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Il PD è morto: Cuomo va in “festa”; Melchionda al “funerale”

MASSIMO DEL MESE PER RADIO PIAZZA NEWSIl PD è morto. Al suo capezzale Melchionda, Landolfi e tutto l’establishment: Consiglieri regionali e parlamentari.

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EBOLI – Il PD è morto. Al suo capezzale tutta la sua classe dirigente: quella sfiduciata dell’ex Sindaco Martino Melchionda con i suoi fedelissimi: gli ex Consiglieri comunali Rotondo, Delmasto, Taglianetti, Palladino, Dicosmo, Cillo, Vecchio; gli ex Assessori Cicia, Lavorgna, Bruno, Martucciello; i vari rappresentanti delle varie società partecipate; il Commissario sezionale Michele Figliulo, miracolosamente reinsediato nel suo ruolo mai esercitato; l’ex segreatio di SEL, ora PD, Calabrese in vece dell’On. Ragosta; I Consiglieri regionali Petrone e Coscioni; il futuro candidato al consiglio regionale Paolo Russomando; I parlamentari Tino Iannuzzi che aveva appena chiuso il casello autostradale dell’ANAS e Fulvio Bonavitacola reduce da una difesa legale del Sindaco di Salerno De Luca; Il Segretario provinciale del PD Nicola landolfi tutto intento alla difesa del Sindaco attento e severo ammonitore dispensatore di punizioni e perdoni; in un angolo accanto al “feretro“, tutti composti, le delegazioni a completo degli alleati di IDV con Rizzo e dell’API, il partito più numeroso d’Italia con i due suoi ex Assessori, presente Bello e i tre ex consiglieri Marra, Lettera, La Brocca, tutti con la faccia della circostanza per porgere fino all’ultimo le sentite condoglianze.

PD-la calata democratica

Mentre il PD  stava al “suofunerale ad osservare il “visito” allestito presso l’Hotel Grazia di Eboli, nei giorni precedenti un altro PD: quello dei Riformisti (premiata ditta di onoranze funebri); organizzava in un trittico di manifestazioni politiche “sediziose” e preparava tecnicamente il “funerale” di Melchionda, elencando tutte le sue malefatte e suggerendo alla Commissaria Prefettizia Vincenza Filippi un’agenda tecnica che portasse alla costruzione di un bel Dossier con al suo interno diversi faldoni contenenti tutti quegli “affari” che sarebbero stati a motivazione delle dimissioni di quelli che il PD morto indica come “traditori” alcuni, nella infinita bontà del Segretario Landolfi, da “perdonare” come Sgroia, altri da “cacciare” come i contiani, perchè continui molestatori e guastatori del quasi Santo Melchionda, folgorato sulla via di Salerno, altri ancora da evitare facendo finta della loro non esistenza, come nel caso di Cuomo. I contiani, sempre che la Dott.ssa Filippi ne sia convinta, dovranno aspettare un bel pò perché la Commissaria prefettizia lo legga, atteso che si trattiene a Eboli e nel Comune solo una volta a settimana per 24 ore includendo due mattinate, e per leggere quel Dossier ci vorrebbero diversi giorni.

Martino Melchionda-Hotel Grazia.

Cuomo ex Parlamentare, anch’egli del PD come Conte, Sgroia e Melchionda, e anche egli critico  per la gestione del Partito e per come si è amministrato, appunto, proprio per quelle motivazioni ha ritenuto di doversi organizzare extra moenia raccogliendo intorno a se sia gli elettori del PD abbandonati a se stessi, sia quelli del centro moderato, che incuriositi e semmai speranzosi cercano di orientarsi per la scelta del candidato Sindaco da votare o per convinzione o perchè ritenuto essere il meno peggio.

Cuomo, come Sgroia e come Conte, ognuno per la propria parte, sono l’altro PD, quello che non sta, come dicevano Landolfi e la “calata democratica“: “IL PD STA QUÌ“, per indicare la strada giusta che porta a Salerno, e che non sta lì,  la e altrove: nel trittico politico delle manifestazioni organizzate dai contiani, con i Riformisti del PD;  nell’iniziativa che ha intrapreso Sgroia con Eboli Libera; nella manifestazione che si teneva in concomitanza del “funerale” del Pd organizzata da Tonino Cuomo, il quale con lo slogan “ora basta…..” arringava una sala stracolma di persone che evidentemente hanno deciso di non stare “LI” al capezzale di unmorto” ma che al contrario, cercano vie di uscita rispetto a quella fino ad ora percorsa che li ha condotti ad un partito che non c’è, un’amministrazione che non piace, una classe dirigente dispotica, incapace, interessata, sprezzante e vendicativa, come nel caso del provvedimento punitivo e inquietante che ha colpito il funzionario dell’ufficio anagrafe di Eboli Pino Mazzini sol perchè padre del Consigliere Comunale di Eboli Libera Pietro, che ha firmato le dimissioni insieme agli altri 16 consiglieri procurando lo scioglimento del Consiglio.

PD-Hotel Grazia-Pubblico.

Seguendo la barbarie politica, civile e per nulla umana di questi “prenditori” che dovremmo fare noi cittadini nei confronti dei familiari di Sindaco, assessori e componenti vari di un’amministrazione che è stata sempre e solo contro la Città lapidare i loro Parenti?

ASSOLUTAMENTE NO, noi al contrario tratteremo amorevolmente, con affetto e delicatezza figli, mogli, fratelli e Padri e non perchè li “Perdoniamo ma ricordiamo” come ha detto Landolfi, sostituendosi al “SIGNORE” rivolgendosi ad alcuni dei dissidenti, noi li vorremo bene perchè è lontano da noi ogni comportamento Familistico, così come sono lontani atteggiamenti e risoluzioni tipiche dei mafiosi che sciolgono i bambini nell’acido sol perchè sono colpevoli di essere familiari dei nemici o degli avversari e nel nostro caso solo di amministratori incapaci. Noi li proteggeremo dai loro stessi genitori-ugolini.

Tralasciando il perdono Padronale, ricordiamo ai nuovi “signori” che l’unico perdono assoluto e positivo che conosciamo e che vorremmo conoscere è quello del SIGNORE che rappresenta l’estremo gesto di generosità ma che apre alle porte del Paradiso, ricordando ai finti “signori” (il minuscolo è d’obbligo) aspiranti e sedicenti “PADRONI”, che in un Partito si perseguono obiettivi e i vari gruppi o persone concorrono singolarmente o in gruppi affinché le loro strategie portino a risultati condivisi o quanto meno utili, nel rispetto dei percorsi e delle regole che ci si da e quel “perdono” a cui si riferisce Landolfi, altri non è che una reciproca convenienza, ma che non porta a tener vivo il ricordo “non dimenticando” usandolo alla convenienza come una ghigliottina, ma utili ad intraprendere nuovi percorsi sulla base di una discussione e di un confronto che non c’é mai stato “consentito” prescindendo dalle esagerazioni dei Riformisti.

Antonio Cuomo

Confronto che, per come si presentano le cose, difficilmente ci sarà o ci potrà essere se si pretende che si giunga ad una soluzione disonorevole che cosparga il capo di cenere ai componenti di uno stesso partito che sono stati inascoltati e che in assenza di regole e di luoghi di discussione hanno concretizzato il loro dissenso in atti ritenuti un “tradimento“, poiché ne Sgroia e ne Conte ammetteranno mai di aver sbagliato, se sono veramente convinti politicamente e con valide argomentazioni delle loro azioni, così come Cuomo difficilmente tornerebbe indietro, avvertendo come sia manchevole politicamente il suo Partito, e quindi si è data una strategia, una scadenza e un’organizzazione, individuando in Vincenzo Consalvo, Pierino Infante, Francesco Gaudieri e Luigi Morena, i quasttro coordinatori delle quattro aree di confluenza a sostegno della sua candidatura e delle quattro liste che allestiranno per contrapporle alle altre tre fazioni interne-esterne al PD.

Ma ritornando al funerale e a questo Partito che si presenta “li o la, qui” o altrove e che ha tante facce e tanti uomini del tutto impresentabili, possiamo solo registrare come questo confronto a distanza pare assegni senza mezzi termini la vittoria a Tonino Cuomo per il numero, per la varietà e per la partecipazione dei presenti, circostanza che è stata riscontrata da tutti gli osservatori, e se al “Funerale” e alla “camera ardente” per le visite, allestita all’Hotel Grazia si è andati per ascoltare Landolfi e la “calata democratica” e comprendere il PD, quello di Salerno, da che parte fosse, al trittico delle manifestazioni contiene si è andati per conoscere malefatte e veleni, da Cuomo si è andati per ascoltare il candidato Sindaco, e sebbene egli non è immune da critiche, ha riempito la sala e ha evidenziato che “la” e non “li” vi fosse un altro PD, e a differenza dei toni: scandalistici quelli dei Contiani; arroganti, vendicativi e punitivi quelli del “funerale” e della “calata democratica”; “cospiratori” e “congiuranti” quelli di Sgroia e i suoi; con “QUELL’ORA BASTA“, e con toni concilianti di chi sa già di essere avanti, ha elencato alcune mancanze storiche e ha accennato, sia pure non del tutto esaustivamente i temi e i programmi che intende portare avanti, evidentemente divaricandosi da un PD che non sa essere accogliente e propositivo se non patrigno e vendicativo.

Tonino Cuomo-Pubblico

E così misurando le forze: al “funerale” oltre alle facce di circostanza e ai volti che significavano Housing Sociale, Il Fitto del Giudice di Pace, il Parcheggio interrato di via Adinolfi, i terreni dell’Orientale, le varie promozioni e le piccole e meno piccole rappresentanze di questioni; Al trittico dei Riformisti invece non mancavano persone coinvolte ma estranee ai processi, così come non mancavano quei “Centri di poteri” come spesso li chiama in causa Melchionda che fanno politica e non mancava una delegazione “estera” di parlamentari più o meno sconosciuti ma utili ad accreditarsi come “l’altro PD“; alla Manifestazione dell’ora basta di Cuomo vi fossero tutti quelli che a vario titolo sarebbero stati esclusi dai processi politici e amministrativi della “Calata democratica” salernitana e dall’Amministrazione – partito ebolitano di Melchionda, e quelli semmai solo elettori che di volta in volta vengono sopraffatti dai gruppi prevalenti e dai signori delle tessere che di volta in volta occupano il partito ora nelle primarie ora nelle competizioni elettorali, ma anche chi per certi versi per non allontanarsi si tura il naso e come fece “Indro Montanelli” votò l’odiata DC scegliendo il meno peggio, pensando al peggio che stava per arrivare.

Intanto si va avanti e si reinsedia il Commissario cittadino del PD Michele Figliulo mai operante negli ultimi anni, che dovrà rifare il tesseramento, organizzare il Congresso e giungere anche alla individuazione del Candidato Sindaco. Intanto sicuramente da quì a qualche mese ci troveremo Federico Conte candidato nella Lista del PD e Martino Melchionda in una Lista collaterale al PD, le quattro componenti che ora si combattono e che si vorrebbe cacciare fuori a vicenda sosterranno i vari candidati, alcuni dei quali presenti anche al capezzale del “feretro del PD” e gli eloquenti Parlamentari sostenitori dell’ex Sindaco, estranei del tutto ai processi poitici locali e provinciali, ritorneranno nei loro corposi impegni parlamentari fino a farsi dimenticare, e tutto si concluderà con un “volemose bene“.

E mentre il centrosinistra è diviso in 5 tronconi 4 del PD e l’altro della Sinistra alternativa, il Centrodestra ringrazia. Loro sono divisi solo in due: da una parte le Civiche di Massimo Cariello; dall’altra Forza Italia con Damiano Cardiello.

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