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Il terzo settore e Giordano Bruno, uomo pensante e libero …

Uomini liberi per uomini liberi, questo potrebbe essere il motto del terzo settore. Proprio seguendo il pensiero di Giordano Bruno oltre 400 anni dopo la sua morte.

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Il 17 febbraio del 1600 Giordano Bruno veniva bruciato vivo perché “eretico, pertinace, impenitente” come recitava la condanna del tribunale della Santa Inquisizione.

La sua rivoluzionaria filosofia faceva paura, fa ancora paura perché è dinamite. Il pensiero di Giordano Bruno è elogio del dubbio e dell’antidogmatismo, un pensiero che rivoluziona ogni cosa e per questo fa paura ancora oggi per la sua straordinaria attualità poiché costringe a fare i conti con le piccolezze e ristrettezze mentali mentali, mai così presenti come nella nostra società moderna.

La sua filosofia non ammette zone grigie, è un atto d’accusa contro l’opportunismo, la rassegnazione, che producono il «servilismo che è corruzione contraria alla libertà e dignità umana»come scrive Bruno.

La sua filosofia fa paura perché è condanna inappellabile per chi vorrebbe l’umanità: “gregge” e “asino”, in uno stato di perenne infantilismo alla ricerca di padri, padroni, padreterni.

Un’umanità in ginocchio nella speranza del miracolo e delle intercessioni dei pochi che «stabiliscono il mio e il tuo». Quale modernità nelle parole del filosofo nolano, quante attinenza, purtroppo, nella società moderna. Bruno mette a nudo i meccanismi psicologici che riducono gli uomini ad asini obbedienti che si fanno «guidare con la lanterna della fede, cattivando l’intelletto a colui che gli monta sopra et, a sua bella posta, l’addirizza e guida»

Giordano Bruno è un filosofo scomodo perché condanna la menzogna e l’ipocrisia, polemizza continuamente e pubblicamente con il così detto “mondo della cultura”, lo ridicolizza nei suoi dialoghi: «più nun sanno e sono imbibiti di false informazioni più pensano di sapere». Bruno vuole un mondo di individui pensanti e liberi. Usciti dalla gabbia del geocentrismo, dove «gli erano mozze l’ali», gli esseri umani possono finalmente spiccare il volo e «liberarse de le chimere» di un cielo superiore e una terra inferiore.
E il Nolano chiama ognuno ad usare le ali della ragione: a sperimentare le infinite possibilità di pensare, conoscere, agire. A diventare, «possendo formar altre nature, altri corsi, altri ordini con l’ingegno».
Ecco allora la sua Riforma in sintesi:
– fornire l’istruzione a tutti perché ognuno possa emanciparsi;
– rimuovere gli ostacoli degli svantaggi individuali, sociali ed economici;
– togliere i privilegi;
– deporre i tiranni;
– scegliere governanti onesti.

Sembra proprio il manifesto delle azioni del terzo settore. Il terzo settore è quel complesso di istituzioni che all’interno del sistema economico si collocano tra lo Stato e il mercato, ma non sono riconducibili né all’uno né all’altro. Il terzo settore si differenzia dal Primo, lo Stato, che eroga beni e servizi pubblici, e dal Secondo, il mercato o settore for profit, che produce beni privati, e va a colmare quell’area tra Stato e Mercato nella quale si offrono servizi, si scambiano beni relazionali, si forniscono risposte a bisogni personali o a categorie deboli secondo approcci che non sono originariamente connotati dagli strumenti tipici del mercato, né da puro assistenzialismo.

Uomini liberi per uomini liberi, questo potrebbe essere il motto del terzo settore. Proprio seguendo il pensiero di Giordano Bruno oltre 400 anni dopo la sua morte.

dott. Francesco Spera, Portavoce Forum Terzo Settore Agro Nolano

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