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Immigrati: 180 annegati, 5 scafisti arrestati

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Roma,  Sono almeno 180 gli immigrati morti, gettati in mare o pugnalati dagli scafisti, presenti sullo stesso barcone dove nella stiva sono stati recuperati i cadaveri di 29 persone asfissiate dalle esalazioni del motore.
E’ bastato il racconto agghiacciante dei 561 superstiti arrivati domenica a Messina perche’ la polizia mettesse le manette ai polsi di cinque trafficanti accusati di omicidio plurimo aggravato. Sono stati i sopravvissuti a rivelare agli investigatori i dettagli dell’assassinio di decine di loro compagni durante la traversata. Poiche’ il barcone era sovraccarico, gli arrestati hanno spinto fuori bordo moltissimi passeggeri e allo stesso modo si sono disfatti dei cadaveri di chi e’ stato ammazzato sul barcone, a coltellate o a botte. In manette sono finiti Mhamed Morad Al Fallah, 21 anni, nato a Damasco (Siria), operaio, Youssef Dahman, 21 anni, di Fes (Marocco), Abdrzakc Asbaoui, 25 anni, marocchino di Bnimlal e poi Saddam Abuhddayed, 25 anni, nato a Khan Younis (Palestina) e Jamal Rajeb, 32enne dell’Arabia Saudita. I superstiti sono stati precisi e concordi nel raccontare che decine di profughi erano ammassate all’interno nella stiva e li’ rinchiuse. Era stata tolta anche la scala interna per risalire in coperta ed era stato sigillato il boccaporto, eliminando l’unica presa d’aria. In pochi minuti il calore e’ diventato insopportabile e l’aria si e’ fatta irrespirabile a causa dei gas di scarico del motore. La disperazione ha spinto quindi i prigionieri a forzare la porta e salire in coperta dove si e’ consumata la tragedia.
In tanti raccontano dei cinque arrestati, tra cui un imbianchino, un operaio ed un commerciante, che, scegliendo a caso le vittime, gia’ in coperta o emersi dalla stiva, uomini o donne che fossero, hanno ucciso una sessantina di persone, poi buttate in mare. I sopravvissuti hanno visto i corpi di connazionali, amici e parenti, accoltellati o storditi a mani nude, scomparire tra le onde. Impotenti perche’ minacciati a non muoversi, pena la stessa sorte. I cinque arrestati, sbarcati in Sicilia, hanno provato a farla franca, confondendosi tra i profughi accolti a Messina. Tre di loro hanno cercato di fuggire ma sono stati bloccati dai poliziotti: avevano in tasca un biglietto del pullman per Milano. Intanto sono in arrivo altri immigrati: 762 persone sono state soccorse nel Canale di Sicilia dalla nave militare “Vega” e dal cargo “Rigoletto”, battente bandiera delle isole Cayman. Il ministro dell’Interno Alfano, parlando a Bruxelles, ha detto: “A noi piace l’idea che ci sia un commissario per l’immigrazione, a condizione che abbia poteri. Deve essere un ruolo strategico.
Per questo e’ indispensabile che abbia risorse, mezzi, uomini, strutture e un forte potere di coordinamento, perche’ l’immigrazione ormai e’ un problema piu’ da ministri degli esteri, che si connette per l’accoglienza ai ministri degli interni”. Per il presidente della Camera, Boldrini, invece, “siamo in una situazione insostenibile nel Mediterraneo, come ci fosse una guerra tra persone e mare che causa centinaia di vittime e dispersi: questa e’ una frontiera europea, l’Ue non puo’ ignorarla”.

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