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✭✭ INCENDIO BASILE: DA 2 MESI 150.000 PERSONE A RISCHIO SANITARIO E SENZA RISPOSTA. L’EMERGENZA AMBIENTALE ARRIVA IN PARLAMENTO EUROPEO

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Il 14 luglio nel Nolano si è sviluppato un enorme incendio che ha devastato il capannone industriale di Basile nellArea PIP di Saviano, al confine con il comune di Nola (NA). Le fiamme sono state talmente violente e di enormi proporzioni che hanno richiesto l’intervento sul posto di 16 squadre dei Vigili del Fuoco con oltre 50 uomini, mezzi speciali e supporto aereo.

 

Lincendio ha distrutto un capannone industriale di Basile che ospitava otto aziende: la Cereria Nappi Carlo (produzione e lavorazione delle cere); United States Business S.r.l (generazione di cartucce di toner); M.T. – Gaya S.r.l. (lavorazione infissi); la Idrotubi S.p.A. (commercio di tubi); la Sielte S.p.A. (deposito di materiali elettronici); lAssociazione Villaggio Creativo(studio fotografico); la Tirrenia Logistica (deposito di merci varie) e lAlba Dolciaria S.r.l. (uffici azienda dolciaria Basile). Alcune, come la cereria Nappi, lIdrotubi, la M.T. GAYA e la Unite State Business, risultano essere quelle più gravemente danneggiate. Le restanti attività industriali riscontrano danni più lievi.

 

Lincendio, che è durato più di 5 giorni, ha richiesto lintervento dei vigili del fuoco anche nei giorni successivi. Lultimo cè stato il 21 agosto, a più di un mese di distanza dallinizio. Le fiamme hanno rilasciato nellaria esalazioni velenose e fumi che si sono sparsi nellaria circostante per giorni. La sera, nei giorni successivi, si formava una cappa che costringeva gli abitanti a restare chiusi in casa. Ciononostante è stato alto il numero dintossicazioni tra le persone che vivono nella zona, in base alle testimonianze scritte raccolte nel quartiere.

 

LArpac è intervenuta la prima volta il 14 luglio per misurare la tossicità dei fumi. I risultati hanno escluso pericolo immediato, ma non si è parlato delleventualità di danni o meno a medio e lungo termine. A tal proposito, il Sindaco di Saviano, medico e oncologo, Carmine Sommese il 15 luglio ha dichiarato: L’Arpac ci ha assicurato che essendosi incendiate citronella ed altri prodotti per fare le candele, non ci sono rischi per la popolazione né ci sono state ricadute nei campi intorno. 

 

Il 19 e 21 agosto lArpac ha effettuato 10 campionamenti dei terreni nei comuni di Nola e Saviano per studiarne leventuale inquinamento ambientale a causa dellincendio. Da queste analisi, di cui ancora non si conoscono i risultati, vengono però esclusi i comuni di San Vitaliano e Scisciano che nella Relazione di Sopralluogo n°45/GT/13 della stessa Arpac vengono indicati come i comuni maggiormente coinvolti dalla ricaduta dei fumi della nube dellincendio.

 

Ad oggi, a distanza 2 mesi dallinizio dellincendio, né lArpac e né i comuni di Nola, Saviano, Scisciano e San Vitaliano sono riusciti a dire alla popolazione dellAgro Nolano se corriamo o meno dei rischi per la nostra salute. Nessuno ci ha fatto capire se i prodotti agricoli che sono maggiormente esposti al rischio di assimilazione dei residui generati dalla nube (come insalate, pomodori, zucchine e melanzane e che abbiamo ampiamente consumato durante i mesi estivi), erano alimenti commestibili o meno per la popolazione. Tutto questo in unarea intensamente agricola e dove vivono più di 150.000 persone.

 

Inoltre ancora nessuna delle autorità preposte sta affrontando la questione della messa in sicurezza e bonifica del sito. Quando verranno rimossi i residui tossici dellincendio? Quando il sito sarà messo in sicurezza e bonificato? Non si può gravare ancora a lungo il nostro già martoriato territorio di questo ennesimo disastro ambientale. Non possiamo correre il rischio di ritrovarci nella stessa situazione del deposito Agrimonda a Mariglianella: a distanza di 18 anni dallincendio i residui tossici dellincendio dellAgrimonda sono ancora lì ad appestare laria e la salute dei residenti di Mariglianella.

 

Intanto, il disastro ambientale dellincendio del capannone industriale di Basile è arrivato direttamente in Parlamento Europeo attraverso uninterrogazione parlamentare presentata dalleuroparlamentare Sonia Alfano. 

 

Ecco il testo dellinterrogazione presentata in Commissione Europea in cui si chiede allUnione Europea di sollecitare controlli e rilevazioni necessarie per avere un quadro chiaro del rischio, sia immediato che a medio-lungo termine, che corrono i cittadini dellAgro Nolano in seguito allincendio del 14 luglio e le contromisure che è opportuno intraprendere per la tutela della salute pubblica :

 

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È nota alla Commissione Europea, anche grazie alle segnalazioni dei cittadini, non ultima quella giunta dal movimento civico Rifiutarsi (www.facebook.com/rifiutarsiwww.rifiutarsi.it) con la petizione al PE 1180/2012, la gravissima situazione Sanitaria e Ambientale di diverse zone della Campania, tra cui quella dellAgro Nolano (nella provincia di Napoli). Ad una serie preoccupante di casi di discariche illegali a cielo aperto, di sversamenti di rifiuti di tutti i tipi (inclusi quelli tossici, compreso lamianto) che periodicamente vengono bruciati, con conseguente emanazione di nubi tossiche (cariche di diossina) che si spostano e diffondono verso i vicinissimi centri abitati (Nola, Marigliano, Pomigliano dArco, Acerra, San Vitaliano, Saviano, Palma Campania, etc.), si sono aggiunti negli ultimi mesi eventi di assoluta rilevanza ambientale e sanitaria. 

 

Il 26 aprile 2013 a Polvica di Nola vi è stato un incendio di un agglomerato industriale; il 14 luglio un incendio ha invece colpito un altro agglomerato industriale situato tra i comuni di Saviano e Nola, generando una nube tossica che ha investito le popolate aree limitrofe e i terreni coltivati per un area pari a 15 chilometri quadri. Tra la cittadinanza e tra i vigili del fuoco intervenuti si sono manifestati sintomi da avvelenamento. Le Amministrazioni locali non hanno fornito tempestivamente direttive ai cittadini per fronteggiare la situazione. Ancora oggi non sono stati fatti controlli atti a monitorare lo stato di contaminazione di acque e terreni, mentre per ciò che riguarda le analisi dellaria non vi è stata possibilità di avervi accesso per i cittadini che ne hanno fatto richiesta, preoccupati per il proprio stato di salute. Le dichiarazioni degli amministratori locali a tal proposito appaiono contraddittorie. Emerge che le rilevazioni fatte non hanno tenuto in considerazione la presenza di diossine nellaria.

 

Pertanto si chiede alla Commissione Europea:

 

– se è a conoscenza dellemergenza sanitaria e ambientale della zona in questione;

 

– di richiedere informazioni alle autorità italiane e di sollecitare leffettuazione tempestiva di tutti i controlli e le rilevazioni necessarie per avere un quadro chiaro del rischio sia immediato che di medio-lungo termine che corrono i cittadini delle zone coinvolte e le contromisure che è opportuno prendere.

 

___________________DA RADIO PIAZZA CAMPANIA

 

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