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Il Papa, Abu Mazen e la “penna della pace”

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AGI) – Roma, 17 ott. – Il presidente dell’Anp, Abu Mazen, ha espresso la speranza di poter firmare la pace con Israele in un caloroso colloquio con Papa Francesco, in Vaticano. Nel corso dell’udienza il leader palestinese ha anche visitato il Pontefice a visitare la Terra Santa, dopo che un invito in questo senso era gia’ arrivato dal presidente israeliano, Shimon Peres. Abu Mazen ha scelto Roma come prima tappa di un tour europeo che lo che lo portera’ in Germania e a Bruxelles, per sensibilizzare l’Europa alla causa palestinese. Il tema dei negoziati di pace con Israele e’ stato al centro dei colloqui con Papa Francesco che ha auspicato che si arrivi preso a un accordo. Lo ha fatto a modo suo, quando ha donato al presidente dell’Autorita’ Palestinese una penna stilografica che riproduce la colonna del baldacchino dell’altare di San Pietro, opera di Gianlorenzo Bernini: “Sicuramente lei deve firmare molte cose…”, ha scherzato. E Abu Mazen ha colto al volo l’allusione: “Spero di firmare con questa penna l’accordo di pace con Israele”. “Presto, presto!”, ha esortato il Pontefice argentino. In una successiva nota, il Vaticano ha fatto sapere che il Papa chiede che il governo israeliano e quello palestinese “prendano con determinazione decisioni coraggiose a favore della pace con il sostegno della Comunita’ internazionale”.
  Francesco ha espresso “l’auspicio che il processo di pace “produca i frutti desiderati per trovare una soluzione giusta e duratura ad un conflitto la cui fine si rivela sempre piu’ necessaria e urgente”.
  Dopo il nuono invito, la visita di Francesco in Terra Santa sembra piu’ vicina. La Santa Sede non ha ancora annunciato ufficialmente la visita, ma si e’ ipotizzato che potrebbe avvenire tra marzo e aprile del 2014.
  Nel pomeriggio il presidente dell’Anp sara’ al Quirinale dove vedra’ Giorgio Napolitano a cui consegnera’ ‘La stella della Palestina”, la piu’ alta onorificienza dei Territori. Poi riprendera’ la sua missione europea per fare pressione sulla comunita’ internazionale, affinche’ Israele ponga fine alla politica degli insediamenti. Proprio oggi, un’organizzazione pacifista israeliana, Peace Now, ha reso noto che Le nuove costruzione negli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est sono aumentate del 70% nella prima meta’ del 2013 rispetto allo stesso periodo dello

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