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INTERVISTA AD ERIKA KAMESE

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1. Come nasce la tua passione per lo spettacolo?
In realtà mi è sempre piaciuto lo spettacolo il cinema e l’arte fin da piccola, solo che non avevo capito subito di voler fare di questa grande passione un vero e proprio lavoro, fino a quando ho iniziato a cantare e poi da lì quando sono cresciuta  ho capito che era questa la strada che volevo intraprendere. A casa cantavo continuamente tant’è che i miei genitori non ne potevano più di sentirmi, con mio fratello creavo delle scenette che interpretavamo con molta determinazione ed ironia ed io ero molto felice e soddisfatta.

2. Ci sono attori con i quali vorresti lavorare? E con quale regista? 
In Italia stimo molto Kim Rossi Stuart, Sergio Assisi, Pierfrancesco Favino, Giovanna Mezzogiorno,  e Valeria Golino. Non sono tantissimi,  ma meglio pochi ma buoni. Per quanto riguarda i registi invece ce ne sono molti che mi piacciono come ad esempio Tornatore, Sorrentino, Salvatores, Avati, Luchetti, Castellitto, Placido …

3. Nella tua formazione troviamo anche diverse esperienze per la musica lirica. Puoi raccontarci questa tua passione?
Io ho iniziato con lo studio sulla musica lirica studiando al Teatro Massimo di Palermo. Ho iniziato dal canto per poi passare alla recitazione e ho un progetto canoro che riguarda la realizzazione di un disco con pezzi di musica lirica gotica rigorosamente in latino, un genere lirico pop gotico che è un mix tra i gruppi stranieri di neoclassical gotic metal e la musica eterea celestiale. È un progetto ambizioso internazionale sul quale vorrei soffermarmi con calma e con serenità per avere possibilità di produrlo o farlo produrre.

4. Il tuo essere poliedrica si condisce anche del lavoro di doppiatrice. Quali differenze trovi tra il mondo del doppiaggio e quello del recitato?
Doppiare e prestare la voce ad interpreti meravigliosi è una bellissima esperienza ed una gran cosa se la si sa fare al meglio. Senza essere una buona attrice non si può doppiare al meglio perché il doppiaggio è molto più difficile e “barboso”. Mentre quando reciti in tv, piuttosto che al cinema, si vede bene l’espressione connessa alla figura scenica in doppiaggio presti solo la voce e devi essere brava a tal punto che anche se non si vede la tua espressione facciale o relativa al corpo, devi sapere dare le stesse emozioni che l’attrice  da sullo schermo;  è quasi maniacale il doppiaggio, ogni minimo sospiro, ogni minimo impercettibile suono è necessario che sia doppiato. Insomma non è una passeggiata e tanto meno una cosa alla portata di tutti, ma solo per pochi.

5. Quali caratteristiche, secondo te, bisogna avere per riuscire nel mondo del doppiaggio?
Ci vuole innanzitutto la “stoffa” che non appartiene a tutti purtroppo, successivamente la tenacia, studio, dedizione e molta molta pazienza.

6. Ci sono persone che hanno un ruolo fondamentale nella tua vita?
La mia mamma, mio fratello Leandro, la mia cagnolina Marilyn e i miei veri pochi amici.

7. Cè un ruolo che hai sempre sognato di interpretare?
Il ruolo di Angelina Jolie ne “Le ragazze interrotte”, il ruolo di Charlize Steron in “Sweet November” e il ruolo di Winona Rider ne ” La casa degli Spiriti”. Poiché mi piacciono i film toccanti e le emozioni forti nel primo film che ho citato, la Jolie interpreta il ruolo di una ragazza esteticamente arrogante e incompresa ma solo alla fine svela la sua innata sensibilità e fragilità, forte ma nello tempo difficilissimo questo ruolo. Nel secondo film il ruolo di Charlize mi ha appassionato per la profondità del personaggio così attaccato ai valori della vita e talmente orgoglioso da non voler accanto a sé l’uomo che ama quando in si trova in punto di morte.
Nel terzo film invece mi ha appassionato il ruolo di Blanca così coraggioso e orgoglioso di voler vivere l’amore della sua vita a costo della sua stessa vita contro tutto e tutti.

8. Progetti futuri?
A parte il mio disco ho altre proposte cinematografiche che non vorrei svelarvi per scaramanzia … ma mi vedrete presto!

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