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Il convitato di pietra: visita teatralizzata al cimitero delle Fontanelle

Napoli, 27 ottobre 2019. Punto di incontro alle ore 10.00 dalla Stazione Metropolitana di Materdei. Visita teatralizzata per adulti e famiglie con bambini di età superiore agli 8 anni

En Kai Pan, Artes – Restauro e servizi per l’arte e Associazione Teatrale Aisthesis presentano un nuovo itinerario teatralizzato al Cimitero delle Fontanelle uno dei luoghi più misteriosi e suggestivi della città di Napoli, attraverso le storie che popolano questo luogo e attraverso le parole de “Il convitato di pietra” di Andrea Perrucci, rivisitazione settecentesca e ambientata a Napoli del mito di Don Giovanni.

Il percorso sarà guidato dalla guida abilitata Teresa Peluso, coop. Artes, e partirà alle 10.00 dall’uscita della stazione di Materdei della Metropolitana Linea 1, per poi proseguire lungo via Fontanelle e all’interno del cimitero. La visita teatralizzata è adatta ad adulti e famiglie con bambini di età superiore agli 8 anni.

I partecipanti saranno coinvolti in un percorso di esplorazione del sito, durante il quale, all’improvviso, compariranno i personaggi della commedia, riportando in vita Don Giovanni, il suo servo Pulcinella e il terribile convitato di pietra.

In scena gli attori dell’Associazione Teatrale Aisthesis: Luca Gatta (regista, attore e pedagogo), Giuseppe Fedele (attore) e Luca Lombardi (attore).

Il cimitero delle Fontanelle è un sito unico al mondo, un ex-ossario che si estende per circa 3000 metri quadri in una cava di tufo nel cuore del quartiere della Sanità e sotto la collina di Materdei.

L’ossario contiene un numero imprecisato di crani e ossa umane (di sicuro più di 40.000) ed è diviso in diverse navate, come una maestosa cattedrale di tufo e ossa, a ciascuna delle quali sono legate storie e leggende cittadine. Grazie, infatti, alla persistenza per molti secoli del culto delle “anime pezzentelle”(le anime del Purgatorio) e dell’usanza dell’adozione delle capuzzelle, il luogo è stato sempre molto visitato dai fedeli e nei secoli molte storie sono state tramandate, concentrandosi soprattutto su alcuni teschi, diventati il simbolo del cimitero, tra i quali i famosissimi Don Pasquale, Donna Concetta e il Capitano.

Proprio a quest’ultimo è legata una leggenda settecentesca, che altri non è se non una riscrittura del famosissimo Don Giovanni e il convitato di pietra. Qui, dunque, si incrociano la storia della città con quella del teatro, in special modo della Commedia dell’Arte: a Napoli nel Settecento l’abbate Andrea Perrucci, noto come autore della Cantata dei pastori, scrisse, infatti, un Don Giovanni napoletano, Il convitato di pietra, già riscoperto anni addietro dal maestro Roberto De Simone.

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