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Imprenditore ucciso, ergastolo al cugino

Per corte d'assise di Lucca il parente è mandante dell'omicidio

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VIAREGGIO (LUCCA), La corte di assise di Lucca ha condannato all’ergastolo Roberto Romanini, 65 anni, cugino di Stefano Romanini, imprenditore ucciso a 47 anni l’8 febbraio 2011, con nove colpi di pistola di fronte alla sua casa a Camaiore (Lucca). Roberto Romanini è stato accusato di essere il mandante e aver pagato un killer per assassinare il parente.
L’omicida non è mai stato scoperto. Sparò quando Romanini uscì di casa per andare al lavoro, uccidendolo in strada. La sentenza di ergastolo è stata pronunciata stasera dalla corte d’assise di Lucca. Secondo l’accusa, e quanto emerso nel processo, il delitto ci fu per motivi economici, in particolare per il riscatto di una polizza-vita di 700.000 euro che la vittima aveva in scadenza nel giorno in cui fu ucciso e di cui sarebbe stata beneficiaria per gran parte del valore la sua ditta, poi passata sotto il controllo dell’imputato e dei suoi familiari.

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