, ieri rimasti chiusi per lutto. Oggetto del testamento sarà il 25% della quota disponibile del patrimonio del fondatore, visto che la quota legittima assicura il 25% alla moglie e il 50% suddiviso tra i figli. Insieme, Violetta e Giuseppe, avrebbero il 33,33%, una minoranza importante. La moglie con Marina il 41,66%. Il 25% sarà decisivo.

Molti scommettono che, in ogni modo, vincerà la continuità manageriale rappresentata dal presidente Vincenzo Mariconda e dall’ad Carlo Salza. Se ne saprà di più entro la fine della settimana, probabilmente giovedì. Poi ci vorrà del tempo per riaprire il dossier di vendita ai fondi di Esselunga, avviato da patron Caprotti. L’incognita sono anche possibili impugnazioni del testamento: ci sono ben 10 anni di tempo.

 

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