Il Papa è giunto in aereo a Tacloban, epicentro del tifone che nel 2013 ha fatto oltre vittime e devastato l’isola, e ha compiuto uno dei gesti più forti di questo viaggio: le persone lo guardavano calamitate, molti avevano il viso rigato di lacrime. Ha iniziato chiedendo di poter parlare in spagnolo, con la traduzione simultanea in inglese, ed è stato anche applaudito quando ha spiegato che non poteva non essere qui. Man mano che procedeva nella meditazione sul dolore dei sopravvissuti, invece, sono prevalse le lacrime e il silenzio.

Papa Francesco ha inziato commentando un brano di san Paolo: “Gesù è come noi, vive come noi e ci guarda in tutto eccetto che nel peccato, però per essere di più come noi, assume la condizione di peccato, fa se stesso peccatore, queseto -ha commentato – lo dice Paolo e lo conosciamo”.NOTIZIA DAL MONDO PER RADIO PIAZZA NEWS