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Il Santo di oggi 17 Gennaio 2020 Sant’Antonio Abate

Oggi la Chiesa ricorda la figura di Sant’Antonio (Abate) OGGI IN TANTI PAESI CI SONO I FUCARONI E SI MANGIA E SI BALLA ANCHE A NOLA

Santo Antonio abate, detto anche sant’Antonio il Grande è stato un abate ed eremita egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati. Nel giorno della sua memoria si benedicono le stalle e gli animali.

Patronato: Eremiti, Monaci, Canestrai

Etimologia: Antonio = nato prima, o che fa fronte ai suoi avversari, dal greco

Emblema: Bastone pastorale, Maiale, Campana, Croce a T

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Caposcuola del Monachesimo

Dopo la pace costantiniana, il martirio cruento dei cristiani diventò molto raro. A questa forma eroica di santità dei primi tempi del cristianesimo, subentrò un cammino di santità professato da una nuovo stuolo di cristiani, desiderosi di una spiritualità più profonda, di appartenere solo a Dio e quindi di vivere soli nella contemplazione dei misteri divini. Questo fu il grande movimento spirituale del Monachesimo, che avrà nei secoli successivi varie trasformazioni e modi di essere, dall’eremitaggio alla vita comunitaria.

Espandendosi dall’Oriente all’Occidente, divenne la grande pianta spirituale su cui si è poggiata la Chiesa, insieme alla gerarchia apostolica.

Sant’Antonio, della vita eremitica e ascetica nel deserto della Tebaidene, fu senz’altro l’esempio più stimolante e noto, ed è considerato il caposcuola del Monachesimo.

Conoscitore profondo dell’esperienza spirituale di Antonio, fu sant’Atanasio (295-373) vescovo di Alessandria, suo amico e discepolo, il quale ne scrisse la biografia, fonte principale di ciò che sappiamo di lui.

La scelta di una vita penitente

Antonio nasce verso il 250 da una agiata famiglia di agricoltori nel villaggio di Coma, attuale Qumans in Egitto. Verso i 18-20 anni rimase orfano dei genitori, con un ricco patrimonio da amministrare e con una sorella minore da educare.

Attratto dall’ammaestramento evangelico «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi ciò che hai, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi», e sull’esempio di alcuni anacoreti che vivevano nei dintorni dei villaggi egiziani, in preghiera, povertà e castità, Antonio volle scegliere questa strada. Vendette dunque i suoi beni, affidò la sorella a una comunità di vergini e si dedicò alla vita ascetica davanti alla sua casa e poi al di fuori del paese.

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