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Il Papa: “Superare le rivalità, le divisioni deturpano la Chiesa”

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l Pontefice presiede ludienza generale nellaula Paolo VI. Nel pomeriggio, invece, la tradizionale cerimonia del mercoledì delle Ceneri, che dà lavvio alla Quaresima. Sabato Benedetto XVI incontrerà Monti, il 22 febbraio Napolitano

Città del Vaticano, 13 febbraio 2013 – Dopo lannuncio della sue dimissioni, oggi è la prima giornata pubblica di Benedetto XVI. Il Papa l’ha iniziata presiedendo ludienza generale nellaula Paolo VI. Nel pomeriggio la celebrazione delle Ceneri dalla basilica di San Pietro.

Nell’aula Paolo VI il Pontefice è stato applaudito dai fedeli, una vera ovazione. Benedetto XVI è entrato, come sempre, accompagnato dalla musica di organo e seguito a pochi metri dal segretario personale, mons. Georg Gaenswein. In un’aula strapiena che può contenere 8000 persone erano presenti, come ogni mercoledì, pellegrini da tutto il mondo, Europa, Stati Uniti, Sud America. La fola è punteggiata di bandiere polacche, croate, cilene, spagnole e vaticane nonché alcuni striscioni di sostegno al Papa.

Il Papa ha iniziato accennando alle sue dimissioni: “Grazie per la vostra simpatia. Come sapete, ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005”. Ho fatto questo – ha proseguito – in piena liberta’ per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravita’ di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere piu’ in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede. ‘Mi sostiene e mi illumina – ha detto ancora il Papa – la certezza che la Chiesa e’ di Cristo, il Quale non le fara’ mai mancare la sua guida e la sua cura. Ringrazio tutti per l’amore e la preghiera con cui mi avete accompagnato in questi giorni non facili per me. ‘Ho sentito quasi fisicamente in questi giorni per me non facili l’amore” che mi portate. ”Continuate a pregare per me, per la chiesa per il futuro papa, il Signore ci guidera”’.

Nella sua catechesi il Papa ‘ha detto: “Non e’ facile – ha elencato – essere fedeli al matrimonio cristiano, praticare la misericordia nella vita quotidiana, lasciare spazio alla preghiera e al silenzio interiore. Non e’ facile opporsi pubblicamente a scelte che molti considerano ovvie, quali l’aborto in caso di gravidanza indesiderata, l’eutanasia in caso di malattie gravi, o la selezione degli embrioni per prevenire malattie ereditarie”. 

Il ”nocciolo” delle tentazioni di Gesu’ nel deserto e’ ”la proposta di strumentalizzare Dio, di usarlo per i propri interessi, per la propria gloria e il proprio successo. E dunque, – ha commentato il Papa – in sostanza, di mettere se stessi al posto di Dio, rimuovendolo dalla propria esistenza e facendolo sembrare superfluo. Ognuno dovrebbe chiedersi allora: che posto ha Dio nella mia vita? E’ Lui il Signore o sono io?”. E ancora: “Convertirsi significa non chiudersi nella ricerca del proprio successo, del proprio prestigio della propria posizione, ma far si’ che ogni giorno, nelle piccole cose” la ”verita”’ e l’amore ”diventino la cosa piu’ importante, grazie”.

CONTRO LE DIVISIONI NELLA CHIESA – Bisogna “tornare al Signore” e “il ritorno al Signore è possibile come ‘grazia’, perché è opera di Dio e frutto della fede che noi riponiamo nella sua misericordia”. Lo ha detto il Papa, nel corso della messa per il mercoledì delle Ceneri in San Pietro. “Ma questo ritornare a Dio – ha proseguito il Papa – diventa realtà concreta nella nostra vita solo quando la grazia del Signore penetra nell’intimo e lo scuote donandoci la forza di lacerare il cuore. E’ ancora il profeta a far risuonare da parte di Dio queste parole: Laceratevi il cuore e non le vesti. In effetti, anche ai nostri giorni, molti sono pronti a stracciarsi le vesti di fronte a scandali e ingiustizie – naturalmente commessi da altri -, ma pochi sembrano disponibili ad agire sul proprio cuore, sulla propria coscienza e sulle proprie intenzioni, lasciando che il Signore trasformi, rinnovi e converta“.

Il Papa ha invitato poi a vivere la quaresima come tempo per “riflettere” su come “il volto della Chiesa venga a volte deturpato da colpe contro lunità della Chiesa e divisioni del corpo ecclesiale“. Superare “individualismi e rivalità” può essere un “segno umile e prezioso per coloro che sono lontani dalla fede”.

BERTONE – “Tutti noi abbiamo compreso che è proprio lamore profondo che Vostra Santità ha per Dio e per la Chiesa che Lha spinta a questo atto“. Lo ha detto il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, nellindirizzo di saluto al Papa dimissionario, pronunciato al termine della celebrazione in San Pietro. Secondo Bertone, con la rinuncia, Papa Ratzinger ha rivelato “quella purezza danimo, quella fede robusta ed esigente, quella forza dellumiltà e della mitezza, assieme ad un grande coraggio, che hanno contraddistinto ogni passo della Sua vita e del Suo ministero, e che possono venire solamente dallo stare con Dio, dallo stare alla luce della parola di Dio, dal salire continuamente la montagna dellincontro con Lui per poi ridiscendere nella Città degli uomini”.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI – Domani incontrerà i parroci romani, come ogni Quaresima, e dovrebbe pronunciare una riflessione sul Concilio vaticano II che guarderà al passato ma non potrà non contenere indicazioni per il futuro della Chiesa.

Poi lAngelus domenicale a mezzogiorno e, a partire da domenica sera per tutta la settimana, il ritiro spirituale quaresimale presieduto dal cardinale Gianfranco Ravasi per la Curia romana. Infine lAngelus di domenica 24 e lultima udienza generale di Papa Benedetto XVI, mercoledì 27, il giorno prima del suo ritiro.

E a proposito del ritiro si è appreso che il 28 febbraio il Papa inontrerà nella Sala Clementina i cardinali che desiderano salutarlo: “il Santo Padre e’ vicino al Collegio Cardinalizio che sente vicino”, ha detto il
portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Poi, ha annunciato, “e’ prevista alle 17 la partenza per Castelgandolfo in elicottero”. “E – ha concluso Lombardi – dalle 20 siamo in sede vacante e tutte le attivita’ previste sono annullate”.

L’AGENDA – Per quanto riguarda sempre gli ultimi in contri prima dell’addio, Bendetto XVI incontra sabato pomeriggio il premier Mario Monti e il sabato successivo, 23 febbraio, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lo ha annunciato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, precisando che entrambi “hanno manifestato il desiderio di avere con il Papa un momento di saluto privato”.

IL REBUS DEL NOME – “Noi attualmente non sappiamo qual’e’ il titolo esatto con cui dovremo rivolgerci e appellare Benedetto XVI dopo la rinuncia”. Lo ha spiegato padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Non e’ una cosa secondaria e puramente formale, ha dei risvolti giuridici – ha aggiunto – Si sta riflettendo ed anche il Papa e’ coinvolto in questa riflessione. Ma non abbiamo ancora pronta la risposta”. Padre Lombardi ha precisato che anche sul vestito non c’e’ ancora una risposta: “Come per il titolo, e’ un tema che va visto con attenzione, sono questioni che hanno un loro significato anche simbolico”.

LA CASA – ”La nuova casa del Papa sara’ economica, in questi anni ha dimostrato di non avere particolari pretese”. Lo ha detto padre Lombardi.

IL NODO SPINOSO – E’ “possibile” che ci sia “nei prossimi giorni” la nomina del presidente dello Ior, ruolo vacante con il licenziamento di Ettore Gotti Tedeschi lo scorso 24 maggio. Lo ha detto il portavoce vaticano, Federico Lombardi, confermando una “buona indiscrezione” di stampa.

“Quando ci sia ve lo dirò con esattezza e precisione”, ha detto ai giornalisti il gesuita, sottolineando che “il procedimento è in corso da tempo e non è stato interrotto per il fatto che il Papa ha dato sue dimissioni”.

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