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IERI PRIMO GIORNO GOVERNO

POLITICA ITALIANARicevuti presidenti Camere, Napolitano, Svp, Misto e FdI

Il barometro del primo giorno di consultazioni del Presidente della Repubblica sul governo non consente ancora di poter prevedere il sereno sulla strada della formazione di un esecutivo. Né passi avanti arrivano in vista degli incontri clou di domani tra Sergio Mattarella e i partiti che potrebbero dare vita ad una maggioranza.

L’incrocio di veti paralizza il dialogo tra le forze potenzialmente in grado di esprimere un esecutivo nonostante lo sforzo mostrato dai 5 Stelle di presentarsi al Colle, come chiesto dal Capo dello Stato, con una proposta di accordo in grado di tracciare almeno una soluzione percorribile.

Il ‘dicktat’ posto da Di Maio su Fi e sul Cavaliere blocca quel segnale che avrebbe potuto da subito agevolare il dialogo tra il M5s e la Lega sulla scorta della sottoscrizione di un contratto di programma alla tedesca.

Non solo i forzisti ma anche il Carroccio devono fare muro difendendo il nome di Silvio Berlusconi. Quest’ultimo non può che confermare la sua presenza alla guida della delegazione azzurra che salirà al Quirinale.

“Scorporare la Lega da Fi per renderla subalterna al M5S è un sogno irrealizzabile” taglia corto il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani che giudica “puerili” e “antidemocratici” gli attacchi del leader M5s a Berlusconi e conferma: “domani non sarò io a salire al Colle”. E parla di richiesta di “tradimenti inaccettabili” anche il capogruppo della Lega a Montecitorio, Giancarlo Giorgetti che avverte: “veti e pregiudizi portano solo di nuovo a votare”. Conferma tuttavia come prioritario il dialogo con il M5s anche se a partire dal programma del centrodestra. Ed è ottimista: “siamo in una fase nuova, dagli esiti imprevedibili”.

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