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Il papà di D’Alessandro: Cristian

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NAPOLI – Entro una decina di giorni Cristian d’Alessandro potrebbe tornare in Italia: lo rende noto il padre, Aristide D’Alessandro, contattato telefonicamente dall’Ansa. «Sarà difficile averlo a casa per Natale ma siamo fiduciosi per Capodanno», ha sottolineato il padre dell’attivista italiano di Greenpeace incarcerato insieme ad altri 30 attivisti per il blitz alla piattaforma di Gazprom nell’Artico. Cristian è stato liberato lo scorso 21 novembre, dopo 64 giorni di detenzione nelle carceri russe.

Qualche giorno fa (il 18 dicembre), la Duma russa ha approvato una modifica al progetto sull’amnistia promosso da presidente Vladimir Putin che la estende anche agli attivisti di Greenpeace accusati di teppismo e liberi su cauzione. «Siamo in attesa che si completi l’iter burocratico, – ha proseguito Aristide D’Alessandro – Cristian deve essere convocato dal Comitato Investigativo (organismo corrispondente alla Procura della Repubblica italiana) per la richiesta di accettazione dell’amnistia. Ci vorranno 7-10 giorni, poi sarà emesso il decreto di espulsione e mio figlio potrà tornare a casa: speriamo di trascorrere insieme il capodanno». Per effetto dell’amnistia in Russia sono state rilasciate le Pussy Riot Maria Alyokhina e Nadia Tolokonnikova.

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