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Il sangue di FrancescoLe reliquie di sangue di San Francesco d’Assisi e il prodigio della liquefazione di Massimo Santilli

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Il sangue di Francesco” è il titolo di un’inchiesta condotta da Massimo Santilli che va alla ricerca della verità attorno ai resti sacri di San Francesco d’Assisi. Un viaggio tra città francescane da La Verna ad Assisi, da Roma a Napoli e ancora a Castelvecchio Subequo in provincia dell’Aquila per analizzare capolavori d’arte, in cui trova sede la potenza spirituale del divino e dell’umano che si attesta nell’esistenza, nella presenza e nella manifestazione di figure della cristianità, come quella del frate, in grado di compiere opere taumaturgiche a sostegno dei fedeli. I cimeli hanno sempre una loro attualità, poiché il loro significato è quello di attualizzare il passato veicolando il messaggio cristiano e, in questo caso, la presenza di Dio attraverso la reviviscenza del sangue del Poverello.

<<Tra le reliquie della sacrestia, insigne più di ogni altra è la pezzetta di tela bianca macchiata del Sangue uscito dal costato ferito del P. S. Francesco, gelosamente custodita in un reliquiario di argento e difesa con cristallo. Ogni anno ai vespri del 17 settembre, solennità delle S. Stimate in mezzo ad un popolo numerosissimo e devoto, vien portata processionalmente. Alla cappella delle Stimate, sostando la processione, quel sangue di un singolare vermiglio abituale, qualche anno si accende ancor di più in un vivo rubicondo, come allora uscito dalla piaga del Santo. Quei pochi fortunati, che possono da vicino contemplare il prodigioso spettacolo, ne rimangono profondamente commossi. L’effetto straordinario, nell’agosto dell’anno 1901, si ripeté nel modo che vengo narrando con le parole medesime del Vescovo, il quale ne stese autentica relazione>>.
Massimo Santilli offre una copiosa documentazione per seguire le tracce del materiale che porta i segni del fenomeno legato all’impressione delle stimmate nel corpo di frate Francesco, avvenuto nell’estate del 1224 sul monte della Vernia. Una preziosa Mappa delle reliquie di sangue che ha come punto più settentrionale la basilica di Sant’Antonio di Padova e punto più meridionale il Museo del Tesoro di San Gennaro di Napoli. Merito del libro è di aver sottolineato la virtù memorativa delle “reliquie francescane” in quanto tali, al di là di una loro reale o immaginaria autenticità accertabile a livello empirico. Questa caratteristica, che ha reso presenti e attivi il Santo e la sua santità, ha effetti di coesione nella società e di rafforzamento delle istituzioni ecclesiastiche. È importante sottolineare poi lo scopo della ricerca che non è quello di incoraggiare forme di devozionalismo, ma riportare alcune importanti manifestazioni di storia e di fede, di religiosità e di arte vissute intorno alla figura del mendicante umbro.
Trama. Il saggio svela uno studio che, colmando alcune ricerche precedenti, ha consentito di raccogliere materiale interessante, anche inedito, sul sangue stimmatizzato del Patrono d’Italia. Si tratta di un viaggio lungo un percorso, tracciabile sulla mappa delle reliquie ematiche di San Francesco d’Assisi, che include importanti centri come La Verna, Assisi, Roma, Napoli, Bologna, Padova, Ascoli Piceno, Piedimonte Matese in provincia di Caserta, Castel Bolognese in provincia di Ravenna e Castel Vecchio Subequo in provincia dell’Aquila. Il volume è un’analisi storico-religiosa e socio-antropologica che indaga l’evento mistico della liquefazione e ripercorre i lasciti di un personaggio, il Gloriosus Franciscus, meritevole di aver superato il tentativo di costruzione di una forma di santità, orientata e controllata. La forza del Santo risiede nella sua spontanea capacità di attrarre gli animi, complice il suo entusiasmo e coraggio di fronte alle avversità della vita. A San Francesco si deve l’accostamento al sacro di una pletora di uomini e donne appartenenti a ogni classe sociale, con facoltà intellettive diverse e per di più di diverse confessioni religiose.

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