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IL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI. Intervista al direttore di Aniem Campania dottor Biagio Chiappetta

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Domanda – Il nuovo Codice Appalti dovrebbe, finalmente, vedere la luce entro la primavera 2016, che ne pensa?

Risposta – Riscrivere il testo che regolamenta la normativa afferente la concessione dei lavori pubblici era una sentita esigenza di tutti gli operatori del settore interessato. L’auspicio è che il sistema meritocratico, contemplato nella bozza, possa davvero essere  recepito in sede di definizione. Un riconoscimento per le imprese che rispettano le tempistiche di consegna e che, nel contempo, precluda facili variazioni semplificando l’iter sui contratti pubblici,  può essere, senza dubbio,  un valido viatico per raggiungere quella trasparenza invocata e cercata in un contesto che troppe volte, purtroppo, è assurto a negligenze e metodologie incomprensibili determinandone  reati e penalizzandone  il sistema economico derivante.

 Domanda – Si annuncia una riforma improntata a una netta semplificazione e a un severo controllo

Risposta – Le principali e nette guide della riforma in argomento trovano riscontro nel principio di trasparenza sancendo il potenziamento dei sistemi di tracciabilità dei pagamenti allineandosi, così, alle soglie comunitarie.

Il punto focale  dello sperato nuovo assetto è da individuarsi nell’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, preposta al controllo e alla vigilanza con l’autonomia di irrogare sanzioni e la facoltà di vigilare sul sistema di accreditamento delle stazioni appaltanti. E’ facilmente intuibile come i risultati di tale attività di monitoraggio può assurgere a ruolo primario per il rispetto della legalità delle imprese.

In sintesi, i punti cardine della riforma appalti dovrebbero condurre il settore ad una migliore e più snella articolazione di intervento sui mercati di  pertinenza garantendo efficienza e rispetto di deontologia imprenditoriale.

Domanda – Interessante il discorso sulla meritocrazia

Risposta – Assolutamente di rilievo potrebbero essere i bonus che potrebbero essere immessi  per favorire il coinvolgimento delle imprese locali, residenti nel territorio in cui il servizio o l’opera oggetto di pubblica gara d’appalto si realizzeranno. La fonte di tale ratio è da individuarsi  in alcune direttive dell’Unione europea volte a favorire al partecipazione delle realtà imprenditoriali locali e, quindi, delle sinergie interessate alla zona stessa di operatività.

Proprio in tale contesto appare rilevante la peculiarità “In house” dal momento che la stessa Autorità Nazionale Anticorruzione, con poteri ancora più ampi, si potrà avvalere dell’elenco  dei soggetti controllati da enti pubblici che potranno giovarsi di lavori affidati  anche in assenza di gara.

  Domanda – Una riforma che dovrebbe arginare e debellare il malaffare?

Risposta – L’auspicio è, quindi, che finalmente si arrivi  a mettere ordine in modo da evitare per il futuro altri disastri nella realizzazione di opere pubbliche con un adeguato controllo che ne verifichi la realizzazione e ne accerti la fattibilità come, tra l’altro, in più riprese, dalla legge Merloni ad oggi, si è cercato di attuare anche alla luce dell’incontrovertibile fondatezza del significato del termine collaudo:  “Il collaudo ha lo scopo di verificare e certificare che l’opera o il lavoro siano stati eseguiti a regola d’arte, secondo il progetto approvato e le relative prescrizioni tecniche, nonché le eventuali perizie di variante, in conformità del contratto e degli eventuali atti di sottomissione o aggiuntivi debitamente approvati. Il collaudo comprende altresì tutte le verifiche tecniche previste dalle leggi di settore”

Valutare ed individuare tempestivamente criticità in fase di attuazione significa porre rimedio ad anomalie e ritardi attraverso adeguati accertamenti che l’organo preposto giudicherà necessari e indispensabili.

A tal riguardo, dovesse arrivare a definizione, il nuovo Codice degli Appalti contemplerebbe, nella fattispecie in argomento,l’esclusione del massimo di ribasso per i servizi tecnici e l’istituzione di un Albo dei Collaudatori da tenersi presso il Ministero delle Infrastrutture e che risponda al principio del “non conflitto di interessi” (essere al contempo controllore e controllato). E’ prevista la rotazione degli incarichi, della assoluta rettitudine personale  e professionale degli incaricati.

Domanda – Direttore, quindi non resta che aspettare

Risposta – Certo, attendiamo con fiducia  il varo definitivo del nuovo Codice degli Appalti, fedeli al nostro motto: Una buona impresa, Buone regole, Buona vita.                                                                                                                               

Vera Terracciano

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