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Intervista a Emilio Martire

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Come hai conosciuto Pupi Avati?

“Accompagnai un amico a fare il provino per un suo film, e chiesi all’assistente se avessi potuto farlo anche io. Subito dopo il mio amico entrai. Ai casting dissero al mio amico che l’avrebbero quasi sicuramente chiamato mentre a me mi congedarono con il classico le faremo sapere. Dopo qualche giorno ebbi la chiamata tanto attesa quanto insperata. Avevano scelto me e non il mio amico. Da lì è poi nato un bellissimo rapporto con Pupi tanto che ci siamo subito rivisti dopo il primo film.”

Quale sarà il tuo ruolo nel film movie per la tv con Pupi Avati?

“Non lo so ancora di preciso, l’unica cosa che so è che farò parte del film ma ancora non è stata scritturata la mia parte. So soltanto che reciterò in un dialetto, non posso dire quale e farò una parte al quanto bruta”.

Cosa provi a recitare al fianco di un’icona come Laura Morante?

“Mi intriga molto la cosa, più che sentirmi emozionato posso dire che per me è un grandissimo onore e un piacere recitare al suo fianco. E’ sempre una soddisfazione inspiegabile lavorare al fianco di grandi attori come lei”.

Sappiamo che girerai un cortometraggio, di cosa si tratta?

“E’ un’idea che mi è venuta negli ultimi mesi anche se siamo in fase di ottimizzazione del prodotto. Ancora non sappiamo la trama quale sarà”.

Quando è cambiata la tua carriera?

“Tutto è nato con Pupi Avati e il continuo di questo rapporto mi ha portato grandi occasioni lavorative. Oltre al rapporto lavorativo con lui c’è anche un grande rapporto affettivo. Non è solo un grande regista ma anche un grande uomo, umile e onesto”. 

Come hai iniziato a fare l’attore?

“Tantissimi anni fa feci un corso di recitazione per poi passare al teatro Stabile di Napoli dove mi sono formato. Ho fatto alcuni stage con Lina Bernardi, famosissima attrice di Centovetrine e Actors coach. Tre aggettivi per definirti? “Razionale, rispettoso e onesto”.

Il tuo sogno nel cassetto?

“Sicuramente fare un film da protagonista con Pupi, sarebbe il sogno, un punto d’arrivo”.

Il miglior momento della tua vita e il peggiore?

“Il migliore è quando ho ricevuto notizie particolarmente importanti. Non c’è n’è uno in particolare, siccome ne ho ricevute tante nella mia vita, mi ritengo fortunato, mentre il peggiore quando ho perso qualche persona a me cara”.

Il segreto per divenire un attore?

“E’ quello di capire sempre il proprio ruolo nei minimi particolari, studiarlo a fondo per poi interpretarlo nel migliore dei modi. Bisogna essere predisposti per un ruolo e renderlo proprio per essere credibile, credo che sia questo che differenzi un buon attore da uno mediocre”.

 

 

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