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Intervista all’avv. Rosa Criscuolo, coordinatore provinciale di Napoli del “Movimento per la Campania”

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mov. per la campaniaNel giugno del 2014, a poco meno di un anno dalle elezioni 2015 per il rinnovo del Consiglio regionale della Campania, dalla volontà di alcuni amministratori nasceva il progetto politico denominato “Movimento per la Campania”, un gruppo variegato che univa membri provenienti da varie ideologie politiche con l’obiettivo di superare le vecchie logiche dei partiti e creare una associazione al servizio del territorio e dei cittadini. Oggi, a distanza di cinque mesi, tutto è sfumato e l’associazione si è sciolto. Abbiamo intervistato l’avvocato Rosa Criscuolo, coordinatore del movimento per la provincia di Napoli, che ci ha spiegato i motivi di tale fallimento e ci ha esposto i suoi progetti futuri.

Dott.ssa Criscuolo, in questi pochi mesi cosa è successo di così grave da determinare lo sfaldamento del gruppo che rappresenta e come mai questa parabola?

“All’inizio avevo fiducia in questo progetto a cui si erano avvicinati amici come Elisa Russo, Francesca Beneduce, Antonio Laudando, Ernesto Caccavale, legati alla mia amicizia e che godono della mia stima, ma col tempo, nonostante gli sforzi, le mie certezze hanno cominciato a vacillare per diverse ragioni. Innanzitutto le difficoltà ad interagire con alcuni elementi all’ interno del gruppo, troppo attaccati a personalismi; in secondo luogo, l’incapacità di dare risposte ai territori senza un appoggio istituzionale. Un simbolo accompagnato a persone di buoni propositi non serve, c’è bisogno di capacità e presenza delle Istituzioni”.

Cosa è rimasto del Movimento, che, peraltro, fino a ieri non era stato neanche registrato?
“Guardi, la questione registrazione è stata cruciale poiché, in tempi non sospetti, avevo inteso la superficialità della gestione del partito ed ero esausta di dovermi far carico di ogni aspetto: burocratico, contatti, organizzazione eventi, candidature, risorse finanziarie. Insomma, era diventato un lavoro immane che non potevo svolgere da sola, almeno non nella provincia di Napoli, e le mie perplessità erano le stesse dei coordinatori di Caserta, Filomena Riccio e Vincenzo Miccolo, sul soggetto deputato a svolgere le funzioni di coordinatore regionale. Oggi è rimasto un simbolo e tante speranze”.

Dalle reazioni apprese dal web e dalle recenti notizie sui territori, apprendiamo che il progetto era legato fortemente alla sua immagine di difensore della libertà; ora quale crede sarà la linea?
“Vede, se i progetti non sono supportati da saldi ideali è inutile portarli avanti, in particolare la politica. Francamente non ho ben inteso quali fossero gli ideali di alcuni soggetti deputati alla gestione di un coordinamento di un progetto ambizioso quanto effimero. Chiaramente, sono consapevole che la scorrettezza nei confronti dei coordinatori con cui si è fondato un progetto e verso i cittadini dei territori portano poco lontano. Questo progetto era diventato una scatola vuota da contendersi e, personalmente, non mi andava di vendere fumo alla gente”.

Cosa intende fare, considerando che lei da poco è stata eletta a Roma nel comitato radicale e che sui territori la sua presenza è considerata valida e di riferimento?
“Molti mi hanno sempre consigliato di mettere in campo me stessa e, infatti, appena si è saputo dello sfaldamento del progetto, sono stata sommersa da telefonate, ma mi chiedo se oggi sia il momento giusto per azzardare una discesa in campo, dal momento che le garanzie sembrano non esserci neanche per i veterani. Continuerò la mia attività politica su temi di respiro nazionale insieme al Comitato radicale di cui faccio parte a Roma e collaborerò, come sempre, con i politici sul territorio, oltre a dedicarmi alla mia professione forense”.

Conferma i rumors secondo i quali lei sarebbe in contatto con una casa editrice che le ha proposto di scrivere un libro insieme ad alcune penne importanti del territorio?
“Esiste questa possibilità”.

SAVERIO FALCO

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