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IERI PRIMO GIORNO DA SENATORE NAPOLITANO , “VEDRO’ SE POSSO VOTARE SULLA LEGGE ELETTORALE

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“Vedremo cosa si vota e se io sono immediatamente nelle condizioni di partecipare”. Così Giorgio Napolitano rispondendo alle domande dei giornalisti che gli chiedono se parteciperà al voto in Senato sulla legge elettorale. La presidente Valeria Fedeli ha accolto a palazzo Giustiniani il senatore di diritto e a vita che si è recato nel suo studio.

NAPOLITANO: IL PRIMO GIORNO DA SENATORE A VITA, di Fabrizio Finzi – Ansioso di tornare al lavoro parlamentare, abbandonata la Thema presidenziale in favore di un’anonima Chroma grigia, Giorgio Napolitano ha “riannusato” l’aria del Senato per una prima presa di contatto con l’istituzione che tanto vorrebbe che fosse riformata. “Vedremo cosa si vota e se io sono immediatamente nelle condizioni di partecipare”, si è schermito con i giornalisti che subito gli hanno chiesto se avrebbe già esercitato il proprio diritto di voto per la riforma della legge elettorale che è in corso al Senato. Ma è chiara – e apertamente dichiarata da tempo – l’intenzione dell’ex presidente di “continuare a compiere il proprio dovere” anche nel ruolo di senatore a vita.

Certamente regna la prudenza: Napolitano valuterà con estrema attenzione modi e tempi del suo rientro al voto. Anche perche’ il calendario parlamentare gli ha consegnato due appuntamenti cruciali e densi di significati politici come la nascita dell’Italicum (martedì il primo voto) e l’ elezione del suo successore (il 29 gennaio alla Camera). Ma viste le polemiche degli anni passati è prevedibile che Napolitano possa rimandare l’esordio in aula se la maggioranza viaggerà sul filo del rasoio rendendo determinati i voti dei senatori a vita. Certamente avrà bisogna di un periodo di decompressione dagli stress accumulati in nove anni di Quirinale. Ma per tutto questo c’è tempo. Dopo una notte tranquilla nella ritrovata casa del rione Monti, la prima giornata fuori dal Quirinale è cominciata comunque all’insegna del lavoro e del ritorno alla normalità. “Deponete le armi”, ha subito detto ai cronisti invocando il diritto a un rapporto meno ossessivo e più diretto con i media. Quindi subito nello studio al quarto piano di palazzo Giustiniani (tre camere e due stanzini di servizio), pronto e semi arredato dal 2013, dove è tornata la foto a lui cara di Altiero Spinelli. Poi telefonate e incontri, tra i quali Mario Monti e Pierferdinando Casini. Con il presidente supplente Pietro Grasso, allocato due piani più sotto, c’era stata una calorosa telefonata già ieri.

Quasi a voler riprendere la vita del passato Napolitano ha scelto di non tornare a casa a pranzo ma ha fatto una colazione veloce con due tramezzini e una spremuta d’arancia. “Oggi è un giorno normale, vado a palazzo Giustiniani a fare l’indispensabile”, aveva spiegato lasciando la sua abitazione dopo meno di 24 ore dalla sua uscita dal Quirinale. E tra le cose “indispensabili” c’è certamente la corrispondenza. L’ex presidente deve infatti smaltire una montagna di messaggi di auguri provenienti da tutto il mondo. Un obbligo che Napolitano vuole assolvere al più presto e, questo è certo, tornare alla svelta all’attività parlamentare. Non è mancata una battuta per suggellare il rientro alla normalità: “Chi sarà il mio successore? Vi piacerebbe saperlo! Ma non lo so neanche io…”, ha scherzato con i giornalisti.

 

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